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MasterChef – Monir rivela: «Spero vinca Carmine. Dovevo fare un film con Salvatore Esposito, poi…»

La finale di MasterChef Italia 11 è alle porte, ma noi di Hall of Series siamo degli inguaribili nostalgici e abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con uno dei concorrenti più amati della storia di MasterChef, ossia Monir Eddardary, direttamente dalla decima edizione.

Nelle nostre Pagelle lo abbiamo definito il vero BradBury della MasterClass (se vi siete dimenticati di cosa parlo potete rinfrescarvi la memoria qui), e il suo nome è diventato ormai un’antonomasia per concorrenti che riescono ad arrivare a un passo dalla fine avvalendosi di furbizia, strategia e anche un pizzico di fortuna.

Beh sì, perché MasterChef non è solo una questione di preparazione tecnica e capacità di gestire gli ingredienti: gran parte del gioco è dato dal saper giocare d’astuzia, non farsi troppi nemici tra i concorrenti e saper gestire gli imprevisti. E proprio di questo abbiamo parlato nella lunga intervista che Monir ci ha concesso.

“Quello che spiego a tutti è che MasterChef è un gioco in cui chi arriva alla fine ha la possibilità di presentare il suo menù, non vince chi vince più prove singole, quindi se io su una Invention test faccio un piatto mangiabile sperando che qualcuno faccia peggio di me e poi mi salvo funziona così, era questa la mia tecnica: cercare di non ammazzarmi e di rimanere nel programma il più possibile. […] Quando ho capito i meccanismi del gioco, e ho visto che le persone erano super ansiose e se la giocavano male, io dicevo tra me e me: ci vengono a prendere, abbiamo utensili nuovi, il tutto durante la pandemia… per me era il Paradiso. Poi vabbè sono stato fortunatissimo, ero stra simpatico agli altri concorrenti che all’Invention mi davano i piatti più facili. Ci sono tanti fattori e variabili che mi hanno permesso di arrivare fino alla fine.”

E a proposito di fortuna, quest’anno abbiamo visto Nicky Brian con il suo cinghialetto porta fortuna che gli ricordava Andrealetizia, e Monir ci ha rivelato un suo piccolo gesto scaramantico, ossia che dopo l’ingresso nella top 10 aveva sempre la valigia pronta.

In più, ci ha parlato in anteprima e in esclusiva anche di alcuni progetti che sta portando avanti una volta uscito dalla cucina di MasterChef.

“Vi do un piccolo spoiler: faremo un libro io e Antonio. È una cosa di cui andiamo molto fieri e orgogliosi, soprattutto perchè non è mai capitato che due concorrenti facessero un libro insieme. L’idea è nata dalla prova a coppie di MasterChef, capitammo io e Antonio. Ognuno doveva mettere un particolare suo e io avendo origini marocchine inserii il tè alla menta mentre lui la seppia, essendo un pescatore. Il nome del piatto era “Gli opposti che si attraggono“, quindi finito il programma gli ho proposto di fare un libro insieme. Abbiamo iniziato a pensare a come farlo e siamo giunti alla conclusione di fare un libro fusion, nel senso che lui farà 15 ricette italiane, io 15 marocchine e poi ne faremo 15 fusion, e il titolo sarà proprio ‘Gli opposti che si attraggono’.”

Ma se non è difficile immaginare che Monir si sia fatto molti amici nella MasterClass, il discorso diventa un po’ più complesso quando si parla dei giudici. Abbiamo sempre saputo che lo chef Locatelli è stato il primo a scommettere su di lui, nonostante le sonore “bastonate” nel corso della trasmissione, ma è stato curioso approfondire il rapporto che lega i giudici in generale ai concorrenti.

Ebbene, Monir ci ha spiegato molto chiaramente che i giudici tendono a non intraprendere rapporti con i concorrenti fuori dalle telecamere, soprattutto per non legarsi emotivamente a un concorrente piuttosto che un altro rischiando di rendere la gara e i giudizi meno oggettivi. Giustificando quindi questo distacco con la necessità di imparzialità della competizione. Non a caso, la storia è cambiata quando si è trattato di girare lo speciale con i giudici e altri concorrenti top della decima edizione.

“Per via di questo special siamo stati a contatto tutto il giorno, dalle otto di mattina sino alle sette di sera, quindi ho potuto conoscere meglio i giudici.”

Tra l’altro, Monir non ha certo nascosto di essere un grande fan di MasterChef già da prima della sua partecipazione al programma, e anche quest’anno non sta perdendo una puntata della nuova edizione.

