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Hello, Elliot

mr robot

Attenzione: nell’articolo sono presenti spoiler sulla quarta stagione di Mr Robot.

Che la fine non potrebbe essere
che il principio di una storia,
inedita come la precedente
ma che del passato porta il sapore e le crepe.

Come da vicino si vedono i dettagli, le piccole ferite di superficie che nascondono uno squarcio più profondo, quasi immenso nella sua densità. Si scopre il passato avvicinandosi a quelle ferite, si chiarisce il senso di una vita immersa nell’incertezza e nel bivio di una personalità tremendamente sfumata, così, da crearne altre. Tante altre da non poterle più contare, se non nelle loro più concrete manifestazioni.

Con Mr Robot si apre il racconto che spezza le certezze, con Elliot invece tutto ritrova un senso nella sua incertezza, ogni porta aperta viene chiusa sulle note di un brano diverso.

Ogni atto di questa splendida opera d’arte si apre e si chiude, quindi, accompagnato dall’emozione di una canzone nuova.

E tutte quelle volte in cui lui si avvicinava a noi, come una persona diversa, con uno sguardo nuovo, ogni volta sembrava diventare sempre più esigente, come a chiederci di intervenire. Eppure non sapevamo neanche cosa volesse dire, almeno non fino a quando la storia non ha fatto il suo corso e ci ha mostrato il vero Elliot.

Mr. Robot finale

Quello che abbiamo vissuto ha dato modo di comprendere il mondo reale e quelli paralleli in cui siamo entrati di volta in volta. Siamo stati in grado di capire solo ciò che ci è stato mostrato come reale, ma le supposizioni, le grandi ipotesi sono state via via infrante, e addirittura superate di gran lunga.

Siamo arrivati così a non immaginare più nulla, a seguire costanti il flusso di coscienza di Esmail e la sua storia che prendeva forma, una forma strana, alle volte in apparenza troppo sbagliata per essere reale. Ci è stata regalata una vita in più che forse neanche sapevamo di meritarci, come fossimo un’altra, l’ennesima, personalità di un ragazzo caotico e interessante.

Se inizialmente erano pochi ad essersi ritrovati coinvolti a sorpresa in una storia già da allora straordinaria, ora, alla fine del viaggio, ci siamo tutti svegliati in un verso di una poesia che adoriamo. Che Sam Esmail ha scritto per noi, invitandoci tutti non solo a leggerla, ma a viverla in ogni strofa come fosse una vita parallela in cui fuggire ogni volta che il caos aveva la meglio.

Darlene

Sul caos ha giocato e con il caos ha saputo creare un pezzo di storia che sarà ricordato in ogni sua parte, così come tutto viene rivisto prima che Elliot si svegli finalmente dopo tempo. Quello è l’inizio ufficiale di una vita nuova, forse più calma o che forse deve solo essere immaginata.

A questo punto in Mr Robot riprendono spazio tutti, diventano finalmente protagoniste le comparse che fino ad allora hanno seguito Elliot aiutandolo o ostacolandolo. Sappiamo del padre, della madre, del piccolo Elliot e di Darlene. Le sue lacrime e la sua consapevolezza, sapeva tutto sin dall’inizio e noi pensavamo di sapere più di chiunque altro. Ma eravamo pezzi di un puzzle più grande, di una realtà che stavamo vivendo senza saperlo. Questo è il messaggio della fine, adesso inizia qualcosa di nuovo, adesso che ne abbiamo l’occasione ricominciamo dall’inizio, creiamoci un’identità. Al di là di tutto, del mondo che si crea sull’omologo, sull’uguaglianza delle abitudini. Eleggiamo noi stessi a personalità uniche, fatte di frammenti di passato che raccogliamo da traumi e istanti felici.

Serie tv drama 2019

Solo pensandoci unici possiamo rendere tutto ciò che è intorno a noi meritevole di essere descritto. Acquista un valore e ci rende diversi da chiunque altro. Nel nostro modo di vivere il dolore, nel modo con cui affrontiamo le novità e nel modo in cui riusciamo a immedesimarci in altri.

È bastato poco perché ci immedesimassimo in Elliot prima e in Mr Robot dopo. Sam Esmail ci ha resi tutti vittime di una stessa patologia, l’ha innalzata a causa e conseguenza di un mondo tanto malato quanto reale nelle sue rappresentazioni metaforiche. Con Mr Robot vanno via Elliot, Darlene, le tante vite vissute, il passato che ha creato il presente, ma quello che da tutto questo ha preso vita rimane una delle opere d’arte più belle e più straordinarie di tutti i tempi.

Non è un addio, probabilmente neanche un arrivederci, è solo un principio che come sempre nasce da una fine.

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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