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Glee è finito : being a part of something special, makes you special

Non voglio scrivere che sto piangendo perchè Glee è finito ma … sto piangendo perchè Glee è finito. Mi rendo conto del fatto che potrebbe essere considerata una reazione stupida o infantile ma Glee non è solo una serie tv come un’altra, Glee è uno stile di vita. Glee è un’ispirazione, ti cambia il modo di vedere le cose.Ti insegna valori, ti insegna ad amare, a rispettare. Ti insegna cosa è l’amicizia, l’ambizione. Ti fa credere in te stesso, ti insegna che tutto è possibile e che se ti impegni e hai fiducia nelle tue potenzialità puoi realizzare i tuoi sogni. Ma adesso Glee è ufficialmente finito e tutto ciò che ci resta è ciò che ci ha lasciato dentro.

Due puntate finali che ci congedano definitivamente dal McKinley di Lima, Ohio. Non saprei dire quale delle due sia onestamente la più emozionante. La prima, “2009”, è un throwback –come già si evince dal titolo. Rivedere un Kurt nuovamente nelle vesti del ragazzo gay vittima di bullismo, Mercedes che impegna il suo infinito potenziale unicamente nelle quattro mura della sua chiesa, Tina che ancora balbetta mentre mantiene il suo stile gotico con Artie già il suo migliore amico, e la giovane e ancora “inesperta” diva Rachel Berry che con la sua stessa solita grinta si rende la protagonista indiscussa di tutto. Un piccolo dietro alle quinte della prima puntata della prima stagione, i retroscena nelle vite dei protagonisti, quei particolari che non ci sono stati fatti vedere nel 2009 e che adesso son venuti fuori. Certo, sappiamo tutti che questa puntata è stata registrata quest’anno ma che possiamo fare se non arrenderci e commuoverci davanti a questo salto all’indietro? E che dire dei riferimenti al nostro quarterback? Ad ogni “Finn” mi si è spezzato il cuore andando poi completamente in frantumi nel fine puntata. Caro Ryan Murphy, non so come ringraziarti per questo splendido episodio e per il memorabile finale: non avresti potuto far meglio. “Don’t stop believing”: la stessa performance, le stesse scene, la stessa ripresa. Lo stesso sorriso con il braccio allungato verso Rachel, gli stessi sguardi. E noi che, adesso più di allora, guardiamo con gli occhi a cuoricino e il petto che esplode.

La seconda “Dreams came true” è sulla stessa linea d’onda della precedente ma qui siamo catapultati nel futuro. Un avanti e indietro tra il presente e il 2020 quando ciascuno di loro avrà raggiunto il proprio obiettivo. Cominciamo con Will che diventa finalmente il preside della scuola che sarà incentrata prevalentemente sulle arti, il glee club diviene l’“attrazione” principale e per cui c’è maggior richiesta d’adesione. Sue si riappacifica con il suo adorato –suvvia, sappiamo tutti che in realtà non l’ha mai davvero odiato- “mento a culetto”: un duetto un po’ comico ma che si conclude con una stretta di mano. A 5 anni di distanza la nostra coach preferita diverrà vice presidente degli USA con Becky a farle da guardia del corpo. E man mano vengono presentati gli happy endings di coloro che sono stati i capisaldi di Glee in tutte e 6 le stagioni. Sam è il nuovo coach delle “New Directions”, Mercedes aprirà i concerti di Beyoncé nel suo nuovo tour mondiale, produrrà un nuovo album realizzando tutto ciò che ha sempre desiderato. Kurt e Blaine, nel 2020 ancora felicemente sposati, saranno celebrità nel campo dei musical. Artie diverrà un regista affermato e farà coppia con Tina.

E infine il momento che noi tutti aspettavamo, finalmente abbiamo scoperto la sorte della Stella per eccellenza, la sola e unica Rachel Berry: sposata col talentuoso Jesse St. James e madre surrogato per i suoi migliori amici gay, i Klaine, riesce a coronare il suo sogno più grande vincendo un Tony Award. A lasciarci senza fiato è il finale davvero finale: “I lived” degli One Republic cantato e ballato da tutti i personaggi che sono entrati a far parte di questo meraviglioso mondo ricco di lustrini che è Glee. Da Brittana-shipper ho solo da lamentarmi della presenza praticamente inesistente di Brittany e Santana, apparse solo in qualche fotogramma durante l’ultima esibizione, così come Quinn e Puck. Però già sapevamo che sarebbe successo quindi ci dobbiamo “accontentare”: meglio poco che niente. Anche se radicalmente diverso da quello che sarebbe dovuto essere il vero finale di Glee – completamente incentrato sui Finchel, sulla carriera di Rachel a Broadway e su quella a Lima di Finn- , quello a cui abbiamo assistito è stato comunque ricco di emozioni che ci sono arrivate dritte al cuore: non negate il fatto che vi sia scesa qualche lacrimuccia! E infine la ripresa ultima mozzafiato. Si è aggiunta una terza targa tra quella di Finn e quella della signora Adler: in onore al “Finn Hudson Auditorium”, una foto con i protagonisti impegnati nell’ultima esibizione e una scritta che rappresenta tutta la vera essenza di questa serie tv. “See the world not as it is, but as it should be”. Guarda il mondo non com’è ma come dovrebbe essere.

2009 – 2016: BEING A PART OF SOMETHING SPECIAL MAKES YOU SPECIAL.

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