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La storia infinita di Doctor Who

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Doctor Who nel 2007 è stata premiata dal Guinness World Record come Serie Tv di fantascienza più longeva al mondo. Ma qual è il segreto dell’eterna giovinezza di questa serie che dura da più di cinquant’anni? Bisogna partire dagli inizi per rispondere a questa domanda. E in Doctor Who il principio di tutto è nel 1963.

Pronti al viaggio nel tempo? Allora saliamo a bordo della Tardis!

Doctor Who

Londra. 23 Novembre 1963. Viene trasmesso per la prima volta un nuovo show per famiglie sulla BBC. Nelle intenzioni della rete c’era la ricerca di un programma educativo con lo scopo di trasmettere la scienza e la storia tramite il tema fantascientifico dei viaggi nel tempo. Il target di riferimento è chiaro: i bambini. Da quel giorno nei salotti inglesi cambia qualcosa. Una volta a settimana, per venticinque minuti, numerose famiglie si fermano davanti al proprio focolare elettronico per guardare Doctor Who. Il Dottore entra nelle loro case e comincia la sua grande avventura attraverso lo spazio e il tempo.

Le prime 26 stagioni vengono definite serie classica, mentre nel 2005 inizia la nuova serie (10 stagioni, più una in arrivo a Ottobre 2018, qui abbiamo segnalato i primi rumors). Ognuna delle stagioni della serie classica è divisa in serial, cioè singole storie che seguono un running plot che si sviluppa tra i quattro e i sette episodi.

I numeri parlano da soli: 840 episodi messi in onda, e tuttora in continua produzione. L’evoluzione dello show attraversa la storia della televisione inglese: dalle prime puntate in bianco e nero con un formato 4:3 alle ultime andate in onda nel 2017 in 1080i in formato 16:9 (speriamo presto anche in 4K). Anche il formato è stato coinvolto in questo ‘turbinio‘ dei tempi: la durata era di 25 minuti (dal 1963-1984 e dal 1986-1989) e si è poi andati ad aumentare a 45 minuti (1985, 2005 – in corso). Negli ultimi anni sfiorando anche i 60 minuti e più in determinati episodi speciali. Infatti non possiamo non citare la grande avventura commemorativa per i 50 anni del Dottore – Il Giorno del Dottore (2013).

Nata dalla mente del responsabile delle fiction BBC (il cosiddetto Head of Drama) Sydney Newman, in collaborazione con la produttrice Verity Lambert, Doctor Who rappresenta un’icona contemporanea della cultura popolare inglese. Ma il Pilot non viene visto praticamente da nessuno perché il giorno prima è il 22/11/63, giorno in cui viene assassinato J.F. Kennedy. La produzione decide di riprovarci la settimana dopo trasmettendo la replica del primo episodio seguito dal secondo.

Quindi la serie fa il suo exploit socio-culturale, cominciando la sua ascesa a partire dal quinto episodio (The Daleks) quando appaiono per la prima volta i Dalek, extraterrestri androidi, famosi per la loro frase di battaglia ripetuta continuamente contro il nemico: «Exterminate!». Gli autori non si sarebbero mai aspettati un tale successo. Infatti il giorno dopo la messa in onda diversi bambini inglesi iniziano a giocare ripetendo la frase in continuazione. É diventata un tormentone!

Nella Serie Classica le storie del Dottore sono all’avanguardia per la televisione inglese, ma anche la produzione stessa si dimostra avanti con i tempi. Nonostante si usi una fotografia alquanto semplice, si cerca di curare la scenografia, importante se pensiamo che lo scopo era raccontare epoche diverse visitare dal Dottore. Inoltre le inquadrature sono spesso long take che non usufruiscono troppo del montaggio, e laddove lo si fa, si usa primi piani e piani all’americana. Ciò consente di non mostrare troppo spazio intorno ai personaggi per non perdere l’effetto di finzione  considerando che si gira in interni e in studi dove si ricostruisce l’epoca interessata. Si utilizzano molti campi/contro-campi mantenendo una rigida costruzione dei quadri montati perlopiù da semplici cut o a volte da fade, lasciando la dissolvenza della prima inquadratura sfocarsi nella successiva. Si cerca un effetto di ellissi temporale.

In seguito al successo del Tv show, la BBC decide di puntare economicamente nella costruzione di scenografie più sontuose e verosimili, procedendo anche a un’evoluzione della linea registica, passando dal multiple-camera setup, solitamente usata in studio per le soap-opera, all’uso di steady-cam o carrelli in esterni. Dalla settima stagione classica si passa a una trasmissione a colori, novità che concede una forma più realistica ai mostri.

Nel 1989 Doctor Who si prende una “pausa” per l’abbassamento degli ascolti, ma la volontà è quella di riprendere in futuro. La sospensione effettivamente finisce con la trasmissione di un Tv movie, un esperimento per rilanciare il brand anche in America. La storia prosegue dove è stata interrotta ma non si ha il successo desiderato e il progetto torna in ‘cantina. Però il merchandising prosegue nel Regno Unito con la produzione e la vendita di audiolibri, pupazzi e romanzi.

