3) Queste mie braccia 7×06

Siamo all’inizio della settima stagione, i medici del Grey’s Hospital faticano a riprendersi dalla sparatoria e una troupe televisiva entra nei corridoi dell’ospedale per raccontare come la vita vada avanti dopo un evento così traumatico. Fin qui tutto bene, se non fosse che l’intera puntata è un documentario sul Seattle Grace, sulle attività dei chirurgi e sul nuovo sistema di sicurezza appena installato.
L’intervento più delicato è quello su un taglialegna che ha perso entrambe le braccia sul lavoro e l’equipe televisiva segue le manovre del dottor Shepherd, della Torres, di Hunt e Sloan in questo caso piuttosto delicato.
Il punto di vista è straniante. Lo spettatore è abituato ad avere una voce narrante che lo porti nel cuore delle vicende, seguendo il punto di vista dei protagonisti. In questo caso, invece, il filtro della telecamera e il documentario che assume su di sé il cardine della narrazione provocano smarrimento e confusione. È come guardare un documentario su Real Time su una banda di sconosciuti. Senza empatia, senza voce narrante, la puntata sacrifica anche momenti di grande tensione drammatica al distacco con cui un documentario deve approcciarsi alla materia trattata.







