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5 Serie Tv lunghe che sono riuscite nell’impresa di migliorare col passare delle stagioni

Longevità e qualità non sempre sono sinonimi e, quando si tratta di serie tv, sono più le discordanze tra i due termini che le assonanze.
Offrire un contenuto valido, con una scrittura all’altezza, è sempre più complesso ormai.
L’industria è in continuo movimento e i fan sono affamati di serie tv come non mai, cavalcare l’onda sfruttando l’hype è diventato imperativo per non cadere presto nel dimenticatoio.
Mantenere uno standard elevato in tali condizioni però può rivelarsi una vera e propria impresa. Cosa fare quindi? Da un punto di vista commerciale il problema non si pone: una stagione dopo l’altra, senza grandissime pause temporali e cercando di trarre il massimo a livello economico anche a costo di perdere lucidità.
L’errore più grande che viene commesso, principalmente per avarizia, è quello di esagerare: allungare il vino con l’acqua permetterà di bere di più ma non migliorerà la qualità di quest’ultimo, anzi la peggiorerà soltanto.
Lo stesso paragone è applicabile con le serie tv: continuare a raccontare storie che non hanno più niente da dire è il peccato capitale di questo mondo e la rovina di tantissime gemme che avevano nelle loro poche stagioni una caratteristica unica Esistono eccezioni però, serie che si sono distinte per la loro audacia e la loro continua ricerca di migliorare se stesse, senza accontentarsi mai e rialzando la testa dopo inizi a volte complicati. A partire da Futurama.

Ecco a voi 5 Serie Tv che sono riuscite nell’impresa di migliorare con il passare delle stagioni!

1) Futurama

Era il 1996, periodo d’esplosione dei Simpson, quando la Fox chiese al creatore Matt Groening di scrivere un altro show televisivo animato da mandare in onda al fianco della famiglia gialla.
Cosi, dalla sua mente e quella del collaboratore David X.Cohen, arrivò Futurama. Un cartone animato unico nel suo genere che, almeno agli inizi, non ha interessato troppo la Fox e ha costretto il creatore a pagare da solo le animazioni del primo episodio.

Le prime stagioni furono un tira e molla continuo, tra programmazioni sballate e contrasti interni che ne forzarono l’abbandono dopo poche stagioni nonostante si mostrò sin da subito come una piccola perla.
Il passaggio a Comedy Central si rivelò essere il giro di boa decisivo per loro: Futurama ottenne un grandissimo successo sia in America che in Italia quando arrivò due anni dopo, la storia si stabilizzò e i racconti ambientati nel futuro divennero esilaranti e davvero coinvolgenti, con tematiche delicate trattate con estrema intelligenza e una visione del 3000 distopica e ilare.

L’annuncio da parte di Hulu di un revival della serie, il secondo dalla sua creazione, che arriverà ufficialmente nel 2023, riprenderà le storie dei personaggi nonostante le ultime puntate della settima stagione siano state impostate come conclusione naturale di essa. Bender, Fry e la loro folle banda di amici ritorneranno nuovamente a vagare nello spazio e con loro ci saranno anche i doppiatori originali!

2) Legends of Tomorrow

Nato da una costola di Arrow e pensato come parte dell’Arrowerse, Legends of Tomorrow ha davvero faticato agli inizi della propria avventura a trovare una identità a lei consona.
Un mix di eroi (e non) provenienti da altri show CW riuniti per proteggere la timeline: questo era il loro scopo iniziale e, nonostante sia rimasto anche tale nel corso degli anni, le “leggende” hanno decisamente cambiato passo e voltato faccia rispetto alla loro genesi.

Sono servite un paio di stagioni articolate poco riuscite e una rotazione del cast per svoltare del tutto: da quarta in ordine di importanza nel palinsesto Legends of Tomorrow ha tagliato i legami col proprio passato e spinto sull’acceleratore della follia, giocando con il tempo e trasformandosi di colpo in un prodotto sci-fi amato e apprezzato.
Sara Lance, ormai lontana anni luce dall’assassina conosciuta in Arrow, è diventata il volto della serie, fiera esponente della categoria LGBQT e capitana della nave spaziale più pazza della televisione.
Il salto di qualità c’è stato quando si è smesso di seguire le linee guida classiche di ogni serie supereroistica e si è deciso di sperimentare, creando puntate pazze con l’intento di essere una parodia rispetto alle loro ispirazioni. LoT è stravagante, ironica e rivisita totalmente il concetto di viaggi nel tempo.

