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Doctor Who e “l’utopia dei teenager stupidi”

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Mentre sorseggio il caffè nella mia tazza rigorosamente TARDIS, scrivo questa recensione di Doctor Who con sentimenti contrastanti.

La puntata (scritta da Frank Cottrell-Bryce, “In the Forest of the Night”) in sé mi è piaciuta leggermente più di quella della scorsa settimana: cattivi inquietanti che urlano “Black Mirror”, un plot twist significativo, un Dottore più vario, altri accenni al misterioso caveau e al giuramento.

Tutto buono davvero … tranne per quel finale troppo frettoloso e una Bill Potts che è un ni, finora.

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