“Rivedere Masterchef da ex concorrente è diverso, perché prima di MasterChef pensi che le prove siano impossibili […] ma poi si innesca un meccanismo nella tua mente, andando in cucina tutti i giorni, che entri nella dispensa fai cose che il tuo cervello non avrebbe mai potuto fare. Quindi adesso quando guardo MasterChef e vedo la Mistery Box è come se fossi lì e penso subito a cosa potrei fare. Una cosa che due anni fa sarebbe stata impensabile per me. Guardando MasterChef da ex concorrente è diverso perché le cose ti appaiono fattibili, mentre prima di partecipare ti chiedi come sia possibile.”

Affermando, inoltre, che avrebbe tanto voluto la presenza della Golden Mistery anche nella sua edizione: d’altronde come non invidiare una prova che ti spedisce dritto dritto in balconata?

masterchef

“L’obiettivo non è vincere tante cose, ma salvarsi ogni settimana.”

E non possiamo che avvalorare questa tesi, anche e soprattutto in considerazione del percorso svolto da Monir, il quale ci ha raccontato di essersi goduto fino all’ultimo momento, senza lasciarsi sopraffare dall’ansia come magari altri concorrenti, anche perchè avvantaggiato dal suo vissuto che gli ha insegnato l’arte del problem solving e del non arrendersi davanti agli imprevisti.

E di imprevisti nel percorso di Monir ce ne sono stati eccome, anche al di fuori di MasterChef. L’ex concorrente ci ha infatti raccontato della “quasi esperienza” cinematografica con Salvatore Esposito lo scorso anno:

Salvatore Esposito mi videochiama, era febbraio ed era sul set di Gomorra, e mi fa: “complimenti per tutto, per il tuo modo di fare, di essere, percepisco che non è una cosa montata ma sincera. Naturale. Io dovrò girare un film, e col regista guardando MasterChef abbiamo pensato a te. Devi solo essere te stesso.”

Vista la premessa, ossia dover semplicemente essere se stesso, Monir ha detto di essersi lanciato nell’esperienza senza particolari aspettative, e ha raccontato alcuni aspetti del film in questione e della sua esperienza sul set:

Il film si chiama L’ultima Cena, e Salvatore Esposito è un camorrista con un ristorante a Roma, nel quale lavora un personaggio che è matto, che riscalda cibo e non c’entra nulla con la cucina, e che tra l’altro ha origini arabe con forte accento romano. Quando me l’hanno detto io non ci credevo! Mi hanno mandato queste cose da studiare, però ragazzi sono andato lì e non ce l’ho fatta. Si notava troppo che pensassi alle mie battute. Improvvisando andavo bene, ma alla fine hanno preferito prendere Frù dei The Jackal nel ruolo.

Ha poi chiuso il discorso con una considerazione e un elogio a Salvatore Esposito:

La persona più umile tra tutti i vip che ho conosciuto. Una persona di cuore. Mi ha anche invitato a casa sua.

In conclusione, non potevamo fare a meno di chiedergli una previsione sul vincitore di quest’anno, visto e considerato che l’ex concorrente di MasterChef si è tenuto ben lontano da potenziali spoiler proprio per godersi fino in fondo lo spettacolo, proprio come noi comuni spettatori. Non nascondendo anche il suo auspicio di una nuova edizione di MasterChef All Stars, a cui eventualmente parteciperebbe forte anche dei suoi studi attuali all’Università dei Sapori di Perugia.

“Speriamo che vinca Carminiello, perchè ho questo amore per la Campania e per Napoli: lui è di Battipaglia, mi sono anche permesso di mandagli un messaggio quando l’ho visto alle selezioni perchè mi è subito piaciuto come concorrente, poi quando lo hanno preso in Masterclass, gli dissi ‘Masterchef è un programma che ti dà un sacco di visibilità, aumenteranno i followers, in giro ti fermeranno, cerca veramente di non montarti la testa resta e te stesso, ti sta capitando una fortuna che non capita a tutti’. L’ho visto un po’ come un fratello. Speriamo che vinca Carmine, ma secondo me quest’anno è l’anno di una donna, perchè Lia è forte, Tracy è forte, sono entambe dei personaggi. Christian è partito tanto male ma sta a facendo dei progressi assurdi, infatti l’unica cosa che mi hanno detto è che Christian è un bellissimo concorrente. […] Quindi secondo me lui non vincerà, anche se non rimarrei sopreso se vincesse, ma secondo me la vincitrice questa volta è una tra Lia e Tracy.”

E ormai manca pochissimo per scoprire se il nostro Monir aveva ragione o meno sulle sorti di questa undicesima edizione di MasterChef Italia.

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