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Gli anni passano, ma Friends resta

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Sono trascorsi 17 anni dell’ultimo episodio di Friends e 27 dalla prima puntata. Tante cose non sono più le stesse: le generazioni sono diverse, sono cambiate le serie tv, il mondo dell’intrattenimento e la sua fruizione. Siamo cambiati noi, da quando abbiamo visto Friends la prima volta. Eppure, nonostante gli anni e le vicissitudini, questa serie resta. È una costante nella nostra vita: nei momenti belli come in quelli brutti, i sei amici e le loro storie ci accompagnano. Sempre.

È difficile dare una spiegazione, una motivazione che sia univoca e assoluta. Perché negli show – come nella vita – ognuno vede qualcosa di unico, di vero e incerto al tempo stesso.

Tuttavia, è un fatto che a distanza di quasi trent’anni i sentimenti che Friends suscita sono le medesime. Si rivolge a una generazione diversa da quella che l’ha accompagnata nel momento dell’esordio, eppure ha lo stesso impatto. Cristallizzata, ci inonda con la sua realtà ormai lontana, ma senza dubbio più sincera e vicina a noi di molte altre. E questo è uno dei punti di forza della serie: è trasversale, attualissima – benché scritta vent’anni fa, – per ogni giovani che vi si riconosce. E sono tanti.

E dopo infiniti rewatch, nonostante ormai conosciamo le battute a memoria, non smettiamo di emozionarci.

New Girl Friends

C’è qualcosa di speciale nella serie tv ideata da Marta Kauffman e David Crane. Una scintilla che ha reso intramontabile la storia di sei amici che si ritrovano a un bar e che vivono disagi e gioie estremamente comuni. Forse l’originalità risiede proprio nell’ordinarietà: non ci sono eventi straordinari, non avviene nulla di inverosimile e nessuno ha delle capacità sopra la media. Anzi! E allora diventa facile, quasi naturale, rispecchiarsi nei loro atteggiamenti e nelle peripezie. E non è forse il rivedere pezzi di sé in terze parti che ci affascina dei racconti?

Sei protagonisti: non c’è un leader, un personaggio principale intorno a cui sono costruiti gli altri. Sono tutti essenziali, tutti con le loro caratteristiche eccezionalmente banali, e allo stesso tempo uniche. Viene celebrata la quotidianità e quei piccoli momenti che sembrano normali e quasi insignificanti: un caffè al bar con gli amici, una serata passata a giocare a poker o a un quiz personalizzato, una confidenza violata e una delusione condivisa, un consiglio sbagliato e un abbraccio nel momento del bisogno.

Situazioni che viviamo e a cui spesso non prestiamo attenzione o momenti che vorremmo vivere e non ne abbiamo l’occasione. E così ne sublimiamo il desiderio attraverso loro.

L’indescrivibile glorificato attraverso la semplicità. Siano essi momenti belli o brutti, tutti dobbiamo affrontarli. Ma quando hai accanto degli amici diventa tutto più facile o piacevole. E poi è questo il senso della serie, no? Anche il titolo lo evidenzia: gli amici sono la famiglia che ti scegli, e per questo sono ancora più speciali. Per dieci anni e dieci stagioni, gli amici sono stati tutto ciò che di più importante ci potesse essere. Sono il legame forte che intessi, quello che ti tiene in piedi quando stai per crollare e a cui ti aggrappi quando non vedi soluzione. Quando le cose si fanno insostenibili a volte, ci immergiamo in Friends, che riesce sempre a strappare un sorriso anche nei momenti più duri. È antidepressiva, fa bene al cuore e alla mente. Sono i compagni sempre pronti a consolarci.

Quanti recriminano a Friends la superficialità dei temi, dovrebbero invece scoprire quanto un solo episodio possa far sentire rinati e arricchiti. Non serve per forza esplicitarli i messaggi e gli insegnamenti. Tutt’altro, la vera maestria sta nel nasconderli tra le righe, tra una battuta e l’altra, mostrandoli – ancora una volta – con semplicità. È delicata, i temi li affronta sottotono, non in modo vistoso. Ma arrivano chiari al pubblico.

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Ma d’altronde se non fosse così questa serie non sarebbe entrata nel cuore di così tante persone e non avrebbe salvato la vita a molte di loro. La reunion andata in onda lo scorso 27 maggio è la testimonianza dell’impatto e del segno che ha lasciato nella storia della tv, nella cultura anni ’90 e nell’esistenza di milioni di persone sparse in tutto il mondo. Gli anni passano, ma Friends resta l’inviolabile rifugio sicuro e lo specchio della nostra essenza.

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Scritto da Carolina Avagliano

Ogni giorno mi rifugio in mondi sconosciuti così, episodio dopo episodio e pagina dopo pagina, i colori di quegli universi e di quelle storie inondano le mie giornate.

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