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10 personaggi delle Serie Tv a cui è stato dato un minutaggio davvero esiguo

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler!

Cosa serve a un personaggio per avere un impatto in una Serie Tv? Lo stesso che, nella travagliata Game of Thrones, ha avuto Benjen Stark nelle sue veloci e improvvise apparizioni? Sfruttare la sorpresa è certamente un elemento importante, lasciare sbigottito il pubblico può fare la differenza tra l’essere una macchia grigia o il preferito dei fan. La chiave, però, sta nel tempo: sfruttare al massimo lo spazio in scena è il vero segreto per brillare.

Per il protagonista questo è un gioco da ragazzi essendo l’attrazione principale, la difficoltà di ogni produzione sta nel far splendere chi ha pochi minuti nel proprio serbatoio e deve lasciare un’impressione degna di nota. Delle volte assistiamo a dei veri e propri buchi nell’acqua e, di conseguenza, al fallimento della Serie proprio perché le cosiddette spalle, o personaggi secondari, arricchiscono di contenuti un mondo ipoteticamente spoglio e hanno il compito di mantenere alta l’attenzione dello spettatore anche quando si tratta di un semplice momento di transizione.

Ci sono comparse e comparse, personaggi che meriterebbo uno spin-off intero per la capacità di rubare lo show e altri invece che sono spariti dalla memoria del pubblico soltanto 5 minuti dopo.


Poi ci sono i casi intermedi, quelli che hanno avuto davvero poco screen time rispetto al loro ruolo nello show e presenza nella testa degli autori, parleremo proprio di loro oggi: cercheremo di capire le conseguenze della loro ridotta presenza e quale sarebbe stata una soluzione più adeguata per accontentare i sempre pretenziosi fan.

Ecco a voi 10 personaggi delle Serie Tv a cui è stato dato un minutaggio davvero esiguo!

1) Tracy (How I Met Your Mother)

Finale HIMYM

In questa classifica ci saranno tantissime personalità diverse, stili unici e serie opposte nel loro modo di raccontare la loro storia. Permettetemi però di lasciare Benjen Stark, Lucifer o la famiglia da Birmingham da parte e di iniziare dal peso che ho nello stomaco.
Per fare ciò è necessario partire da Tracy, la famosa ragazza con l’ombrello giallo e la tanto chiacchierata Mamma.

L’ultima stagione di How I Met Your Mother è la più criticata, discussa ma anche la più emozionante e attesa: tutti gli indizi, speculazioni e falsi allarmi che abbiamo ricevuto negli anni arrivano a una conclusione, Tracy finalmente ci viene presentata e noi vorremmo che la serie non finisse mai.
Invece gli scrittori decidono di darci un ultimo schiaffo e ci ricordano come How I Met Your Mother non darà mai la soddisfazione di rendere Ted davvero felice: Tracy è fin troppo perfetta, per questo non può restare a lungo.
Prima della sua tragica dipartita ci sarebbe piaciuto vedere di più di lei, conoscerla meglio, insomma dedicarle una vera e propria stagione, offrire il tempo che la figura chiave di tutto lo show merita.

Ted, con una semplice frase all’interno di uno dei discorsi più belli mai fatti da lui, riassume metaforicamente ciò che il pubblico avrebbe voluto: “Voglio questi 45 giorni extra”.

2) Finn Shelby (Peaky Blinders)

finn shelby

Nel corso delle 6 stagioni abbiamo avuto l’opportunità di vedere Finn crescere da semplice bambino a membro della famiglia, senza però assistere mai al suo vero ingresso nella serie.
Il suo ridotto minutaggio negli anni lo ha tagliato totalmente dal business della famiglia Shelby nonostante ci siano state occasioni ripetute per coprire dei buchi nella gerarchia dell’azienda.

La morte di John ha lasciato un vuoto che non è mai stato riempito, l’abbandono di Michael e le divergenze incurabili con Thomas avrebbero potuto essere l’occasione per far alzare la voce al più giovane dei 4 fratelli, l’unico che non ha dovuto servire per il proprio paese in Francia in quella che si è rivelata essere un’esperienza estenuante e impossibile da dimenticare.
L’assenza di scorie di guerra e una protezione perenne da parte di Polly, la madre che lui non ha mai avuto, hanno influito nella forgiatura di un carattere tranquillo e docile, l’opposto rispetto ai tre fratelli maggiori.

