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20 curiosità sorprendenti sull’infinito Don Matteo

Don Matteo

Don Matteo, con i suoi 265 episodi e tredici stagioni  è diventata la serie tv più longeva della televisione italiana dopo il “Commissario Montalbano” (14 stagioni all’attivo).

Siamo certi che ognuno di voi, anche chi ha mai visto una puntata di questa fiction dal successo incredibile, sa benissimo di cosa si tratti; sapete tutti che Terence Hill, accantonato il cinema di genere di cui è una icona mondiale insieme a Bud Spencer, ha dato volto e voce al parroco, che gira in bicicletta e che risolve casi meglio di Jessica Fletcher, più famoso della televisione italiana.

Come tutti avrete avuto modo di apprendere da giornali e tv, Terence Hill, in quest’ultima stagione scomparirà in maniera misteriosa e un altro prete, Don Massimo, interpretato da Raul Bova, farà le sue veci.

Don Matteo è stata trasmessa per la prima volta su Rai 1 il 7 gennaio 2000 e deve il suo successo al saper essersi adattata alla società che stava cambiando.

La fiction ha reso molto facile l’affezionarsi ai personaggi e ai luoghi della narrazione e ci trasporta in una dimensione in cui i rapporti umani sono ancora quelli di una volta.

Don Matteo mostra un modo di vivere magari un po’ idealizzato, che piace a tanti ma non a tutti: il critico televisivo Aldo Grasso, per esempio, lo ha tacciato di “buonismo efferato” perché troppo intriso di quei buoni sentimenti da libro Cuore che si ritrovano ancora in televisione, mai nella vita di tutti i giorni.

Nonostante indubbiamente “Don Matteo” sia un prodotto rassicurante e lontano dalla sperimentazioni a cui ci sta abituando la Rai ( come per esempio “Blanca” o “Un Professore“) ci sono un sacco di curiosità e aneddoti che rendono la fiction di punta Rai molto interessante per gli amanti dei “fun facts”.

A tal proposito, vi sveliamo 20 curiosità sorprendenti sull’infinito Don Matteo.

Don Matteo
Don Matteo

1. Avrebbe dovuto chiamarsi don Teodoro

Inizialmente il parroco più famoso della tv avrebbe dovuto chiamarsi Teodoro; fu proprio Terence Hill l’artefice del cambio nome; inoltre all’epoca il sacerdote aveva anche un cognome, anzi due: inizialmente si chiamava Minelli e, poi, Bondini, presto verrà chiamato semplicemente col suo nome.

La fiction avrebbe avuto lo stesso successo se si fosse chiamata don Teodoro?

2. Don Matteo poteva avere delle sembianze diverse

Pare proprio che inizialmente la casa di produzione Lux Vide non avesse pensato a Terence Hill come protagonista della fiction in questione bensì a Lino Banfi (già mattatore di “Un Medico in Famiglia“) e persino a Giancarlo Magalli che non accettò perché avrebbe dovuto stare troppi mesi lontano da casa.

Ad oggi sembra molto difficile immaginare un sacerdote dal phisique du role diverso e quella di Terence Hill ci sembra la scelta più azzeccata.

3. Don Matteo ha lanciato Suor Angela

Alla fine dell’ultimo episodio dell’ottava stagione, Don Matteo, complice un incidente stradale, incontra suor Angela (Elena Sofia Ricci) ed esclama: “Che Dio ci aiuti!” che, fun fact, sarà poi il titolo della famosa fiction di Rai 1 con la suora protagonista.

4. Nemmeno Renzo Arbore resiste al fascino di Don Matteo

Nella V stagione, nell’episodio “Al chiaro di luna“, Renzo Arbore compare nei panni di Antonio Russo, conduttore di un quiz musicale al quale deve partecipare il maresciallo Cecchini (Nino Frassica).

I più vecchietti tra voi si ricorderanno che Arbore e Frassica hanno lavorato insieme in programmi cult degli anni ’80 : “Indietro Tutta!” e ” Quelli della notte“.

5. Don Matteo ha portato fortuna a molti attori “impegnati”

Molti di voi non lo crederanno possibile eppure nella fiction di punta della Rai, all’inizio della loro carriera, hanno recitato attori oggi molto noti e affermati: Micaela Ramazzotti (I stagione), Alessandro Borghi (V stagione), Alessandra Mastronardi ( V stagione ) Alba Rohrwacher ( IV stagione) e Giacomo Ferrara (X stagione).

6. Don Matteo cita Terence Hill

Terence Hill in alcuni episodi si è concesso il piacere di qualche piccola autocitazione: ad esempio ha raccontato che ama mangiare i fagioli e che da piccolo sognava di fare il cowboy.

7. Tonaca che vince non si cambia

La tonaca con cui Terence Hill veste i panni di Don Matteo è sempre la stessa dalla prima stagione; “A un certo punto ho deciso di accontentare chi mi chiedeva di farne una nuova e sono andato diligentemente a farmi prendere le misure dal sarto. Quando me l’hanno consegnata, l’ho appesa nell’armadio e ho continuato a indossare la mia, piena di rattoppi. Ora per fortuna c’è papa Francesco e grazie alla sua semplicità nessuno mi critica più! Ho anche cambiato un po’ il linguaggio, un po’ meno da prete e più da persona comune”.

