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Heated Rivalry 1×04 – La Recensione: il punto di svolta

Una scena della serie Heated Rivalry

ATTENZIONE! La recensione contiene SPOILER del quarto episodio di Heated Rivalry.

I’m in serious shit, I feel totally lost
If I’m asking for help it’s only because
Being with you has opened my eyes
Could I ever believe such a perfect surprise?

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Con il quarto episodio (disponibile su HBO Max), Heated Rivalry compie il primo vero passo oltre il territorio relativamente sicuro della tensione erotica. Intitolata “Rose”, la puntata rappresenta il vero punto di svolta nella storia e riprende le fila dopo la pausa dedicata a Scott Hunter. Il momento in cui la serie decide di guardare in faccia le conseguenze emotive della relazione tra Shane Hollander e Ilya Rozanov, mettendoli in una situazione molto più intima del sesso. Fino a qui, il loro rapporto si è nutrito soprattutto di segretezza, desiderio e competizione. In questo episodio, invece, emerge qualcosa di molto più destabilizzante. La quotidianità appena accennata fatta di chiacchiere sul divano, tramezzini improvvisati, dormire insieme abbracciati a letto apre alla possibilità che tra loro ci sia davvero amore.

Il cambiamento arriva in modo quasi impercettibile, attraverso una scena che sulla carta appare banalissima. Passano gli anni, e i due continuano a frequentarsi sempre allo stesso modo (qui la nostra recensione del secondo episodio). Dopo l’ennesimo incontro clandestino, Shane e Ilya rimangono insieme più a lungo del solito. Non si tratta più di una stanza d’albergo e di qualche ora rubata tra una partita e l’altra. Ilya invita Shane a restare da lui, visto che il giorno dopo non dovranno allenarsi in vista della partita. Shane decide di restare, anche se inizialmente molto restio. I due dormono insieme, abbracciati, poi mangiano un panino preparato da Ilya, guardano hockey in televisione e parlano come non hanno mai fatto prima. È un frammento di quotidianità domestica che nella logica del loro rapporto è quasi sovversivo.


Proprio questa normalità fa emergere qualcosa che entrambi hanno sempre cercato di evitare fino a questo momento in Heated Rivalry.

Per la prima volta si chiamano per nome. Non “Rozanov” e “Hollander”, come due avversari sul ghiaccio, ma Ilya e Shane. È un dettaglio minuscolo, ma carico di significato. I cognomi erano sempre stati un modo per mantenere una distanza emotiva, per ricordarsi che prima di tutto erano rivali. Anche il sesso è stato, fino ad ora, uno scontro di potere, di dominio sull’altro. Mettere da parte i cognomi, proprio durante il sesso, significa riconoscere che il loro legame è innegabilmente qualcosa di diverso da quello che vogliono credere.

Shane e Ilya dopo un momento tenero in Heated Rivalry
Credits: HBO Max

And I’m all mixed up, feeling cornered and rushed
They say it’s my fault but I want her so much
Wanna fly her away where the sun and rain
Come in over my face, wash away all the shame

È qui che avviene la svolta vera in Heated Rivalry.

Quando Shane si rende conto di quanto la situazione stia diventando reale, entra in crisi. Il punto non è il sesso. Quello tra loro è sempre stato naturale, spontaneo, quasi inevitabile. Il problema è ciò che viene dopo. La prospettiva che tra loro possa esistere una relazione vera, con implicazioni emotive e identitarie, è qualcosa che Shane non riesce ad affrontare. Interrompe il momento, si ritrae, e pronuncia una frase che pesa come una confessione involontaria: “Non posso farlo.” Non sta parlando del desiderio fisico, ma di tutto ciò che potrebbe nascere da esso.

Perché? Per paura sicuramente, ma da cosa ha origine questa paura? Io penso si tratti di un terrore che vive dentro e fuori di lui. Da un lato c’è la paura di esporsi, di farsi male, di mostrare il suo cuore e vederselo calpestare dall’insondabile e irresistibile Ilya. Dall’altro la paura di essere scoperto dall‘”altro”, ovvero dai compagni di squadra, dai genitori, dagli sponsor. Vedere crollare il proprio mondo per un sentimento che non reputa una forza, bensì una debolezza.


Per Ilya il rifiuto è uno shock silenzioso. Nel corso della serie è sempre apparso più disinvolto rispetto alla propria sessualità; non sembra avere lo stesso conflitto identitario di Shane. Tuttavia il suo punto debole è un altro. La consapevolezza che quei sentimenti siano rivolti proprio al suo più grande rivale sportivo.