La sesta e ultima stagione della serie segnano la rottura definitiva di Finn dalla famiglia Shelby, difatti viene rinnegato e cacciato da essa per via della sua incapacità di fare il passo decisivo verso un mondo che è sempre stato estraneo a lui.
Il film annunciato potrebbe decisamente concludere questa storia e alzare finalmente il tono di un personaggio che nei 10 anni di programmazione non è mai stato oltre che una macchia.

3) Bloodwork (The Flash)

Flash è una montagna russa in termini di qualità: parte benissimo, per poi iniziare una lenta discesa salvata da qualche sporadico villain ripreso dai fumetti dedicati allo Scrlett Speedster.
Bloodwork, o Dr. Ramsey Rosso se preferite, è un esempio intelligente di quanto potenziale ci sia nella serie se solo venisse scritta con più profondità.
Prima delle Crisi Sulle Terre Infinite tocca a lui rubare la scena e mettere alle spalle team Flash, soggiogando Barry in un loop di paure e insicurezze e annettendolo nelle sue file.
L’ultima tentazione di Barry Allen” è un finale di metà stagione della durata di due episodi e si incentra solamente sulla lotta interiore di Barry, la difficoltà di accettare la sua sparizione durante le Crisi e le conseguenze di essa.

Bloodwork si presenta come panacea ai suoi mali e lo soggioga, corrompendolo e di fatto trasformandolo nel villain per una volta.
La sua sconfitta è temporanea, la vittoria non risulta dolce come immaginato e Ramsey è tutt’ora un nemico da cui potersi aspettare qualcosa.
Dopo aver dichiarato di pensare al lungo periodo nel suo gioco, la sua incarcerazione è soltanto un modo per metterlo in standby e aspettare il momento giusto per riportarlo in scena.

Molte volte la serie ha peccato di avversari convincenti o di motivazioni, il poco spazio dedicato a lui ha sicuramente intrattenuto i fan e dato un degno prologo al crossover per eccellenza in casa CW.

4) Benjen Stark(Game of Thrones)

Benjen Stark è l’esempio vivente di un minutaggio scarso usato al meglio delle proprie possibilità. Ha il ruolo di Virgilio per Jon durante il suo ingresso nei Guardiani della Notte e diventa una figura paterna per lui da seguire nel proprio percorso. Sfortunatamente una semplice missione esplorativa oltre le mura ci preclude ogni possibilità di approfondire questo rapporto tra i due e solo il suo cavallo ritorna sano e salvo.
Dato ormai per disperso e successivamente morto, il pubblico scende a patti con l’idea di averlo perso prematuramente e va avanti senza pensarci più di tanto. Siamo solo all’inizio dell’avventura e Game of Thrones è conosciuta per avere una prima stagione piuttosto lenta da digerire.

6 anni dopo, lo ritroviamo oltre le mura, trasformato, come cavaliere per conto dei Figli della Foresta, i quali hanno salvato la vita al fratello di Eddard Stark per conferire lui delle responsabilità superiori.
Nella sesta e settima stagione serve da salvagente per Bran e Jon, salvando la vita a loro e, infine, sacrificandosi nella battaglia contro gli Estranei.
Eppure ci sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più su Benjen Stark negli anni di assenza: come è stato salvato, cosa ha appreso nel periodo oltre le mura e come ha cambiato la propria missione. Anche un semplice flashback sarebbe stato più che gradito!

