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Il finale di How I Met Your Mother è il quadro dipinto da un pittore errante

how i met your mother

La meta è la parte finale di un viaggio. L’ambito posto cui le nostre mire poggiano gli occhi già dal momento in cui ci mettiamo in cammino. Ce la figuriamo, la immaginiamo, la plasmiamo con la nostra fantasia, perché tante volte neanche sappiamo cosa ci aspetta alla fine di un viaggio. E la maggior parte delle volte ci rendiamo conto che proprio quella è la parte più bella. Non bella nel senso più pratico del termine, dove per tale si intende qualcosa che aggrada particolarmente i nostri sensi, ma bella in quanto parte più idonea dove coltivare un sogno. Perché molte volte l’utopia si dipinge durante il percorso, non una volta raggiunta. Il finale di How I Met Your Mother è esattamente questo: il quadro dipinto da un pittore errante.

E un quadro dipinto in movimento non può che assumere connotazioni molto strane per un occhio poco esperto, ma non per quello dell’artista.

Infatti, il capitolo finale di questa storia è un qualcosa che si scontra con molte delle conseguenze che si sono verificate durante lo svolgimento. La meta doveva essere quella, ma tutte le dinamiche intrecciate nel mentre sembrano fuorviare il viaggio, e lo fanno prima che esso ricominci sullo stesso sentiero. Ted, qui, è l’autista che raggiunge la sua meta, che per lui è il vero amore. Tutta la sua storia, tutte le sue vicende, portano inevitabilmente qui. In un poetico risvolto della sua esistenza completamente sconnesso a ogni credenza antecedente. Perché neanche lui stesso avrebbe mai detto che la sua strada fosse verso Tracy, verso quella misteriosa bellezza mai ambita ma nel segreto sempre desiderata. Eppure eccolo lì…

E se pure un po’ forzato dal punto di vista prettamente scenografico, il suo incontro con quell’ombrello giallo non risulta per niente irreale o troppo fiabesco.

Di fiabesco c’è soprattutto il colore del suddetto ombrello. Il giallo infatti è generalmente riconosciuto come il simbolo della luce del sole, e se consideriamo che tale luce favorisce la nascita della vita sulla Terra e in genere scaccia l’oscurità, possiamo sì dire che QUEL particolare assume tratti più profondi e retorici. Inoltre è sotto la pioggia, e davanti a un baratro apparentemente accogliente, che si presenta a Ted quell’ombrello. Come a volerlo indirizzare verso la vita, verso quell’energia cui ha sempre aspirato, verso quell’amore sepolto in un angolo di cuore e pronto a esplodere e manifestarsi proprio sotto l’incessante pioggia.

Pioggia nell’anima del protagonista di How I Met Your Mother, che assilla uno stanco ideale sopito, spingendolo a ridestarsi.

Sopito perché è nel momento più cruciale e di svolta che si presenta il vero amore. Ted sta per partire per Chicago, dove avrà un meraviglioso lavoro e un lussuoso appartamento. Lì troverà quella che è la finta meta soddisfacente finale dell’uomo. Sì perché per lui tale soddisfazione professionale non è necessaria ad accendere quel barlume nei suoi occhi. Luce che invece ha nel momento in cui rinuncia a tutto ciò per iniziare ad amare quella donna, la futura madre dei suoi figli.

Tracy è il sogno e il tocco di magia in una continua lotta contro il tempo e la distanza, quella variabile che rende meraviglioso il tragitto.

Già, perché il viaggio di Ted non finisce lì, con quella meravigliosa donna. Ma invece comincia e quello è solo il punto di partenza. I pochi passi dell’architetto dalla panchina all’ombrello giallo sono i primi centimetri del suo vero viaggio. Quello che ha intrapreso fino a oggi è solo un piccolo percorso preparatorio lungo il quale cadere, inciampare, farsi male, rialzarsi e farsi male di nuovo. Le persone più franche potrebbero definirla esperienza ma non sarebbe totalmente giusta come interpretazione. Perché Ted non fa esperienza nel senso più stretto del termine nelle puntate antecedenti al finale di How I Met Your Mother, bensì non fa altro che forzare le cose credendo di stare ad avvicinarsi all’obiettivo. Lui è sempre lontano dal traguardo ma non lo sa, quindi non sta facendo esperienza, non si sta formando per arrivare preparato, ma sta solo seguendo una strategia sbagliata. Perché quando è che arriva il suo grande amore?

QUANDO MENO SE LO ASPETTA!

Dopo mille innamoramenti lampo, mille bugie a se stesso, arriva quello vero, quello infinito. L’inizio, la fine, il passato e il presente diventano termini senza più alcun significato, il provvidenziale incontro è l’attimo 0 per lui. Da lì in poi nulla è più come prima e il senso di tutto ciò che è stato fatto finora diventa ignoto e senza senso.

How I Met Your Mother non giunge però al capolinea, ma anzi comincia a correre. Perché crolla tutto e si riassembla più volte. Barney e Robin si guardano indietro e capiscono di essere stati egoisti con loro stessi e lo si percepisce sopratutto da lei quando sbotta alla festa d’addio all’appartamento con Lily. I due ex coniugi avevano forzato un cambiamento rendendosi artefatti di un artista senza ispirazione. Era la strada che volevano ma non quella verso cui dovevano andare, ed è per questo che scappano nella direzione da cui erano venuti. Barney deve sguinzagliare nuovamente la sua vera essenza e Robin deve rimpiangere un uomo che avrebbe dovuto sposare.

Quel Ted che insieme alla madre dei suoi figli scrive la storia d’amore più bella della sua vita. Con quella donna colma quel vuoto interiore e placa quella sete primordiale e inestinguibile. Con lei fa esperienza nel vero senso etimologico della parola. Insieme a lei capisce la vera strada da perseguire quando si vuole amare veramente, e ora può usare quell’esperienza accumulata.

E se pure la vita, da implacabile maestra quale è, può toglierti tutto e può costringerti a ricominciare sempre, tu puoi usare quello che hai imparato per attraversare la pioggia e andarti a prendere quello che può colorare il tuo cuore.

Se dovete correre, se dovete battere quella tempesta e arrivare alla fine della pioggia per prendere la vostra rosa rossa, fatelo a qualunque costo, ma non scordatevi di munirvi di un ombrello giallo.

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Written by Andrea Lupo

Se nasci e cresci in una città come Roma: tormentata, caotica, cinica ma al tempo stesso bellissima, imponente e maestosa, non puoi meravigliarti se la tua vita è una contraddizione continua. Sono qui per raccontarvi storie, emozioni e sensazioni con l'umiltà e l'incoscienza di un bambino. Per ricordare vecchie glorie o per presentarvi nuove fiamme. Per elogiare il passato o per abbracciare il futuro. O più semplicemente per parlare di serie TV

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