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Che significato ha la riproduzione casuale di Love, Death & Robots?

Love Death & Robots

Un potenziale capolavoro. Solo in questa maniera mi sento di definire Love, Death & Robots, la nuova serie antologica animata scritta da Tim Miller e prodotta, tra i tanti, anche dal noto regista David Fincher, già produttore di Mindhunter.

Tanto si è sentito parlare di questa serie, sempre e soprattutto in positivo, ma tra un complimento e l’altro in molti si sono chiesti perché esistano diversi ordini di riproduzione dei 18 episodi dello show.

Mi spiego meglio. Pare, infatti, che siano stati trasmessi ben quattro modelli di riproduzione casuale, gli episodi dunque appaiono in quattro diversi ordini.

A rendere la cosa ancora più strana e sorprendente è il fatto che un utente abbia ipotizzato, basandosi sull’esperienza di due suoi amici, che l’ordine delle puntate sia correlato all‘orientamento sessuale dei due utenti. Con il tempo però gli spettatori aventi la stessa impressione sono aumentati, tanto da far acquisire a questa ipotesi una certa valenza.

Il dettaglio che veniva preso in considerazione per dar voce a queste teorie fu che appunto gli utenti etero si trovavano come primo episodio ‘Beyond the Aquila Rift’ che rappresenta, anche in modo molto realistico, un amplesso eterosessuale, mentre allo stesso modo molti utenti omosessuali si sono trovati come primo episodio in cima alla lista ‘Sonnie’s Edge’ che tratta invece di una relazione lesbica. Semplici coincidenze?

Love, Death & Robots

Ok, quindi Netflix ci spia?

Dopo un veloce susseguirsi di botta e risposta per tutta la rete, il profilo ufficiale Twitter di Netflix prende parola per porre fine alle varie, sbagliate, ipotesi a riguardo:

”Non abbiamo mai avuto una serie simile a Love, Death & Robots, quindi stiamo provando qualcosa di totalmente nuovo: presentare quattro diversi ordini degli episodi.

La versione che vi viene mostrata non ha niente a che fare con il genere, l’etnia o l’identità sessuale – informazioni di cui non siamo nemmeno in possesso.”

Ok, Netflix non ci spia.

Ma tornando ai quattro diversi ordini di riproduzione, a mio avviso tale scompiglio può esserci, e sarebbe strano non fosse altrimenti, proprio in una serie del genere. In primis perché si tratta di una serie antologica, dove anche a livello pratico un ordine di esecuzione degli episodi è di poco conto, dato che gli stessi non hanno alcuna attinenza di trama l’uno con l”altro.

In secondo luogo, ripensando anche al leitmotiv della serie, immagino che queste teorie che sono andate a crearsi non sono date al caso, ma che anzi sono state spinte dai suoi stessi creatori.

L’immaginare diversi ordini di riproduzione, nella mia ottica, può essere stata una scelta motivata dal desiderio di creare dialogo e discussione tra gli utenti, i quali, una volta appresa l’esistenza di differenti playlist, si sono trovati a ragionare sul perché a loro sia capitato un certo ordine a dispetto di un altro.

Nonostante questo, ciò che è certo è che ognuno potrà poi scegliere di vedere comunque gli episodi nell’ordine che preferisce, magari a dispetto della minor durata o della trama più accattivante, ma a questo punto spontaneo sorgerà lo sgomento per l’aver infranto una casualità che in fondo non è poi così casuale.

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Written by Claudia Balmamori

Ho finito Netflix.

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