Questa differenza tra i due personaggi è uno degli aspetti più interessanti della puntata. Shane è terrorizzato da ciò che la relazione dice su di lui, Ilya è terrorizzato da ciò che la relazione significa per lui.

La fuga di Shane prende una direzione molto precisa. Nel tentativo di ristabilire una versione più “ordinata” della propria vita, inizia a frequentare Rose Landry, una famosa star del cinema. La relazione con Rose è, almeno in apparenza, perfetta: pubblica, glamour, socialmente appetibile. Accanto a una star del cinema, Shane può tornare a essere la versione di sé che il mondo si aspetta. Ma è evidente che qualcosa non torna.


Ho apprezzato molto come la serie non presenti Rose come un ostacolo narrativo. Al contrario, è un personaggio sicuro di sé, perfettamente a suo agio nel mondo dello spettacolo e integrato. Rose non è il problema. Banalmente è una ragazza che incontra uno ragazzo, flirta con lui e ci si mette assieme. Il problema è che Shane la sta usando come scappatoia.

La scena del nightclub nel quarto episodio di Heated Rivalry
HBO Max

When they stop and stare, don’t worry me
‘Cause I’m feeling for her what she’s feeling for me
I can try to pretend, I can try to forget
But it’s driving me mad, going out of my head

Il momento in cui tutto questo esplode emotivamente arriva nella sequenza del nightclub di Montréal, una delle più intense del quarto episodio.

Shane ha raggiunto Rose in un nightclub dopo la partita. Non vuole ballare, ma accontenta la fidanzata e scende in pista. Spera che il buio e l’alcol possano distrarlo dallo scontro prima sul campo con Ilya, ma i pensieri tornano sempre al ragazzo. Nel mentre Ilya è altrettanto scosso e decide di distrarsi a modo suo. Coincidenza vuole che il nightclub scelto per fare baldoria sia lo stesso. L’atmosfera è rumorosa, luminosa, quasi caotica.

Ilya osserva Shane da lontano mentre balla con Rose. Non interviene subito. Rimane a guardare, come se stesse cercando di convincersi che la situazione non lo riguarda. Poi opta per la vendetta, si avvicina a una donna e la bacia in maniera passionale, con il chiaro intento di farsi notare da Shane. La regia costruisce tutta la scena su una coreografia di sguardi. Shane vede Ilya, Ilya vede Shane, entrambi fingono di essere altrove emotivamente mentre cercano disperatamente di ferirsi a distanza. Una tensione di sguardi che raggiunge il suo apice sulle note di “All The Things She Said” delle t.A.T.u.


Questa sequenza funziona perché traduce perfettamente la dinamica centrale della serie. Shane e Ilya sono sempre stati due giocatori che reagiscono alla presenza dell’altro. Sul ghiaccio la rivalità è esplicita, fuori diventa una forma più sottile di battaglia emotiva.

Il finale dell’episodio è volutamente amaro. Shane torna a casa con Rose e cerca di convincersi che quella sia la strada giusta. La relazione con lei rappresenta una vita stabile, pubblica, possibile Nel frattempo Ilya resta solo, incapace di smettere di pensare a ciò che è successo. Il montaggio parallelo tra i due momenti è semplice, ma efficace. Da una parte Shane prova a costruire una normalità con Rose, dall’altra Ilya affronta la solitudine. Non ha portato nessuna donna o uomo nel suo letto stasera. Il playboy deve darsi piacere da solo mentre pensa a Shane.

Fino a questo momento della stagione, Shane e Ilya potevano raccontarsi una storia molto comoda. Quello tra loro era solo sesso, una distrazione, un segreto gestibile tra due superstar dell’hockey. Il quarto episodio di Heated Rivalry distrugge questa illusione. È una puntata che si prende il tempo di osservare i personaggi mentre cercano di capire cosa stanno provando.

Anche le interpretazioni di Connor Storrie e Hudson Williams giocano un ruolo fondamentale. Entrambi lavorano molto sul non detto: pause, sguardi, micro-espressioni che rendono evidente il conflitto interno dei personaggi. Il risultato è un episodio che cambia il tono dell’intera stagione. Se i primi capitoli di Heated Rivalry erano dominati dalla chimica fisica tra i protagonisti, qui la serie entra definitivamente nel territorio della vulnerabilità emotiva.


Perché da questo momento in poi la domanda non è più se Shane e Ilya desiderano stare insieme. Quello è ormai evidente. La vera domanda diventa se avranno il coraggio di affrontare ciò che quel desiderio significa davvero.