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9 Affascinanti personaggi delle serie drama che hanno una particolare interconnessione con l’aldilà

L’aldilà. Il grande ignoto. Il mondo dove abitano forse i morti, forse gli dei, forse altri spiriti. La dimensione dove il futuro potrebbe essere già scritto come se fosse passato. Se per noi cosa realmente sia questo luogo è impossibile saperlo e un po’ inutile chiedercelo, le serie tv possono invece spingersi un po’ più in là. Da Game Of Thrones a Lost, passando per Vikings e Penny Dreadful, sono molte le serie tv nelle quali troviamo personaggi che hanno un rapporto privilegiato con questo mondo sconosciuto e con chi lo abita. Personaggi che ci affascinano proprio perché sembrano saperla lunga sui grandi misteri della vita e della morte.

1) Melissa Gordon, Ghost Whisperer

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Il primo personaggio di questa lista non poteva che essere lei, la medium per famiglie per eccellenza, Melissa Gordon. Moglie di Jim, di mestiere antiquaria, sin da bambina ha la capacità di vedere le anime dei morti che sono rimaste sulla terra a causa di qualche conto in sospeso. La sua missione? Aiutarli a “passare oltre”. Quella che ci viene proposta è un’immagine nuova e più rassicurante della classica medium. Melissa non è tormentata dal suo dono, ma lo abbraccia e così facendo diventa una specie di terapeuta per i (moltissimi!) fantasmi che affollano la sua città. Non ha paura di svelare al mondo le sue straordinarie capacità. E il mondo a sua volta le va incontro, le crede senza troppi problemi. Per quanto rimangano nella serie momenti di tensione, siamo comunque rassicurati dalla tranquillità con la quale Melissa affronta qualsiasi fantasma le si presenti in casa ad ogni ora del giorno o più probabilmente della notte.

2) Melisandre, Game of Thrones

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Poi troviamo lei, la sacerdotessa del culto di R’Hllor, una delle formidabili rosse di Game of Thrones: Melisandre.

Un personaggio che dimostra di avere con il mondo delle ombre e con gli dei (nel suo caso il Dio della Luce) un rapporto strettissimo, addirittura carnale. Ce lo ricordiamo bene grazie alla memorabile scena nella quale la donna rossa partorisce l’ombra, scena alla quale abbiamo assistito tutti quasi con lo stesso sconcerto del povero Ser Davos.
Se è vero che, come ammette la stessa Melisandre, senz’altro alla sua aura di potere mistico contribuisce anche un uso sapiente di artifici scenici, quasi teatrali, tuttavia questa non è assolutamente l’ennesima millantatrice che spera di trarre vantaggio dalla sua influenza sui potenti. Tutt’altro. Il suo è un potere vero e soprattutto decisivo nella narrazione. In una serie come Game Of Thrones dove il corso degli eventi sembra essere completamente in balia della follia e dell’ambizione di re e regine, questo personaggio inserisce in modo decisivo l’elemento religioso, che si mischia e si confonde con quello fantasy. Piega la morte e il volere degli uomini a quello del suo dio, e lo fa usando un potere che non si vedeva dal 33 d.C.. Jon Snow ne è la prova (di nuovo) vivente.

3) Mr. Eko, Lost

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Mr. Eko è la dimostrazione che fingendosi per abbastanza tempo qualcuno si può cominciare ad esserlo veramente.
Ex signore della guerra in Nigeria, per una serie di vicissitudini si trova ad assumere l’identità di Yemi, il suo amato fratello ormai morto, e a fingere quindi di essere un prete. Proprio in quanto sacerdote viene mandato ad investigare sul caso di una ragazza australiana che dopo essere annegata è tornata in vita. Ragazza che poi incontrerà proprio poco prima di imbarcarsi sul volo Oceanic e che gli riporterà un messaggio proveniente dall’aldilà, da Yemi: un invito ad avere fede. A differenza degli altri naufraghi quindi, la sua connessione con il mondo dopo la morte parte prima dell’incidente, prima dell’Isola. Ed è proprio sull’isola che tuttavia questa connessione si consoliderà ed Eko diventerà pienamente l’uomo di fede che prima fingeva solo di essere. È colui che prima e meglio di tutti, addirittura anche di Locke, capisce che più che lasciare l’isola l’importante è rimanerci.

4) Vanessa Yves, Penny Dreadful

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Quando si tratta di dare vita a personaggi tormentati e straordinariamente affascinanti si sa, Eva Green è una garanzia. Ciò le riesce in modo perfetto anche in Penny Dreadful dove interpreta Vanessa Yves, una giovane ragazza della buona società londinese che, insieme ad altri compagni di avventura, dà la caccia a mostri ed esseri malvagi. Vanessa è il prototipo della medium di epoca vittoriana: pallida, emaciata, intrigante ma sofferente. Ha delle visioni e viene spesso posseduta da spiriti malvagi. Nel corso della serie diventa chiaro che più che ad essere lei a dare la caccia al male è il male a voler trovare lei. Infatti pur essendo animata da una profonda fede in Dio l’unico aldilà che conosce, e dal quale è anche attirata, è quello del maligno, dei vampiri e addirittura di Dracula stesso. È una creatura delle tenebre che però vorrebbe disperatamente appartenere alla luce.

