Black Mirror si è imposta tra le serie di genere distopico, inevitabilmente incentrata sugli effetti aberranti della tecnologia sull’uomo. Del resto il titolo allude proprio a questo: lo schermo nero dei dispositivi spenti che riflette la nostra immagine.
Nella sigla, di soli 16 secondi, questo specchio si rompe dopo averci stordito con rumori e immagini indistinte dalle quali emerge il titolo. Tutto ciò viene lentamente assorbito dallo sfondo nero, come se anche una parte di noi venisse intrappolata in quello “specchio“.