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I 5 buchi di trama più mastodontici della serie La Casa de Papel

La casa de papel

Persone disattente, ostaggi omertosi, immagini cestinate impossibili da recuperare e chi più ne ha più ne metta. La casa de papel ci ha regalato tante emozioni e momenti di pura esaltazione. E per questo qualche incoerenza a livello di trama è del tutto accettabile. Si tratta in fondo di situazioni romanzate. Ma certo faranno sorridere questi clamorosi buchi di trama che avrebbero potuto determinare nella realtà ben altro esito per i nostri amati rapinatori. In un caso sarebbe perfino bastano un solo “click” per sventare il piano. Pronti a scoprire come?

1) Una persona disattenta

La casa de papel

La casa de papel  entra nel vivo: il Professore, con uno stratagemma geniale, era riuscito a eliminare le prove dalla Seat tenuta allo sfasciacarrozze. Ma presto arrivano nuovi problemi per il leader della banda. Il custode russo infatti lo ha visto in faccia in un suo primo tentativo di irruzione nel deposito. E pare ora intenzionato a tracciare un accurato identikit dell’estraneo.

La casa de papel vede le abilità del Professore nuovamente messe alla prova. Riesce a captare la frequenza del quartier generale della polizia e minaccia di morte in russo la famiglia dell’uomo. Quest’ultimo, terrorizzato, cancella l’identikit ormai ultimato vanificando gli sforzi delle forze del team di Raquel. Un attimo, però: qualcosa non torna.

D’accordo, Raquel non ha fatto in tempo a vedere l’immagine ritratta ma qualcun altro sì. E non uno qualunque! Avete capito? Stiamo parlando naturalmente del ritrattista che ha collaborato fino a quel momento col testimone per realizzare l’immagine. Possibile che dopo averci lavorato tanto non se la ricordi per nulla? E non esiste un salvataggio in remoto del disegno? Non solo. Il Professore appare al fianco di Raquel in contesti ufficiali, in cui è presente tutto il team anti-terrorismo. Il ritrattista in tutto questo dov’era? Insomma, una persona a dir poco… disattenta!

Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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