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La Casa di Carta 4×03 – La debolezza di uno è la forza dell’altro

Siamo nel bel mezzo della maratona, almeno la maggior parte di noi. Abbiamo aspettato questo momento per tanto tempo e ora che non abbiamo un granché da fare stiamo recuperando tutto il tempo perso gustandoci ogni istante di questa nuova stagione. Il terzo episodio de La Casa di Carta 4 è sicuramente quello della svolta.

Vediamo tutti i protagonisti coinvolti, la tensione è sempre più alta e nonostante siamo solo all’inizio, si percepiscono una paura e un’inquietudine che non ci aspettavamo così presto. Questo a dimostrazione che le puntate successive dovranno essere molto più esplosive per reggere il confronto. E magari anche avere una trama più coinvolgente.

Il terzo episodio de La Casa di Carta 4 si apre con una citazione di Tokio:

Mai innamorarsi durante una rapina… porta sfortuna.

Nulla fu più vero. È successo a Tokio, è successo a Denver ed è successo persino al professore. Adesso però sembra tutto così diverso, si dovrebbe avere una consapevolezza in più, magari una volontà nuova di portare a termine il piano senza voler necessariamente essere al comando. Ma non è così. Sembra tutto così diverso che alla fine torniamo sempre allo stesso punto.

La Casa di Carta 4x03

Tokio mette in piedi un colpo di stato in pochi secondi, abilità degna del suo passato ma in qualche modo segue comunque il piano originale di Palermo e non fa uscire Nairobi. Per cui tutto rimane così, Tokio al comando e Palermo incatenato a una sedia che cerca di ribaltare la situazione assoldando un Gandìa sempre più voglioso di vendetta. Ma qui tutto prende una piega inaspettata, perché solo ora? Era necessario l’intervento di Palermo per mettere in moto l’agente? Ma soprattutto, il piano qual è? Dove va e si rende conto che è da solo contro un bel po’ della banda? Probabilmente no, ma questa serie tv ci ha abituati a tutto per cui aspettiamo a giudicare e facciamo parlare le immagini.

Ma torniamo un po’ indietro, il professore arriva alla cisterna consapevole che Raquel è viva ed è tenuta in manette nella tenda della polizia. Stranamente è stata proprio Tokio a fargli aprire gli occhi, perché come nei migliori polizieschi che si rispettino, se non vedi i corpi, al 200% sono tutti ancora vivi.

E Marsiglia prepara i ravioli.

Ma allo stesso tempo, dopo avergli ridato speranza, Tokio affonda il colpo insinuando il dubbio di un potenziale tradimento dell’ispettrice. Ma il professore ha già messo in moto il suo piano alternativo tirando dalla sua parte uno dei cattiv… dei buon… va beh, Antoniansas, che con un nome così sicuramente non c’è da fidarsi.

La Casa di Carta 4x03

Ma come accade spesso, chi non viene notato mai, non viene notato neanche quando porta informazioni pesanti e così porta il messaggio a Raquel che fortunatamente rinvigorisce poco prima di chiamare sua madre nelle Filippine.

E se da un lato le cose si fanno interessanti, dall’altro si trasformano dei dialoghi in pubblicità occulte. Chissà fino a quando durerà questo fatto della Maserati. Ma a quanto pare sentirsi oggettivata porta Tokio ad avere più sconvolgimenti di quanti ne abbia quando parla di se stessa come essere umano. Rio ha un trauma, ma penso a questo punto che sia un problema comune, ci metto la mano sul fuoco che abbia problemi anche il nuovo protagonista Gandìa.

Ma andiamo avanti, perché bisogna comunque mantenere calmo Palermo a cui il professore, forse l’unico che è ancora in grado di portare avanti una trama coinvolgente, affida il compito di salvare Raquel. Mossa astuta, ma forse non è abbastanza per Palermo che brama il potere, sempre di più. D’altronde è il suo piano, mi arrabbierei anche io.

Non nascono però solo amori durante una rapina, ma anche grandi amicizie. Stoccolma si manifesta per come è, la donna che abbiamo conosciuto durante la prima stagione, che è stata capace di innamorarsi di Arturito, ma che poi si è ripresa con Denver, e ora sta dando un appoggio e un sopporto a Rio.

Il terzo episodio de La Casa di Carta 4 è in un certo senso l‘episodio del dualismo tra forza e debolezza e l’episodio in cui emergono forti e intensi i problemi non detti ma evidenti di ogni personaggio.

Inutile dire che aspettiamo la ripresa di controllo da parte di Raquel, che a questo punto insieme con Marsiglia e al professore potrebbero ridare un po’ di lustro a una trama guidata da Tokio. E sappiamo che quando qualsiasi cosa è guidata da Tokio, siamo nei casini.

Ma nessun timore perché Nairobi è sveglia e magari qualcosa in più succederà. Aspetto con ansia una sua reazione alla battuta sulla Maserati. Anche perché Tokio non se la prende per queste cose ma sfoga tutto con Palermo costruendo ad hoc un dialogo simil-femminista.

La Casa di Carta 4x03

Insomma, questa stagione sta facendo riflettere, ma non come dovrebbe. Ripeto, c’è da puntare secondo me sul risveglio di Nairobi e forse anche sulle incredibili capacità mediche di Tokio. Avrà sbagliato mestiere.

Leggi anche: La Casa di Carta 4×01, la recensione

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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