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Mindhunter ci ha lasciato ancora una volta appagati da una stagione ricca di spunti e approfondimenti tematici. Un ruolo fondamentale l’hanno sicuramente svolto i meravigliosi (e forse troppo contenuti) dialoghi con i serial killer. Ma quanto di quello che abbiamo visto è reale? Quanto invece è frutto di finzione? Ecco tutte le somiglianze e le differenze tra i serial killer apparsi nella seconda stagione di Mindhunter e i loro corrispettivi storici. Fate attenzione anche alle foto: alcune similitudini fanno davvero impressione!
1) William Luther Pierce

Un primo arresto per furto in Georgia nel 1970 e un quadro psichiatrico che già appariva chiaro all’epoca: secondo gli psicologi, Pierce è un pericolo per sé e per gli altri. Nonostante tutto viene rilasciato dopo pochi mesi sulla parola. Inizia così la sua escalation con nove omicidi tra cui una bambina di tredici anni.
Numerose le altre accuse a carico (altri otto omicidi) mai del tutto confermate. In Mindhunter mostra di avere un ritardo mentale e storpiare le parole più difficili: secondo gli psicologi il QI del vero Pierce è effettivamente basso, intorno al 70, piuttosto inferiore alla media.






