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Che cosa fa oggi Gregory House?

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Al contrario del titolo (“Everybody Dies“, “Tutti Muoiono“) apparentemente permeato da una forte matrice nichilista, il finale di House MD è il miglior lieto fine possibile. Il Dr. House ha sconfitto la morte, ha sconfitto soprattutto se stesso, in senso figurato e letterale. Egli infatti decide di annullarsi, dichiarandosi legalmente morto con uno stratagemma talmente assurdo che potrebbe aver pensato soltanto lui. Ma il suo annullamento è, prima di tutto, spirituale: per la prima volta in otto stagioni egli antepone il bene di un altro individuo al suo personale agire.

L’atto finale è probabilmente il lascito più bello di questa serie. Una personalità complessa ma geniale, un medico fuori dal comune che si spende completamente per il suo unico affetto, Wilson, fino a sgretolare completamente il proprio io, fino appunto ad annullarsi come individuo. “Sopportare il dolore per fare del bene a qualcuno a cui tieni: non è questa la vita?” – osserva d’altronde Foreman nel penultimo episodio. E Gregory House, forse per la prima volta, ascolta veramente un suggerimento del suo ex sottoposto.

E quindi l’uomo che ha sconfitto la morte e ha sconfitto se stesso, ha plasmato gli ultimi 5 mesi di vita del suo unico amico, standogli accanto fino alla fine. E poi? Cosa c’è dopo la morte di Wilson? Come ha trascorso dr. House il resto della sua esistenza? Cosa farebbe oggi il fu Gregory House?

Sono domande inutili, a cui non avremo mai e poi mai risposta, a meno di un improbabile revival “alla Dexter”. Però, al tempo stesso, è naturale porsele. Perché il bello della fine di una storia è il non detto, ciò che possiamo reinterpretare a nostro piacimento. E poi, pensateci. Hugh Laurie ha passato un pezzo importantissimo della sua vita nelle vesti di un medico mezzo pazzo, zoppo, vagamente misogino, perennemente ironico e ancor più drogato. Possibile che non abbia la sua personale visione (e forse, in virtù di tutto ciò che è stato, la più autentica) di come sia continuata la vita del suo personaggio più iconico, ammesso sia continuata? Lo stesso dicasi per David Shore, che questa serie l’ha creata: è realmente plausibile che abbia messo un punto a ciò che la sua mente ha partorito, senza fantasticare sui possibili scenari, pur senza togliere a noi altri spettatori il gusto dell’immaginazione?

Proviamo quindi a ragionare su cosa farebbe oggi quello che un tempo si chiamava Gregory House, che piega potrebbe aver preso la sua vita dopo la morte di Wilson e quanto sono auspicabili le varie ipotesi secondo criteri di fascino e verosimiglianza.

La teoria del sogno

Questa è la teoria più diffusa tra i fan di Dr. House e ne abbiamo già parlato in questo articolo. “Banalmente”, House sarebbe morto nell’esplosione dell’edificio, così come era apparso ai nostri occhi. Non sarebbe mai uscito dalla porta sul retro, non avrebbe mai scambiato le sue impronte dentali con il cadavere e, di conseguenza, non avrebbe mai trascorso i successivi 5 mesi con Wilson. Quello che vediamo successivamente all’esplosione, non sarebbe altro che il frutto di un suo sogno in punto di morte. Un’ipotesi che troverebbe riscontro nel già citato titolo dell’episodio finale e nel fatto che nessuno della troupe che ha lavorato alla serie, dagli attori al creatore, l’abbia mai smentita.

Fascino: 1

Verosimiglianza: 10

House è morto insieme a Wilson

James Wilson e Gregory House

Sgomberato il campo dall’ipotesi più semplice (esattamente quand’è che questa serie non ha concepito soluzioni complesse?) tutto si fa più nebuloso e incerto. House, che non è più House, potrebbe aver trovato in Wilson la sua ragione d’esistenza, d’altra parte l’abbiamo premesso all’inizio che, come in un matrimonio platonico, si è completamente annullato per l’altro. Una volta perso l’amico, Greg potrebbe aver trovato il coraggio per suicidarsi. Oppure, variante ancor più romantica, potrebbero averlo fatto insieme, al culmine del loro divertimento e prima che il cancro di Wilson rendesse quest’ultimo incapace di alzarsi dal letto. In sostanza, un’enorme metafora di Sherlock Holmes che culmina in un finale quasi shakespeariano.

Fascino: 7

Verosimiglianza: 5

House torna insieme a Cuddy

Di nuovo Cuddy, d’altra parte è sempre stata Cuddy. L’unica persona a capirlo, a tenergli testa. L’unica donna che House è stato capace di amare. Vien naturale pensare che, privo del conforto del suo migliore amico, Gregory lo abbia cercato in lei. Magari prostrandosi. Magari dopo aver in tutti i modi dimostrato di essere cambiato. Il punto è che House non è cambiato. Ha “semplicemente” disintegrato la sua esistenza in funzione di Wilson e di nessun altro. Mentre a Cuddy ha soltanto disintegrato il suo soggiorno. E la loro storia è finita in quel momento, per sempre. Ne è dimostrazione lampante il fatto che, nel finale, nel suo viaggio onirico sotto gli effetti della droga, egli abbia praticamente rivisto tutte le persone per cui ha provato affetto eccetto Lisa Cuddy (concretamente il personaggio non è mai apparso nell’ottava stagione per mancati accordi economici, ciò non toglie che abbia esaurito la sua funzione narrativa nel finale della settima).

Fascino: 3

Verosimiglianza: 0

House è morto, ma vive e canta insieme a noi

House lo rivela in uno sfogo forse passato un po’ sotto traccia, proprio a Cuddy, nella quinta stagione, quella impregnata fortemente sul tema del suicidio, data la morte di Kutner. “Sono troppo vigliacco per suicidarmi“. Dinanzi a un gesto così estremo e al tempo stesso intimo, non c’è giudizio, né tanto meno codardia che tenga. Solo legittima, umana paura. E Gregory, di fronte alla prospettiva del suicidio, si riscopre più umano che mai. Ne è terrorizzato, come la stragrande maggioranza degli individui. Altrimenti l’avrebbe già fatto in uno degli infiniti momenti in cui si è ritrovato soggiogato nel vortice della solitudine.

Dopo aver trascorso i 5 mesi più belli della sua vita, dopo la morte di Wilson, House ha continuato a vivere in una sorta di “House di Schrödinger”. Legalmente è morto, ma il suo corpo è vivo, chissà sotto quali spoglie. Non si è suicidato, non è tornato insieme a Cuddy e non è tornato a essere quello che era prima: non sarebbe più stato libero. La sua vita è proseguita, in maniera tutto sommato anonima, cercando un po’ di Wilson nelle persone che incontra, pur continuando a zoppicare, ad assumere Vicodin. Una vita non felice ma meno infelice che in passato. Il suo unico ponte con la vecchia vita è Foreman, l’unico a sapere che è ancora in vita come ci suggerisce il finale.

Fascino: 6

Verosimiglianza: 7

Magari uno dei due, prima o poi, si metterà alla ricerca dell’altro, per un drink su una spiaggia tropicale o per risolvere un caso particolarmente complesso. O magari no, in fin dei conti House è morto. E viva House.

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