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7 curiosità su Di4ri, la nuova arrivata italiana di casa Netflix

Il 18 maggio è sbarcata su Netflix Di4ri, il nuovo (ma non l’ennesimo) teen drama a tinte italiane venuto a farci compagnia proprio alla soglia dell’estate. Da subito è riuscito a ritagliarsi un posto di tutto rispetto nel catalogo della piattaforma, presentandosi senza indugi come un prodotto giovane che parla ai giovani. Ambientato in una scuola media, un ambiente che potrebbe tranquillamente ricordarci la nostra infanzia, narra le vicende di un gruppo di ragazzi che si affacciano timidamente all’età adulta. Affrontando tematiche tipiche di quell’età (i primi amori, il rapporto con la scuola e l’amicizia) la serie diretta da Alessandro Celli è una ventata di aria fresca che ci da una tregua dal caldo soffocante di questo periodo. Per regalarvi qualche chicca vediamo insieme 7 curiosità su Di4ri, la nuova arrivata italiana di casa Netflix.

1) E’ il primo teen drama italiano su Netflix

Di4ri

Di teen drama su Netflix ne possiamo contare a bizzeffe. Alcuni sono italiani (come Skam Italia, inizialmente distribuito su Timvision e tra i pochi ad aver riscosso un successo evidente nel nostro paese) ma Di4ri è a tutti gli effetti il primo teen italiano prodotto e distribuito interamente da Netflix. Un bel passo avanti, se ci pensiamo: speriamo di vederne altri!

2) Un teen drama decisamente azzeccato

Uno dei punti di forza di Di4ri sta proprio nella sua coerenza: stiamo parlando di attori giovanissimi che interpretano ragazzi della loro età, o quasi. La serie è in grado di parlare ai giovani grazie al suo estremo realismo: tutto, dall’ambientazione al cast, è perfettamente calato nella parte. Una scuola media qualunque, ragazzi comuni, una storia come tante altre. E se è pur vero che altre serie Italiane (come Bang Bang Baby, di cui potete trovare qui la nostra recensione) sono riuscite maggiormente a rompere i vecchi canoni, Di4ri (nel suo piccolo) fa un passo avanti. Con tutto il rispetto del caso.

3) Guest star di tutti i tipi

La serie vanta al proprio interno la presenza di alcune guest star di un certo rilievo: Fortunato Cerlino (i più se lo ricorderanno in Gomorra, dove ha interpretato il ruolo di Pietro Savastano) interpreta il bidello della scuola Paolo, spalla sulla quale i ragazzi possono sempre appoggiarsi. Tra i volti noti spicca anche Larissa Iapichino, campionessa europea under 20 di salto in lungo (la quale ha brillato all’interno di un episodio dedicato ad una gara di triathlon).

4) Un esordio promettente

Di4ri

All’interno del cast di tutto rispetto (soprattutto data la giovane età) rimane impresso il volto di Andrea Arru, che nella serie interpreta Pietro Maggi, un ragazzo popolare e apparentemente superficiale che nasconde in realtà diverse insicurezze. Classe 2007, Andrea è nato a Sassari e si sta rapidamente facendo strada nel mondo della serialità italiano. A soli 14 anni ha già alle spalle, oltre a Di4ri, un ruolo nella fiction italiana Storia di una famiglia per bene.

5) Un’ambientazione pittoresca

La serie è ambientata su un’isola di finzione, nella frazione di Marina Piccola. In realtà Di4ri è stata girata sull‘isola di Ischia, uno dei luoghi più belli e pittoreschi di tutta la Campania. Un’orgoglio italiano fino alla fine, insomma.

6) Quando si parla di campagna promozionale…

Per gli assidui seguaci di Amici questa non sarà una sorpresa: la colonna sonora della serie, infatti, è la canzone Isole di Tancredi (tra i protagonisti del programma di Maria De Filippi l’anno scorso). Il ragazzo non solo si è occupato della canzone portante dello show ma compare come guest star in due episodi della serie.

7) Un incisivo esordio in televisione

Di4ri

Per la maggior parte del cast di Di4ri si tratta della prima esperienza all’interno di un set cinematografico, il primo vero e proprio esordio nel mondo della televisione. Se da una parte è qualcosa che abbiamo già visto (diverse serie televisive, soprattutto italiane, vantano all’interno del cast attori alle prime esperienze) per quanto riguarda Di4ri sembra ancora più azzeccato. D’altra parte si parla del primo vero tentativo (italiano) di raccontare senza filtri quello strambo e per certi versi terribile periodo che sono gli anni delle scuole medie. Che piaccia o non piaccia, per questo gli si deve dare credito.

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