5) Vivian Volkoff (Chuck)

Per il corso “Villain 101” basta guardare la quarta stagione di Chuck e assistere alla trasformazione di Vivian Volkoff, in pochissime puntate e con pochi momenti a lei dedicati.
In termini di spazio assoluto non è la grande protagonista di questa stagione ma è l’artefice del cliffhanger più grande di tutta la serie e una dimostrazione di scrittura ben riuscita: lasciata in secondo piano e mai fatta intendere con intenzioni bellicose, quello a cui assistiamo è un twist senza precedenti.
La preparazione al colpo di scena è sublime: finalmente sembra essere arrivata la luce in fondo al tunnel per Chuck, con il matrimonio come cardine di un nuovo inizio e di un abbandono dei problemi passati.
Proprio lì, in uno dei momenti più belli diella vita di un uomo, accade l’incredibile: l’avvelenamento della sua amata prima e la chiamata ricevuta da chi considerava una persona affidabile dopo, trasformano il paradiso in inferno in pochi minuti, pochissimi istanti.
Un finale intenso come pochi, una corsa contro il tempo per trovare una cura. Solo allora avviene il confronto finale tra Chuck e Vivian, in Russia.
Se avete visto la serie sapete come è andata a finire: Chuck difficilmente lascia trionfare il male ma questa volta mette l’accento sulla perfidia di una persona che non ha più niente da perdere.

6) Dio (Lucifer)

Sono serviti anni e stagioni per arrivare a uno dei momenti più attesi di tutta la serie e diciamolo chiaramente: è stata una sorpresa quando è apparso.
Lucifer ha il coraggio di portare nella terra “Dio”, dopo continui segnali e indizi sulla sua presenza e lo fa in carne e ossa, come essere umano. Riuscire a trascrivere una figura simile, impossibile da rappresentare davvero, è una scommessa persa in partenza. Cosi Lucifer decide di restare sulle proprie regole e lo riporta seguendo uno schema già consolidato e utilizzato in precedenza.
La prima parte della quinta stagione si conclude con il cliffhanger per eccellenza e lascia senza fiato i fan, trovarsi Dio davanti ai propri occhi ha sempre un certo effetto, anche se si tratta di un semplice show.

La seconda parte cerca di approfondire finalmente i complicati rapporti padre – figlio rendendo due presenze spirituali molto più umane del previsto, mancando però il bersaglio per via di una scrittura non eccelsa e un sovraccarico di personaggi e storie presenti.
Per essere uno dei momenti più importanti di tutta la serie, si sente la mancanza di un ulteriore approfondimento sulla loro relazione e la sensazione che si sia visto davvero poco a schermo del Creatore è persistente.
Un’occasione mancata come questa ha segnalato il declino di una serie che già aveva iniziato la propria flessione.

7) Kate Moreau (White Collar)

Senza Kate non ci sarebbe stata White Collar, eppure la vediamo pochissime volte, giusto lo stretto necessario per tenere continuo il filo rosso della storia. Interpretata dalla bellissima Alexandra Daddario, è una presenza costante nella mente di Neal ma solo in una puntata della seconda stagione, dedicata interamente alla nascita del ladro gentiluomo, la abbiamo per più di qualche minuto davanti alla telecamera.
Kate Moureau è l’amore di Neal, il motivo del suo famoso arresto e della fuga anticipata di prigione: il leitmotiv di qualsiasi azione del protagonista nel corso delle prime due stagioni.

La prima si incentra sulla sua ricerca, la possibilità di riavere una vita insieme e la fuga verso un futuro migliore; la seconda, invece, serve per scoprire il motivo dietro alla sua misteriosa e clamorosa morte. Per le persone alla prima esperienza con la serie, è impossibile prevedere un finale simile e uno swing della storia.
Da pretesto e centro di attenzioni del criminale dal colletto bianco, Kate si trasforma in una semplice macchia, sparendo anche dalla memoria dei personaggi in un lasso di tempo inusuale.

Scelte autoriali che si scontrano con il carattere e l’amore provato da Neal per lei negli anni: dall’infrangere leggi e rubare le opere d’arte più apprezzate per attirare la sua attenzione a non citarla più negli, il dolore della sua dipartita è durato troppo poco rispetto a quanto ci è stato raccontato.

8) Missy Cooper (The Big Bang Theory)

Sheldon è la luna, Missy il sole.
Parlando di primo impatto, Missy sicuramente ne ha avuto uno non indifferente durante la sua apparizione.
Una sola puntata all’interno della stagione d’esordio per raccontare tutto quello di cui avevamo bisogno sulla famiglia Cooper e sull’ ossessione di controllo del fratello nei confronti di ciò che lui reputa di sua proprietà.
Presenza costante ma invisibile in quanto compare fisicamente soltanto due volte in 12 stagioni, con l’ultima proprio nel gran finale.
Nonostante ciò la sua vita continua e, tramite dei metodi semplici ma efficaci, riusciamo a tenere traccia negli anni delle sue tappe fondamentali nelle ultime stagioni: sappiamo del suo matrimonio, dell’eventuale divorzio e dei due figli.

