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Motherland – Fort Salem: quando la voce delle donne è più potente che mai

Quando il contributo delle donne al benessere e alla salvaguardia del proprio paese è l’arma più efficace che uno stato possa avere a disposizione, quando le più potenti matrilinee d’America e del mondo collaborano per difendere gli esseri umani da una minaccia incontrollabile, e quando generazioni di streghe usano la potenza della propria voce per annientare il male che si annida come un’ombra in ogni angolo, nasce Motherland – Fort Salem, e noi ringraziamo Freeform per averla prodotta. È passato più di un anno ormai da quando la rete televisiva statunitense ha rilasciato la prima stagione, che Amazon Prime Video ha reso disponibile sul proprio catalogo solo lo scorso 20 novembre, insieme a molti altri titoli (qui li trovate tutti).

Se con Shadowhunters Freeform ha fallito alla grande, lasciandoci solo con un insanabile senso di rimpianto, con quest’altro prodotto fantasy sembrerebbe aver intrapreso la strada giusta.

Cosa sarebbe successo se la caccia alle streghe avesse avuto fine con un accordo in grado di mantenere la pace fra loro e gli esseri umani? E se lo stesso accordo avesse previsto che da quel momento in avanti le streghe e tutte le loro discendenti dotate di poteri avrebbero dovuto prestare servizio militare e combattere per il proprio paese nei momenti di bisogno? E se a capo dell’esercito ci fosse stata una donna forte e antica come una quercia? Motherland – Fort Salem ci offre uno sguardo a questo mondo, in apparenza impossibile, e lo fa con energia genuina, senza rinunciare ad elementi contemporanei che rendono le vicende delle protagoniste credibili e reali.

motherland - fort salem

Motherland – Fort Salem regala al pubblico non solo una nuova storia, ma anche un modo innovativo di intendere la magia.

Se per troppo tempo la magia è stata interpretata come il risultato di un’energia da canalizzare attraverso strumenti o gestualità, formule e rituali, questa volta essa deriva interamente (o quasi) dall’utilizzo delle corde vocali delle streghe e dagli innumerevoli vocalizzi che queste riescono a produrre grazie a uno studio e un allenamento intensi e pieni di sacrifici. Vibrazioni appena percettibili o grida cariche di intensità. Ogni cosa può essere plasmata e controllata grazie alla voce. Anche il popolo più antico si fa portatore di storie e tradizioni legate ai canti dei propri antenati. Li custodisce con cura per evitare che finiscano nelle mani sbagliate, come in quelle della Spree.

Un’organizzazione terroristica che agisce con violenza inaudita, che strappa gli uomini alla vita per rivendicare il diritto delle streghe a essere indipendenti, ma che non può essere una soluzione per chi intende difendere il pianeta e convivere pacificamente con tutti i suoi abitanti. È così che, a Fort Salem, tutte le più potenti generazioni di streghe, discendenti dalle più longeve matrilinee come Abigail Bellweather (Ashley Nicole Williams) o da matrilinee ormai quasi del tutto estinte, come Raelle Collar (Taylor Hickson) e Tally Craven (Jessica Sutton), si allenano con estremo rigore a prestare servizio militare e a usare la propria potenza contro la Spree.

Qui ogni giovane donna, prima di entrare ufficialmente a far parte dell’Esercito degli Stati Uniti d’America, dovrà imparare a comprendere se stessa come singolo, ma anche se stessa come parte di un’unità. Le streghe sono tutte sorelle, a prescindere dal cognome che portano e dai privilegi che hanno. Questo è ciò che Abigail, Tally e Raelle hanno sperimentato sulla propria pelle.

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Un’unica voce si innalza, più potente di qualunque altra cosa: quella delle donne di Motherland – Fort Salem.

Senza risparmiare l’orrore che si cela dietro le battaglie, l’ingiustizia e le atrocità che il mondo militare è costretto ad affrontare ogni giorno, questa serie tv alterna momenti drammatici e fantasy ad altri carichi di un tipo differente di magia. A Fort Salem non si impara solo a usare le proprie corde vocali per indirizzare l’energia contro il nemico, ma anche a utilizzare quella stessa energia per alimentare la propria vitalità. Si riscoprono tradizioni e rituali quasi dimenticati, come quello dei festeggiamenti in onore di Beltane. Un momento di condivisione fondamentale e irrinunciabile per ogni strega e stregone del mondo, un istante di connessione profonda ed eterna con la natura e con gli esseri umani, una forza necessaria per riscoprire la propria vera essenza. Un’occasione per ricordare che l’amore non ha una forma prestabilita e che siamo noi a plasmarlo sulla base del nostro essere.

Sì, perché in Motherland – Fort Salem non ci sono differenze o schieramenti che tengano. L’amore è incontrollabile, così come l’obbligo morale di combattere chiunque cerchi di ostacolarne i principi.

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La prima stagione di questa serie originale Freeform ha gettato le basi per qualcosa di grande. Il potenziale di ogni donna è immenso, e sarebbe un enorme sbaglio fermarsi prima di averlo compreso, per lasciarsi trasportare dall’implacabile marea degli eventi. Non importano l’età o l’aspetto. La magia si cela dentro ognuna di noi, non resta che scoprire fin dove la nostra voce riesce a spingersi, quali limiti può oltrepassare grazie alla forza che sappiamo darle ogni giorno. Motherland – Fort Salem intende farci riscoprire la nostra unicità come singoli e come membri di una stirpe infinita di donne.

La seconda stagione sarà rilasciata prima di quanto si possa immaginare, dal momento che Freeform ha rinnovato la serie solo due mesi dopo l’uscita dei primi 10 episodi che la compongono. Perciò, se non avete ancora dato un’opportunità a questo dramma ideato da Eliot Laurence, vi diamo un solo, semplice consiglio: premete il tasto “Riproduci” e godetevi il suono pungente e ancestrale del canto delle donne degli Stati Uniti d’America e di tutto il mondo.

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Scritto da Elena Scipione

Cerco sempre la magia anche nelle più piccole cose. Potete trovarmi con la testa immersa fra le pagine di un libro o in qualche puntata di una serie tv. Per il resto del tempo per lo più scrivo e metto alla prova i miei poteri magici.

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