La serie ha chiuso i battenti proprio di recente per via del colossale taglio da parte di CW alle sue programmazioni ma al momento i fan stanno facendo di tutto per spingere a un rinnovo.

3) Adventure Time

Precursore di una categoria vera e propria, Finn & Jake sono diventati uno dei duo più amati del mondo animato grazie alle loro avventure bizzarre e al mondo insolito di cui sono protagonisti.
Cartoon Network con il lancio di Adventure Time ha settato gli standard per un programma animato con una profondità tutta da scoprire.

L’ambientazione post apocalittica della Terra di Ooo è perfetta per lanciare subito un segnale al pubblico, ossia la possibilità concreta di un riflesso tra la fantasia e il mondo in cui viviamo noi stessi.
Finn e il suo fidato cane, nonché amico, Jake iniziano un viaggio che li porterà negli anni a crescere (letteralmente), incontrare tantissime nuove persone e a imparare di volta in volta nuove lezioni. Tra insegnamenti morali, distorte verità e una complessità narrativa unica Adventure Time si rivolge con il proseguire delle stagioni a un pubblico sempre più adulto, che ha assistito alla maturazione di Finn, ai suoi dubbi e alle sue nuove priorità.
In un universo in continua espansione e con una struttura non troppo complessa degli episodi, il rischio di cadere trappola della monotonia può essere dietro l’angolo: fortunatamente Adventure Time ha bene in testa il suo obiettivo ed evita alla grandissima ogni tipo di flessione.
Metafora per eccellenza, il cartone animato prova (e riesce) a farci andare oltre la semplice risata e nelle 10 stagioni totali ci continua progressivamente a stimolare alla riflessione.

4) Arrow

grey's anatomy

Arrow è stata una montagna russa di emozioni ma anche la miccia che ha permesso all’Arrowerse di nascere.
Prodotta per essere una versione televisiva del famigerato Cavaliere Oscuro, si è rivelata essere molto di più negli anni e ha lanciato il personaggio di Oliver Queen (e Stephen Amell) nell’olimpo dei supereroi.

Una prima stagione macabra, cruda e davvero intrattenente aveva messo le basi per la creazione e la crescita a tutto tondo del personaggio. Una discesa avuta tra la fine della terza e tutta la quinta stagione ha allontanato i fan dalla serie e costretto i produttori a tornare alle origini di essa.
La quinta stagione, con un ritorno allo stile noir e aggressivo amato dai fan è stata un toccasana e la superba rivalità con Prometheus ci ha tenuti incollati allo schermo per molti episodi e ridato vitalità alla serie.
L’ottava stagione di Arrow, probabilmente anche la migliore, racchiude tutto il percorso di Oliver Queen alla perfezione con continui richiami al passato e cambia passo rispetto alle precedenti, sia nella struttura che nei contenuti: 10 episodi solamente, tutti godibili, pregni di nostalgia e carica emotiva di un protagonista che ha ormai abbracciato appieno il proprio destino.

5) Bojack Horseman

bojack horseman

La prima stagione del cavallo più famoso della televisione può essere difficile da digerire: lenta, con un piccolo lampo verso la fine. Usata principalmente per testare le acque e il gradimento del pubblico, dalla seconda stagione Bojack decide di non guardarsi più indietro ed entrare a pieno nei propri, seppur particolari, canoni.

Descrivere a pieno l’evoluzione di questo cartone animato è difficile: da comedy con un’ironia a sfondo black, la serie comincia un inesorabile evoluzione a vero proprio dramma, che con la sesta e conclusiva stagione raggiunge il suo apice.
Bojack tratta tematiche davvero difficili e lo fa senza peli sulla lingua, senza illusioni ma con una brutale schiettezza. Suicidio, alcolismo, traumi, la serie espone tutti questi problemi e si appropria di toni tristi, dolorosi, saturi.
La psiche del protagonista viene aperta e analizzata, ci vengono mostrate scene strazianti e la continua fatica che l’attore fa nell’andare avanti giorno per giorno, anche quando vorrebbe semplicemente fermarsi.
Deliziosa quanto pesante da guardare, la serie rimane coerente dall’inizio alla fine accentua l’evoluzione dei personaggi nel corso delle stagioni, segnalandoci anche tramite evoluzioni fisiche la crescente difficoltà di alcuni di essi.

Un prodotto che non solo è stato in grado di migliorarsi con il passare delle puntate ma ha anche offerto al proprio pubblico continue emozioni e momenti di riflessione profonda, sfruttando al massimo la potenza della serie tv.

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