Come sorella gemella di Sheldon, è incredibile come caratterialmente Missy sia l’opposto di suo fratello in tutto. Dall’aspetto fisico (Missy è una bellissima ragazza) fino al carattere: simpatica, socievole e molto premurosa. Avrebbe senz’altro meritato più spazio per sviluppare ulteriormente la situazione della famiglia Cooper, magari con la presenza in contemporanea della mamma; all’interno di 12 stagioni il tempo si sarebbe potuto trovare.

Lo spin-off, dedicato al premio nobel per la fisica, Young Sheldon sfrutta tutte le storie raccontate durante gli anni per approfondire l’infanzia dei gemelli, rendendo Missy una delle protagoniste della serie. Purtroppo, il finale della quinta stagione rovina gran parte, se non tutta, della sua storia nella serie principale e ci consegna una Missy totalmente diversa da come la abbiamo conosciuta.

9) Sophia Peletier (The Walking Dead)

Uno degli spartiacque della serie è direttamente collegato al destino della povera ragazza che, con la sua dipartita anticipata, ha segnato un taglio netto rispetto all’ispirazione del programma.
Per chi non lo sapesse, The Walking Dead non è una serie “originale” ma è ripresa dall’omonimo fumetto, scritto da Robert Kirkman.
Quando si tratta di rappresentare su schermo un libro o un fumetto, è normale che i produttori si prendano la giusta libertà per aggiustare al meglio la storia in base alle esigenze della camera, con The Walking Dead però è stata fatta una modifica del tutto inaspettata e cruciale per il continuo dello show.

La presenza di Sophia è una certezza del comic, sin da quando è una piccola bambina al futuro matrimonio con Carl Grimes. Serve da figlia adottiva di Glenn e Maggie e ha vissuto decisamente più di sua madre Carol.
La Serie Tv tronca di netto la sua storia facendola durare molto meno di due stagioni, lasciandola morire lontano dalla macchina da presa: solo in seguito la ritroviamo ormai trasformata in uno zombie senza coscienza.
Questo distacco, oltre a lasciare di stucco davvero tutti, è servito allo show per costruirsi una propria identità rispetto alla matrice, sviluppando i personaggi a proprio modo e lasciando al pubblico una prospettiva diversa su di essi.

Rendere Sophia poco più di una comparsa è stata una mossa coraggiosa o un errore? Tutt’ora resta una delle discussioni principali della community.

10) Chrissy (Stranger Things)

Quando sono gli stessi autori ad accorgersi di aver fatto un errore, la frittata è servita.
Stranger Things è arrivata sul catalogo di Netflix con la prima parte della sua quarta stagione e, inutile dirlo, stracciato ogni record precedente.
Una serie che ha decisamente fatto un passo in avanti rispetto alla terza stagione in termini qualitativi e, con l’ultima parte in arrivo a luglio, punta sempre più in alto.

Come detto però anche prodotti cosi interessanti non sono esenti da errori e, nel caso dei fratelli Duffer, si è trattato di uno di scrittura.
Chrissy era appena arrivata nel cast e il suo esordio nella serie era piaciuto ai fan: un personaggio profondo, ben interpretato, tutto da scoprire e che si è ritrovata ad avere una chimica particolare con Eddie. Chrissy, però, diventa soltanto una vittima di Vecna e protagonista di una morte davvero brutale, lasciandoci di stucco e un po’ amareggiati.
L’errore starebbe proprio nell’averla uccisa prima ancora di esplorare l’evidente chimica presente tra lei ed Eddie.
Quando si tratta di girare determinate scene purtroppo non si segue una linea temporale e la scena nei boschi che ha fatto impazzire tutto il pubblico era stata fatta molto dopo quella della sua morte.

Non si è potuto fare altro che andare avanti e constatare lo sbaglio commesso, con la speranza che resti un caso sporadico!

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