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Élite mantiene le promesse

Élite

Élite 2 mostra la seconda stagione del fenomeno che tanto ha fatto parlare il pubblico di Netflix (e anche noi) lo scorso anno.

Dove eravamo rimasti? Conosciamo l’assassino di Marina, ma sappiamo anche che è finita in prigione la persona sbagliata. Sappiamo che è sparita una persona e quella persona è Samuel e, in un continuo susseguirsi di flashback, scopriamo che si è messo a indagare per fare uscire il fratello di prigione.

Un percorso pericoloso, irto di insidie: forse Samuel ha osato troppo e, come Icaro, si è bruciato le ali.

È un’anima in pena, che intuisce chi possano essere i reali responsabili, ma non sa come sciogliere i nodi di una matassa fin troppo intricata di segreti, bugie, parole non dette. La sua morbosa relazione con Carla è malata sotto tutti i punti di vista e ha alle spalle sempre il fantasma di Guzmán, avido di vendetta.

Élite

C’è Christian che, roso dai sensi di colpa e sul punto di confessare, viene coinvolto in un grave incidente stradale che non è frutto del caso. È un peccato vedere uno dei personaggi più amati della scorsa stagione relegato a un ruolo sullo sfondo, privato di tutto il suo potenziale.

La vita di Guzmán sta andando a rotoli tra droghe e alcol, mentre la fidanzata Lu è combattuta tra lui e un amore proibito. Il ragazzo non ha ancora superato la morte della sorella ed è pieno di rabbia che non sa come sfogare. Il fatto che Nadia continui a sfuggirgli, troppo vessata dalla realtà in cui vive, non lo aiuta di certo.

Non si può negare che questo amore, così contrastato e impossibile, sia un sentimento per cui tifare.

Ci sono Omar e Ander che, dopo tante peripezie, sono pronti a vivere il loro amore alla luce del sole, ma anche per loro non saranno tutte rose e fiori. Omar, per la prima volta nella vita, si sente finalmente libero di essere sé stesso, ma questa libertà comporta la perdita della famiglia, che lo ripudia. Anche Ander non è sereno: i segreti che nasconde lo stanno mettendo a dura prova.

Ci sono anche dei nuovi arrivati: Cayetana, Rebeca e Valerio.

elite 2

Cayetana è nuova a scuola, intelligente e seguitissima sui social. Alle spalle ha un segreto che non può svelare a nessuno, perché non è tutto oro quello che luccica e la sua vita non è dorata affatto. È la figlia di una cameriera, sbarca a stento il lunario, non ha grosse prospettive e finge una vita di agi solo per essere accettata. Cayetana passa per una persona frivola, ma in realtà ha una profondità che solo Polo, il tormentato, superficiale ragazzo alla ricerca di sé stesso, riesce a capire.

Rebeca è la “nuova ricca”, una ragazza che pare uscita direttamente da Geordie Shore, una che veste firmato e non ha peli sulla lingua, che tira pugni e non ha paura di nulla. Rebeca, coi suoi abiti sgargianti, è destinata a non passare inosservata, ancora di più perché la madre è invischiata in un losco traffico di droga, nel quale Samuel è coinvolto.

Valerio è il problematico mezzo fratello di Lu, che asseconda Guzmán in tutti i suoi vizi. Privo di qualsiasi scrupolo, schiavo di mille dipendenze, ricatta, mente, svende e punisce secondo i suoi desideri e voleri. È innamorato della sorellastra e i due, insieme, sono quanto di più distruttivo possa esistere al mondo.

Élite

Insomma Élite, come sempre, mette molta carne sul fuoco e tenta disperatamente di mantenere alto l’interesse dello spettatore, ricorrendo a ogni mezzo.

Infatti, più che la morte di Marina, l’elaborazione del lutto e la ricerca del vero assassino (anche se in molti ritengono Nano il colpevole a tutti gli effetti), il mistero di questa stagione è la scomparsa di Samuel. Che fine ha fatto?

C’erano molte persone che lo volevano morto, quindi tutta la seconda stagione verte sulla ricerca di un altro colpevole.

Infatti Polo viene scoperto e finisce anche in galera, salvo poi ritornare a scuola, con un vero coup de théâtre che conclude Élite 2 cedendo il passo a una terza imminente e inevitabile.

Cosa c’è di buono in Élite 2?

Prima di tutto le ambientazioni, perché non hanno nulla da invidiare alle grandi serie tv americane. Le case patinate, le feste sontuose, lo stesso ambiente scolastico sono sogni lussuosi, incantevoli.

Alcuni attori sono bravissimi. Jaime Lorente López (già conosciutissimo per La casa de papel), Itzan Escamilla e Mina El Hammani su tutti, rispettivamente per le parti di Nano, Samuel e Nadia.

Al di là della drammaticità di alcuni eventi, i problemi di questi ragazzi sono concreti: abuso di alcol e droghe, sesso a buon mercato, mercificazione del corpo femminile, integrazione e via dicendo sono tematiche con le quali abbiamo a che fare quotidianamente. La tormentata famiglia Shana è un chiaro riflesso della nostra società e non è difficile comprendere i drammi che li dilaniano.

È altrettanto apprezzabile la paura di questi ragazzi che non credono e non riescono a essere all’altezza delle aspettative di quello che li circonda. Sia essa la società, la famiglia o la scuola, i protagonisti di Élite credono di potercela fare ma falliscono irrimediabilmente.

Purtroppo, però, Élite 2 ha anche una marea di pecche.

Prima tra tutti: alcuni personaggi sono fastidiosi, a partire da Lu. Una che intercala l’inglese a casaccio e ha l’età mentale di una bambina viziata di quattro anni. Va benissimo il suo ruolo di ragazzina superficiale, ma non si riesce in nessun modo a simpatizzare per lei.

Eccesso di colpi di scena, a volte davvero fini a sé stessi, fin troppi per elencarli.

Infine, trama un po’ dispersiva, perché non si capisce bene quale sia il reale focus di questa serie: scoprire chi ha davvero ucciso Marina, oppure che fine abbia fatto Samuel?

Élite 2 mantiene le promesse e si riconferma uno dei titoli più visti e apprezzati del catalogo Netflix, ma non si può negare che i difetti siano ben più che evidenti. Una cosa che accomuna decisamente moltissime serie tv a tema teen drama.

Leggi anche – Élite 2: Il ritratto di un’adolescenza bruciata

Written by Bruna Martinelli

Laureata in lingue e letterature straniere, impiegata, moglie e mamma felice. Appassionata di serie tv, viaggi, musica, cucina. Scrivo di tutto, da sempre, per tutti. Non prendetemi mai sul serio, non lo sono quasi mai.

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