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L’elemento vincente colpevolmente poco sfruttato da Lucifer

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Ci si è dilungati molto e con diritto su uno degli ultimi colpacci di Netflix. Il salvataggio di Lucifer è stata una mossa a dir poco vincente. Addirittura molti si sono avvicinati a questa serie tv proprio a causa della grande pubblicità che è stata fatta prima e dopo l’uscita ufficiale della quarta stagione.

Partiamo dal presupposto che una volta visto Lucifer non si può smettere di vedere Lucifer. Semplicemente perché al di là dei giudizi che si possono avere sulla serie rimane sempre qualcosa di inedito che porta lo spettatore a non smettere mai. Forse proprio la capacità degli autori di permettere agli spettatori di essere parte della scena, merito soprattutto dei teaser della quarta stagione. O più semplicemente perché continua a far ridere dopo quattro anni.

Eppure al prodotto Lucifer manca ancora qualcosa. Non tanto per la linea guida che ormai da anni ha deciso di seguire, quanto per le potenzialità che aveva all’inizio e che non sono state sfruttate.

Ricordate gli inizi? Le prime puntate della prima stagione cominciamo a conoscere Lucifer, quando entriamo a poco a poco nel mondo che si è costruito sulla Terra. Senza filtri, senza alcun rimorso, il diavolo fa suo tutto ciò che tocca, sembra incurante delle conseguenze e indifferente alla vita di chiunque altro.

Ecco, forse questo aspetto delle prime puntate ha dato inizialmente un’idea della serie che poi è andata trasformandosi nel corso degli episodi. Quello che avevamo non è quello che abbiamo ora. Sembra un concetto banale che accomuna tutte le serie con più di una stagione, ma in questa serie si articola in maniera differente. L’inserimento della detective Chloe e del sistema di polizia di Los Angeles avviene improvvisamente mostrandoci un Lucifero sì, ancora attaccato alla materialità, ma con un indice di cambiamento che già si intravedeva da allora.

La struttura degli episodi ricorda un po’ quella di The Mentalist, negli esclusivi aspetti del rapporto con il partner e nella personalità dei due protagonisti. Chloe come Lisbon è chiamata a tenere a bada la controparte e Jane come Lucifer sembra non avere nulla da perdere, ovviamente per ragioni diverse.

Allora cosa dà l’impressione che manchi qualcosa e che qualcosa sia stato sfruttato poco?

Da qui la trama ha manifestato la volontà di mostrare un Lucifer in via di ‘guarigione’. Non è più indifferente e fiero della sua natura come lo era negli esordi. Scopriamo sempre di più il suo lato umano, capiamo perché il suo passato lo ha in qualche modo costretto a rinunciare a delle cose e a scendere sulla Terra.

È un cambiamento che effettivamente può risultare legittimo, ma se sfruttato in maniera progressiva. Tutto questo viene però indotto forse un po’ troppo velocemente. La cattiveria del diavolo viene persa mano a mano, diventa per lui sempre più difficile rivelare la sua vera natura e punire i colpevoli. Ovviamente tutto questo deriva dalla sua vicinanza con Chloe, ma rimane comunque una svolta che inizia troppo presto.

Lo scheletro su cui ora poggia la serie ha una struttura precisa, non si va mai oltre un certo grado di cattiveria della serie, anche quando siamo testimoni di un evento che sconvolge l’equilibrio di cui Lucifer si nutre, si rimane sospesi in attesa della sua redenzione.

Redenzione che avviene, naturalmente gli espedienti narrativi nella serie non mancano, quindi si ritorna a una situazione equilibrata in maniera originale, il più delle volte anche divertente. Si cerca inoltre di puntare molto sul fascino e sul carisma del personaggio principale, ed è giusto così. Sarebbe ancora meglio se questo carisma e questo fascino trasparissero in maniera velata, proprio come nelle prime puntate.

Di conseguenza, la cattiveria di Lucifer si è trasformata da diabolica e inarrestabile in qualcosa di temporaneo per noi. Come se fosse una parentesi breve che arricchisce la trama ma che serve al personaggio solo per capire quanto sia sbagliato dare corda al suo passato.

Di contro, il finale della quarta stagione lancia un vero e proprio guanto di sfida a se stessa. La distanza tra i protagonisti permetterà forse di vedere qualcosa di più di Lucifer nei termini di padrone degli Inferi, come lo abbiamo visto etichettarsi all’inizio. Sarà interessante anche vedere come si risolverà tutto, anche soprattutto nel rapporto con Chloe considerando che è ormai il perno su cui poggia l’intera trama.

Leggi anche: Lucifer – la prossima stagione sarà l’ultima

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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