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10 insegnamenti che ho ottenuto grazie a Ginny e Georgia

Ginny e Georgia è quella serie Netflix che prima di iniziare giudichi come trash e poi mentre la guardi ti rendi conto che ha dei lati anche piuttosto profondi (cerchi altre serie molto simili?). La seconda stagione, in particolar modo, ha affrontato alcuni temi molto delicati, non sempre nel modo corretto, ma sicuramente andando a rivisitare il suo genere originale, quello della serie frivola.

Si passa dalla depressione all’ansia, dall’autolesionismo alla morte per arrivare alle bugie e alla vendetta. Insomma, un calderone in cui non manca proprio nulla, e che contro ogni pronostico ci ha portato anche a riflettere su alcuni temi che affronteremo in questo articolo.

Ecco 10 riflessioni che ho fatto mentre guardavo Ginny e Georgia

1) La mamma (non) è sempre la mamma

ginny e georgia
Rapporto madre e figlia (640×360)

Ginny e Georgia apre, a parer mio, una grande riflessione sul ruolo della mamma e sui limiti necessari nel rapporto genitore-figlio. Cresciuta con l’esempio di Una Mamma per Amica, non ho potuto non confrontare queste due situazioni.

Se Lorelai e Rory erano letteralmente amiche, lo stesso titolo conferma la relazione, la prima è sempre stata per la seconda un porto sicuro, un punto di riferimento e al tempo stesso un esempio da seguire. Amica sì, ma anche mamma nel momento del bisogno.

Georgia, al contrario, è tutto ciò che un genitore non dovrebbe mai essere. Egoista a tutto tondo, nonostante cerchi di giustificare tutto ciò che fa asserendo che l’ha fatto per difendere la sua famiglia.

2) Le parole tagliano più di coltelli

ginny e georgia
Le amiche di Ginny (640×360)

Alcune sequenze della seconda stagione aprono a possibili scenari futuri, e soprattutto, alla caratterizzazione di personaggi che ancora faticano ad emergere.

In particolar modo mi riferisco a Abby (Katie Douglas) che nel corso delle puntate lascia intendere un disturbo alimentare e una chiara dismorfofobia. La ragazza utilizza l’adesivo sulle gambe per farle apparire più piccole, si abbuffa (ricordate i numerosi pacchi di snacks nel suo armadio) al bar con Ginny (Antonia Gentry) e poi va chiaramente in bagno in preda a un probabile attacco di bulimia.

La scena più evidente di ciò però è quando dopo essere salita in groppa al suo amico questo le dice “ma quanto pesi?”. Nonostante fosse una battuta, Abby si rabbuia e passa il resto della serata probabilmente a riflettere sulle 3 taglienti parole.

3) Imparare ad ascoltare

Georgia e Ginny (640×360)

Madre e figlia per molti versi sono simili, entrambe non sono capaci di ascoltare. Georgia (Brianne Howey) si presenta alle sedute della figlia per fare il suo solito show, in cui non fa altro che mettersi in mezzo ad ogni discorso e si proclama vittima di ogni situazione. Il risultato? Continua a voler sapere come sta la figlia ma non si degna mezza volta di ascoltarla.

Ginny (Antonia Gentry) dal canto suo è concentrata talmente tanto sulla sua situazione da non accorgersi di Abby e tantomeno di Marcus che ha altrettanti problemi.

Per non parlare di Maxine, la rappresentazione dell’egocentrismo.

4) Non tutto è giustificabile per amore in Ginny e Georgia

ginny e georgia
Madre e figlia (640×360)

Se dovessimo pensare a tutte le volte che Georgia (Brianne Howey) ha commesso degli errori per amore la lista sarebbe più o meno questa: tre omicidi, rapine di ogni tipo, bugie a chiunque, trascura i figli, si approfitta delle persone e potrei continuare all’infinito.

Seppur sul finale la vediamo in manette, capiamo immediatamente che la farà franca. Questo perché tutta la serie ci ha trasmesso il messaggio che un gesto, di qualsiasi tipo, fatto per amore sia giustificabile.

Per fortuna, guardato da persone in grado di ragionare autonomamente, è facile arrivare a una riflessione opposta.

5) Innamorati sì, ma sottoni no

Il povero Joe (640×360)

Uno dei personaggi che più di tutti mi ha fatto riflettere nella seconda stagione è Joe.

Joe viene umiliato, rifiutato, poi cercato di nuovo da Georgia, poi rifiutato di nuovo, poi cercato, poi umiliato per tutte e 2 le stagioni della serie. Tuttavia, continua ad accontentare ogni suo desiderio, le sbava dietro e le consente di continuare a trattarlo in quel modo.

Ecco, grazie a Joe ho capito quanto sia importante capire quando è il caso di allontanare persone negative dalla propria vita.

6) Prendersi cura di sé stessi

Insomma in questa serie ci viene mostrato come nessuno dei protagonisti sia sostanzialmente in grado di prendersi cura di sé stesso. Marcus mette davanti Ginny, Ginny mette davanti la paura tenendo nascosto un disturbo per molto tempo. Georgia non accetta di avere un problema, e potrei continuare all’infinito.

La serie ci insegna che non prendendosi cura di sé stessi i personaggi vanno inevitabilmente a rovinare i rapporti con gli altri.

7) Ginny e Georgia ci dimostra che si può chiedere aiuto

Madre e figlia (640×360)

Ginny ci lancia uno degli insegnamenti più importanti. Arrivata all’estremo nella seconda stagione, dopo aver passato anni nel vortice incontrollabile dell’autolesionismo, trova finalmente il coraggio di chiedere aiuto al padre.

Inizia dunque una cura con una bravissima psicologa, che ripercorrendo il percorso di vita della ragazza la aiuta a localizzare il trauma (o i traumi visti i trascorsi) che l’hanno portata a quel gesto.

8) Ginny e Georgia e il concetto di giustizia

La serie mi ha molto fatto riflettere sul senso di giustizia, che nella vita reale è molto diverso da quello che traspare dalle puntate, ma per certi versi neanche tanto.

Sono praticamente certa che la donna, nella terza stagione, verrà scagionata grazie all’aiuto di Paul, dopo che l’avrà ovviamente di nuovo perdonata per l’accaduto.

Il potere, la corruzione e i soldi a volte, possono fare una terribile differenza.

9) Le persone possono cambiare, ma non tutte

Paul (640×360)

L’esempio più lampante di ciò lo abbiamo da tre personaggi: Zion, Gil e Georgia. Uno cambia, gli altri due no.

Zion rimette la testa a posto e diventa finalmente il padre che Georgia e anche Austin (anche se non è il padre biologico) hanno sempre desiderato. Al contrario, nonostante una illusione iniziale, Gil non cambia affatto e resta l’uomo violento che Georgia ha conosciuto da giovane. Lo stesso discorso vale per Georgia, e le motivazioni sono ben espresse nei punti precedenti.

10) È sempre possibile perdonare?

Concludo questa lista con una domanda, che mi sono posta proprio guardando il corso della relazione tra Georgia e Paul.

Non ho particolarmente apprezzato il fatto che Paul l’abbia perdonata così facilmente, come se per amore tutto debba essere perdonato. Georgia ne ha passate tante, e sicuramente questo spiega anche i suoi comportamenti attuali, ma non li giustifica.

E voi cosa ne pensate?