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Tokyo non si è mai attenuta al piano

Se ci chiedessero di indicare il personaggio che ne La Casa de Papel ha causato più problemi, mettendo facilmente tutta la banda in difficoltà, è certo che la risposta sarebbe una sola: Tokyo.

Silene Oliveira , alias Tokyo, sin dalla prima puntata della prima stagione de La Casa de Papel ci rivela il suo carattere, qual è il suo punto debole e cosa esso comporta. Conosciamo Tokyo prima dell’arrivo del Professore, lui sarà il suo Angelo Custode, ma non dobbiamo dimenticare il motivo per cui Silene accetterà il suo aiuto: si trovava in guai seri causati dalla sua incapacità di avere il sangue freddo. La sua impulsività è il punto debole che aveva già causato la morte dell’uomo che amava, uomo di cui non si è poi saputo più nulla, come se Tokyo lo avesse dimenticato. Uno dei tanti buchi di trama.

Lei è certamente una donna intelligente, forte e che più volte ha dimostrato di tenere molto ai suoi compagni di squadra. La prova è proprio l’affetto nato tra lei e Mosca. L’uomo burbero, ma in fondo gentile, era diventato un padre per Tokyo e lei si era talmente affezionata da tenergli la mano fino alla fine, asciugandosi le lacrime e annuendo alle ultime parole di lui.

La casa de papel
La Casa de Papel

Come tutte le protagoniste femminili che ci vengono introdotte ne La Casa de Papel, Tokyo è indipendente.

Forse questo è anche uno dei motivi per cui, quasi inconsciamente, finisce sempre per non pensare alle conseguenze delle sue azioni. Desidera tutto e subito e guai a contraddirla. Tutto ciò ha spesso danneggiato anche gli altri, nonostante lei voglia loro bene.

 Sono un gatto nero che ti attraversa la strada 

Tokyo

Tokyo è sconsiderata e lascia che il cuore prenda il sopravvento sulla ragione, anche nei momenti in cui ciò non dovrebbe accadere. Non si è mai attenuta al piano perché sin da subito lo ha violato iniziando la sua relazione con Rio. Un dettaglio su cui si poteva sorvolare, forse, un rapporto che credevano di poter gestire perché sia lei sia Rio credevano di essere adulti e responsabili ma, in realtà, si sono comportati esattamente come dei bambini. Hanno giustificato il tutto con la tipica frase “al cuor non si comanda e, inoltre, siamo giovani”.

La Casa de Papel

Vero. Su una cosa avevano ragione: sono giovani e la giovinezza fa sembrare tutto il resto minuscolo, poco importante se paragonato ai sentimenti di un amore che colma il cuore.

Ma ne La Casa de Papel ciò che Tokyo non ha considerato è che tutto il resto era la vita di chi, come lei, ha deciso di seguire il piano del Professore, il suo ideale.

Tokyo non si è attenuta al piano per questo amore profondo che prova per Rio.

Ma c’è altro…un motivo più difficile da sradicare e che l’ha portata a commettere un domino di errori in tutte e tre le stagioni. Se ci pensiamo, il motivo principale delle sue azioni risiede nel carattere di Silene. Per lei è impossibile, anche inconsciamente, seguire gli ordini.

La relazione con Rio nella prima stagione de La Casa de Papel e la seguente sparatoria che ha cambiato le sorti della rapina, poi le molteplici decisioni avventate della seconda stagione per surclassare Berlino e il Professore, tutto questo era soltanto un campanello d’allarme. È nella terza stagione de La Casa de Papel che finalmente abbiamo una conferma definitiva. Ci viene mostrata l’indole di Tokyo: deve essere libera.

la casa de papel

Preferisco fuggire. Con anima e corpo. E se non posso portarmi il corpo… che fugga almeno la mia anima 

Tokyo

Nonostante gli eventi delle precedenti due stagioni e lo scopo principale della terza è proprio questa sua necessità di fuggire, libera, che le fa decidere di lasciare Rio, il ragazzo per cui ha lottato e lotterà. Ancora una volta è impossibile attenersi al piano. Decide di abbandonare l’oasi, il paradiso terrestre che il Professore era riuscito a donare a entrambi i ragazzi dopo tutte le difficoltà superate.

Non può essere chiusa in gabbia, sia essa una prigione mentale o di ferro.

Soldi, oro, svago e pace valgono molto per i protagonisti de La Casa de Papel, ma per lei non sono abbastanza.

L’unico modo per sentirsi felice è volare da un posto all’altro e sentire l’adrenalina scorrere per tutto il corpo. Non basta un amore, un’isola o una Zecca di Stato. Lei desidera un’avventura che ne inneschi un’altra e poi un’altra ancora e ancora… all’infinito.

Silene Oliveira: amante, amica, figlia, ladra e padrona delle sue decisioni più volte ci dimostra di essere consapevole dei suoi errori. Più volte ha chiesto perdono e più volte ha avuto la pelle salva, ma sarà sempre così? Ne La Casa de Papel 3 è stata lasciata da Rio, il ragazzo ha messo un punto a un amore sbilanciato e questo ha aperto gli occhi di Tokyo facendole forse capire che essere liberi significa anche altro: non fuggire costantemente.

Credo di essere inaffidabile, rovino la vita a tutti. È come se mi stessi vedendo in un film, sai? E non mi riconosco. Credevo di essere differente. Ma sono una pazza fottuta che danneggia tutti. Che si stanca di tutto. Non rende felice nessuno. E non mi piace essere così 

Tokyo

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Written by Anastasia Gervasi

Mi chiamo Anastasia e ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere moderne presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei (where's my award? ah...sicuramente perduto come la lettera per Hogwarts, di certo!). Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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