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Game of Thrones: la classifica dei 10 Targaryen più odiosi

Drago rosso a tre teste come vessillo, capelli color argento, pelle pallidissima: questi i tratti distintivi dei Targaryen, una delle famiglie più importanti nel mondo di Game of Thrones, la casata che ha dominato Westeros per secoli e secoli. Ma c’è un’altra caratteristica, tramandata di bocca in bocca nel corso della storia, che qualifica gli appartenenti alla stirpe dei “figli del drago” ed è una certa dose di follia.

Diceva Barristan Selmy:

Re Jaehaerys una volta mi disse che follia e grandezza sono le due facce della stessa moneta. Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen, disse, gli dèi lanciano in aria quella moneta, e il mondo trattiene il fiato aspettando di sapere su quale faccia cadrà.

Non sempre è andata bene agli abitanti di Westeros, che spesso si sono visti governare da sovrani assolutamente sconsiderati, irrazionali, personaggi accecati da una pazzia assurda e senza limiti. Questa classifica prova ad individuare i 10 Targaryen non solo più folli, ma più odiosi di tutti.

Personaggi che abbiamo conosciuto in Game of Thrones, ma che abbiamo iniziato a detestare soprattutto attraverso i romanzi di G.R.R. Martin.

10) Aegon III la Rovina dei Draghi

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Era pallido e magro, con i soliti capelli color argento tipici dei Targaryen. Vestiva sempre di nero e non sorrideva mai. Era ombroso, schivo, freddo. Da ragazzo aveva assistito alla morte della madre Rhaenyra, uccisa dal drago del fratello durante la celebre Danza dei Draghi.

Non fu un cattivo re, ma non fu particolarmente amato nei Sette Regni. Ed è ricordato soprattutto per aver causato la morte dell’ultimo drago. Pur non essendo direttamente imputabile a lui l’estinzione di questa specie, re Aegon III mostrò sempre una certa insofferenza per i draghi.

Draghi che faranno la loro comparsa solo anni dopo in Game of Thrones grazie a una certa Daenerys Targaryen.

Written by Serena Verrecchia

Esistono milioni di storie al mondo, preziose e inimitabili. Il nostro compito è solo quello di scovarle, portarle in superficie e imparare ad amarle.
Scrivo di serie tv per un insopprimibile desiderio di bellezza, perché nelle storie, specie in quelle belle, ho trovato il mondo che vorrei.

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