Doctor Who

Nel 2005 si ha una nuova partenza grazie allo showrunner Russel T. Davies che si prenderà l’incarico di riportare ai fasti di un tempo la serie, ponendo anche nuove basi per una trasmissione oltre i confini Britannici. Il 26 Marzo il Dottore torna in televisione e gli Inglesi sono di nuovo catturati dalle sue avventure, ogni sabato pomeriggio alle 6 p.m.

Il miglioramento degli effetti speciali grafici della nuova serie aumenta la spettacolarità e lo stile visivo varia a seconda della storia ambientata nel passato, presente o futuro. Per esempio tonalità scure quando ci sono avventure all’interno di posti chiusi come caverne o astronavi abbandonate. Tramite il make-up FX e l’animazione digitale il Dottore viaggia verso pianeti mai visitati e incontra nuove forme aliene che sono già nel cuore di vecchi e nuovi fan. (A proposito di fan, qui trovate una lettera scritta da una di loro.)

Ma tornando alla nostra domanda, cosa rende questa Serie Tv così interessante da durare così a lungo?

Sicuramente la sua forza è nella totale capacità di rimodernamento dello stile e dei temi caratterizzanti che la rendono sempre attuale. Per creare questo “effetto di svecchiamento” il team produttivo si è trasformato notevolmente, e periodicamente ci sono stati grandi cambiamenti all’interno della serie.

Doctor Who semplicemente funziona perché ci fa tornare un po’ bambini, intrigati dalla possibilità di poter visitare e scoprire qualsiasi tempo e spazio, senza limiti. Non consci totalmente del fatto che questa potenzialità di andare oltre le barriere la possediamo tutti al nostro interno: quel senso di avventura lo possiamo avere e conquistare con la nostra fantasia.

Se il Tardis – la cabina della polizia – rimane e rimarrà quella, i suoi interni si trasformano e il design cambia a seconda di chi la guida, quindi sempre il Dottore, ma con un volto diverso. Ed è qui che viene introdotto un altro punto importante: il tema della rigenerazione.

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Doctor Who è dovuta stare al passo con i tempi subendo molti tagli. Ci sono stati molti cambi alla regia, al reparto sceneggiatura, alla produzione e al cast principale. L’esempio più importante è quello della rigenerazione”. Inizialmente era un escamotage che lasciava al team produttivo la possibilità di cambiare attore, o che quest’ultimo si liberasse alla fine del contratto per altri impegni. Se all’inizio era una possibilità, ora è diventata una necessità.

Ogni Dottore (attualmente 13 + una versione War Doctor) comporta non solo un cambio fisico – di faccia – ma in parte anche del carattere, che muta nella differenziazione dei comportamenti, sempre presenti in ogni sua “versione” ma combinati ogni volta in maniera e misura diversa. Il profilo psicologico cambia, pone accenti su dinamiche interiori diverse, ma il suo ruolo e la sua funzione nella struttura narrativa rimane sempre quella.

La rigenerazione è diventata il primo espediente che ha permesso alla BBC di realizzare un prodotto di natura così longeva. Grazie a questo stratagemma narrativo la serie ha avuto una grande capacità di rinnovamento e in qualche modo ha insegnato allo spettatore ad aspettarsi questo tipo di cambiamento all’interno della storia. Ed è questa probabilmente la metafora e l’intenzione tematica più forte in Doctor Who.

Il cambiamento spaventa ed è un salto nell’ignoto, la nostra mente non ha nessuna certezza di cosa avverrà dopo ma è proprio ciò a essere stupendo: ogni volta è un nuovo inizio. Inizialmente c’è il dispiacere dell’abbandono e proviamo nostalgia del passato, ma come nella realtà di tutti i giorni, si va avanti, cresciamo e impariamo da ciò che è stato e poi si riparte per il futuro, misterioso e per questo così attraente, fantastico nel suo essere potenzialmente tutto ciò che vogliamo. La nuova partenza segna il cambiamento e come cambiano gli attori nella serie, nella nostra vita cambiano le persone che ci stanno vicino.

Concludo con questa frase tratta dallo special di natale 2013 (7×15): Il Tempo del Dottore. Precisamente nella scena dell’addio dell’Undicesimo Dottore a Clara, poco prima della rigenerazione:

Tutti noi cambiamo, se provi a pensarci. Siamo tutte persone diverse nel corso di tutta la nostra vita. E va bene così, è bello, bisogna continuare a muoversi, non bisogna però dimenticare tutte le persone che siamo state prima. E io non dimenticherò mai niente di quello che ho vissuto. Neanche un giorno. Lo giuro. Ricorderò quando il Dottore ero io per sempre.

Leggi anche – Doctor Who: il macabro mistero dell’interruzione

Written by Lorenzo Console

Amante delle storie e marito delle favole, ma anche amico di fiabe fantascientifiche, cugino di western noir e fratello di racconti d'avventura con elementi fantasy.
Il perchè? E' un giallo. Però tutto ciò che è narrazione mi è famigliare. Comprese le Serie Tv.
To be continued...

Jimmy McGill

Addio, Jimmy McGill

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Perché Doctor Who ha migliorato tantissimo il mio inglese