5) Allison DuBois, Medium

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Quello di Medium e della sua protagonista è un caso particolare, nel quale cronaca, fantasy e genere poliziesco si mescolano. La serie trae infatti ispirazione dalla vicenda reale di una sedicente medium di Phoenix che avrebbe aiutato la polizia in diverse indagini grazie alle sue presunte capacità extrasensoriali.
Quanto ci sia di veritiero in questo non sta a noi saperlo, quello che possiamo dire con certezza è che Allison DuBois in quanto personaggio è interessante perché ci offre un’ulteriore sfaccettatura del mondo delle interconnessioni con l’aldilà. Allison ha sì la capacità di comunicare con i morti, ma questi quasi mai si fanno comprendere. Ha delle visioni, ma sono difficilmente decifrabili e spesso non le è dato sapere neanche se si riferiscano al passato o al futuro. Alla fine per risolvere i suoi casi Allison dovrà ricorrere tanto al suo speciale legame con l’aldilà quanto al suo più comune intuito.

6) Floki, Vikings

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Vikings è una serie in cui è molto presente l’elemento spirituale, in generale molto legata all’idea dell’aldilà, del Valhalla, come del resto lo era anche la società vichinga. Sono diversi i personaggi nei quali ritroviamo questo aspetto, ma probabilmente in questo il più significativo è quello del nostro amato costruttore di navi. Floki è l’emblema di una fede fermissima negli dei e nell’esistenza di un mondo ultraterreno. Tuttavia per la prima parte del suo arco narrativo questa fiducia non sembra essere corrisposta. Sono altri gli eletti, coloro che vengono scelti dagli dei per essere protagonisti di epiche avventure. Mai lui. Solo quando lascerà Kattegat le cose cambieranno. Giunto in una nuova terra, l’Islanda, in bilico tra vita e morte, tra gioia e disperazione, gli dei finalmente gli appariranno, tanto che Floki penserà di aver trovato Asgard. La sua fede viene quindi finalmente premiata. Trova conferma quella speciale interconnessione con aldilà e con gli dei che che Floki da sempre sentiva di avere, ma alla quale forse neanche noi avevamo creduto fino a quel momento.

7) Lydia Martin, Teen Wolf

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Di tutti i personaggi di Teen Wolf quello di Lydia è forse quello che ha subito l’evoluzione più marcata. L’abbiamo conosciuta all’inizio della serie come una ragazza certamente non stupida, ma che si impegnava per nascondere la sua intelligenza e la sua profondità sotto una corazza di superficialità. Nel corso della serie tuttavia Lydia scopre la sua vera natura: è una banshee. In quanto tale ha una connessione particolare con qualcosa di molto poco glamour: la morte. In particolare ha la capacità di avvertire quando una persona è sul punto di morire. Forzata dalla necessità di accettare ed imparare a gestire questo suo destino Lydia si libererà finalmente della personalità artificiosa che si era costruita addosso e diventerà il personaggio più connesso e forse con la maggiore comprensione di quello che è l’aldilà, il sovrannaturale.

8) Nathan, Misfits

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Misfits è una serie meravigliosa, dove tutto sembra essere studiato per risultare paradossale. E cosa potrebbe essere più paradossale dell’affidare un legame particolare e privilegiato con la morte ed i morti proprio al personaggio più scapestrato? Nathan infatti dopo il temporale ha acquisito la capacità di poter perpetuamente resuscitare ed in seguito di vedere e poter parlare con i morti. Ovviamente non ha neanche in minima parte la serietà per rendersi conto delle potenzialità del suo potere né tantomeno la sensibilità che sarebbe necessaria per parlare con le anime dei morti. Del resto però è di Misfits che stiamo parlando, quindi probabilmente è giusto che sia proprio così.
Il non prendersi sul serio di questa serie – neanche quando si parla dei temi più importanti – viene incarnato perfettamente da Nathan che con e suoi straordinari poteri e la sua leggerezza nell’usarli sembra quasi volersi prendere gioco degli altri personaggi di questo elenco.

9) Joan, Joan of Arcadia

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Il passaggio di Joan of Arcadia sui nostri schermi è stato breve eppure abbastanza intenso, soprattutto per chi nel lontano 2006 era adolescente e ancora oggi ha “What if God was one of us?” di Joan Osborne impresso nella mente. La serie raccontava di Joan, una normale adolescente americana, alla quale da un giorno all’altro comincia ad apparire Dio, ogni volta sotto le sembianze di una persona diversa. Joan ha quindi una connessione molto speciale con il piano dell’aldilà, che tuttavia continua a conoscere solo fino ad un certo punto. Dio senza troppe spiegazioni le da una serie di indicazioni, di compiti, che Joan porta ubbidientemente a termine. Joan viene accompagnata per una strada, ma senza sapere dove la porterà, senza sapere quale sia la meta e soprattutto senza sapere se quella meta possa davvero interessarle.

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