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Gotham 4×05 – Chi di spada ferisce

Gotham

Con la quinta puntata si chiude il ciclo della storia legata a Ra’s al Ghul.

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La quinta puntata di Gotham sembra porre fine alla questione del big bad guy quali Ra’s al Ghul. Ma siccome siamo abituati a facili resurrezioni di personaggi belli che andati, non mettiamo la mano sul fuoco.

Dopo tutta la storia sul pugnale maledetto, la corsa contro il tempo per riprenderlo ed infine il sacrificio dell’infante pur di dare una lezione a Bruce si risolve con un “voglio morire“. Stanco del passato, della maledizione che pende da sempre sulla sua vita, il grande maestro di vita e nemesi per eccellenza di Wayne gli chiede il favore di ucciderlo.

Una controparte che avrebbe dovuto alzare di un minimo la visione dark e introspettiva del futuro vigilante pipistrello ma che invece si ritrova ad essere una figura scialba, trita e ritrita. L’unica nota di positività si riscontra nell’uccisione del piccolo Alex, che innesca in Bruce un sentimento di colpa e di conseguenza lo porta su un sentiero di consapevolezza e maturazione. Totalmente ribaltato in questo episodio poiché l’erede della Wayne Ent. commette nuovamente l’errore di agire secondo impulso, portandolo a compiere gesti sconsiderati che Alfred dovrà risolvere puntualmente.

Io fossi nel maggiordomo, lo rinchiuderei in cantina a fare flessioni e fargli capire che non è invulnerabile come pensa di essere. Ai produttori invece direi: state ricascando nuovamente in quel vortice di ripetizione di trama e azioni di questo povero personaggio.

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La novità più clamorosa e stuzzicante è stata l’accoppiata Falcone/Pinguino. Sofia sembra infatti puntata in tutto e per tutto ad avvicinarsi ad Oswald, tentando anche strade pericolose e mettendo a rischio la sua vita.

Che stia architettando o meno un piano per affondare Cobblepot, l’erede Falcone ci sta riuscendo in pieno. Complice anche la bravura dell’attrice, a stento si riesce a comprendere se prova un reale sentimento di tenerezza nei confronti di Pinguino oppure è solo una maschera ben indossata, che la avvicinerà sempre più al capo della malavita di Gotham. Per il momento ci lasciamo tenere sulle spine di questa novità ben servita, che seppur è relegata come storyline in background rispetto a quella di Bruce Wayne e Jim Gordon, riesce ad attirare più del famoso duo.

Altra “novità” è la resurrezione di Butch. Gettato malamente in una discarica di rifiuti tossici, luogo comune per tutti coloro che acquisiscono poteri (non imitateli a casa), ne esce fuori privo di memoria ma guadagnandoci una mano e una forza sovrannaturale capace di stendere una persona con un pugno.

Con una trovata scenica degna di un teatrino per bambini, un uomo tenta di calmarlo sventolandogli davanti un bastone usato come torcia. Gotham ha un tasso di geni del male molto alto a quanto pare. Sorvolando su questa scena, scopriamo che Butch è il Solomon Grundy della Dc comics, altra nemesi che Batman affronterà nel suo futuro (o magari tra qualche puntata). Originale invece è il modo in cui egli si rinomina: ascoltando la famosa filastrocca per bambini da cui trae il nome per sé stesso.

Dopo varie peripezie ritroviamo il nostro amato Riddler a combattere per la sua delicata situazione di non saper più fare ciò che n tempo gli riusciva meglio. Dopo essersi reso ridicolo all’interno di una farmacia, avviene l’incontro del secolo: Solomon (aka il nuovo Butch) spunta da dietro un van in un vicolo e i due intraprendono un nuovo percorso dell’amicizia. Irriverenti e canzonatori, i loro siparietti danno l’idea che questo show sa mettere bene in scena le situazioni umoristiche e leggere, regalandoci una buona coppia stile Stanlio e Ollio che saprà farci ridere senza alcun dubbio.

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Ultima scena da non sottovalutare: l’apparizione lampo di Lee nella bisca clandestina (mi dovete poi dire se in qualche parte di Gotham è rimasto qualcosa di non clandestino). Cosa ci fa nei bassifondi? Odia ancora Jim? E quest’ultimo, come reagirà all’amore della sua vita? Ma siamo sicuri di star guardando ancora una Serie Tv sui personaggi della DC o ci ritroveremo ancora in una copia cupa de Il Segreto?

Stay tuned, alla prossima settimana!

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Written by Sara Marzocchi

Mi sono immaginata in molti universi, ho vissuto storie diverse in differenti epoche. Quel piccolo tasto chiamato play è in realtà il mio armadio per Narnia, il mio biglietto per Hogwarts, il mio Tesseract. Il mio passaporto telefilo non è mai abbastanza pieno, come non lo è neanche quello dei film e quello dei i libri. Insomma, potreste dedurre che mi piace la vita sedentaria, ed invece no. Sono una contraddizione vivente in cerca del suo punto d’equilibrio.

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