Pauperistico.

8. Terence Hill stava per ricevere una confessione

Il set della fiction ventennale di Rai 1 è spesso pieno di curiosi, si racconta che un giorno, una signora arrivata a curiosare sul set, ha scambiato Terence Hill per un vero sacerdote e gli ha chiesto se poteva confessarla.

9. Umiltà prima di tutto

Don Matteo, dopo le prime stagioni, avrebbe dovuto ottenere una “promozione” ma Terence Hill si oppose perché per lui il ruolo di “semplice prete di paese” era più gradito al pubblico e chiese anche che venisse introdotta la figura di un vescovo perché anche lo stesso prete ogni tanto doveva subire qualche reprimenda.

10. Doveva essere meno “green”

Oggi ci risulta difficile immaginare Don Matteo senza la sua iconica bicicletta, ma in un primo momento si era pensato di rendere il sacerdote più “rock” facendolo spostare su una moto, in seguito, però, si è pensato che la bicicletta sarebbe stata una soluzione più green e più adatta a delle belle riprese.

11. Numeri da record

La fiction in questione ha dei numeri assurdi sia in termini di numero di stagioni che di ascolti; la puntata di Don Matteo più vista di sempre è stata l’ultima della decima stagione, andata in onda il 14 aprile 2016, vista da 15.954.000 spettatori.

Numeri da record!

12. Doveva avere un titolo diverso

Avremmo potuto avere un don Teodoro e avremmo potuto avere anche un titolo diverso: “Il diavolo e l’acqua santa”. Il titolo però non piacque a Terence Hill che propose invece il nome attuale.

Non so voi, ma più proseguiamo nel racconto di queste curiosità più Terence Hill ci sembra un attore dal grande intuito.

13. Don Matteo ci regala per la prima volta la voce di Terence Hill

Terence Hill è un attore dalla carriera di tutto rispetto, per cui ha guadagnato anche un David di Donatello nel 2010, celebre soprattutto per i film genere “spaghetti western” in coppia con Bud Spencer, eppure solo nella prima puntata di Don Matteo, per la prima volta, il grande pubblico italiano ebbe l’occasione di sentire Terence Hill recitare in italiano senza doppiaggio.

Perché mai? Perché in passato gli attori erano doppiati in italiano per eliminare la cadenza locale. Per questo motivo il veneziano Terence era doppiato da Pino Locchi nei film western più noti. I doppiatori sono stati vari (importante è stato anche Sergio Graziani), ma Pino Locchi si può definire senza dubbio quello più iconico.

14. Ha un protagonista generoso

A fine riprese di ogni singola stagione, Terence Hill regala a tutta la troupe un capo di abbigliamento con la scritta “Grazie” e la sua firma. Generoso e (forse) scaramantico.

15. In Don Matteo non esiste il “peccato”

 In tutti gli episodi andati in onda, Don Matteo non ha mai usato la parola “peccato“, perché, per Terence Hill, gli spettatori devono essere rassicurati e rasserenati.

Per questo motivo ha voluto usare, sua sponte, parole meno “forti” come sbaglio o errore.

16. É stato venduto a diversi Paesi europei

Come abbiamo detto poco fa, la fiction in questione ha avuto un successo clamoroso e, di fatti, è stata anche esportata in molti altri paesi europei, come Francia, Germania e Finlandia.

17. C’è un coinvolgimento diretto del Comune

Per la scena in cui il capitano Tommasi riceve la cittadinanza onoraria è stata ricreata un vera e propria cerimonia di fronte al palazzo del Comune (con la banda, le comparse in abiti eleganti e il tappeto rosso). Giunta e Sindaco sono davvero coloro che lavorano al Comune di Spoleto.

18. Don Matteo poteva essere su Mediaset

 Quando la produzione contattò per la prima volta Terence Hill per proporgli il ruolo di Don Matteo lui era già stato chiamato da Mediaset per valutare la messa in scena di un sacerdote investigatore e paracadutista. Terence scelse il progetto Rai e il resto è storia.

19. Sono due le città di Don Matteo

don matteo

Due sono le ambientazioni principali della serie: Gubbio, dalla prima all’ottava stagione, e Spoleto, dalla nona alla corrente.

Terence Hill si è innamorato talmente di Gubbio da eleggerla sua dimora italiana e acquisendo nel 2014 il titolo di cittadino onorario della città.

20. Non sono mancate le polemiche

Nel corso degli anni, qualche piccola polemica era inevitabile; l’interprete della carabiniera Jamila (VI stagione), la somala Shukri Said, accusò la produzione di mobbing, asserendo di aver visto il proprio spazio nelle puntate ridotto rispetto a quanto previsto dal contratto. Affermazioni poi smentite da Lux Vide.

Avreste mai immaginato che una fiction così rassicurante nascondesse così tanti retroscena?

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