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L’adolescenza tragicomica di Derry Girls: quando la guerra non è l’unico problema

Il catalogo di Netflix è sterminato, lo sappiamo. Le serie tv da vedere sono sempre tante e il tempo poco, perciò capita spesso che vi siano alcuni prodotti di qualità elevatissima che restano nascosti, piccoli tesori che fatichiamo a scovare ma che per fortuna esistono (qui ve ne consigliamo alcuni). È questo il caso di Derry Girls, una comedy storica a tinte teen che, in soli 12 episodi di 20 minuti, è capace di conquistare anche lo spettatore più esigente.

Londonderry, chiamata semplicemente Derry, è una cittadina di circa 80.000 abitanti in Irlanda del Nord, situata proprio sul confine con l’Irlanda. Un luogo che in fondo non avrebbe niente di speciale, se non fosse che negli anni Novanta pochi posti al mondo erano pericolosi quanto una città di confine dell’Irlanda del Nord. Allarmi bomba e attentati sono infatti il pane quotidiano dei protagonisti di Derry Girls, che tuttavia realizzano ben presto di avere tanti problemi oltrea a una guerra civile di cui occuparsi.

Derry Girls

La guerriglia passa quasi in secondo piano quando c’è da trovare il proprio posto nel mondo, no? Quanto è urgente affermare se stessi? E soprattutto, crescere non è già abbastanza complicato senza doversi occupare anche di una guerra civile?

Certo, come spettatori rimaniamo inizialmente spiazzati da questo approccio apparentemente distaccato alla tragedia, ma presto impariamo a conoscere i protagonisti di Derry Girls e proviamo a guardare la storia con i loro occhi, occhi che degli eventi drammatici vogliono essere testimoni privilegiati.

Erin, Clare, Michelle e Orla tra i disordini e le violenza ci sono cresciute, con il tempo hanno progressivamente perso la loro sensibilità alla tragedia e, inevitabilmente, si sono anestetizzate nei confronti della paura di ciò che potrebbe succedere. Alzano gli occhi al cielo se costrette a scendere dall’autobus perché vi sono pacchi sospetti a bordo, non battono ciglio quando trovano fuggitivi sulla loro strada, protestano se il percorso per andare a scuola si allunga per colpa di potenziali minacce riscontrate dalla polizia. La loro reazione è da una parte dovuta all’abitudine, alla convivenza prolungata con la guerriglia, dall’altra a quel peculiare modo di mettere in prospettiva la realtà tipico proprio dell’adolescenza.

Infatti ci accorgiamo ben presto che le quattro ragazze, in primis la protagonista assoluta Erin, non sono affatto persone misurate e dotate di sangue freddo come potremmo dedurre dalla loro relazione quotidiana con la paura, bensì sono spesso propense a teatrali esagerazioni e reazioni spropositate quando il benché minimo inconveniente si palesa nella loro vita privata.

Derry Girls fa infatti ricorso a una comicità basata su gesti esasperati ed esasperanti, nonché sul continuo contrasto tra la freddezza delle quattro protagoniste quando si tratta di avere a che fare con la violenta realtà quotidiana dell’Irlanda del Nord e la loro totale incapacità di tenere le emozioni sotto controllo quando si tratta di affrontare la loro vita privata di adolescenti perennemente in crisi.

I personaggi di Derry Girls, lungi dall’essere bidimensionali, sono caratterizzati da pochi tratti esacerbati, che rimandano a una rappresentazione quasi fumettistica delle loro personalità e avventure. Questo è tanto più vero per le quattro protagoniste, perfettamente complementari tra loro e allo stesso tempo in grado di divertire ed emozionare anche quando prese singolarmente. Vediamo la sboccata Michelle contrapposta all’innocente e stralunata Orla, la regina del melodramma Erin affiancata dalla dolcissima Clare, mentre il nuovo arrivato James – proprio come lo spettatore – rimane un po’ ai margini, confuso e affascinato dalla trascinante follia delle Derry Girls.

Derry Girls

Parlando di Derry Girls occorre stare molto attenti a non confondere il distaccato cinismo delle protagoniste di fronte agli eventi terrificanti che hanno caratterizzato l’Irlanda del Nord negli anni Novanta con la brillante sensibilità con cui la stessa guerra viene rappresentata all’interno della serie. Il contrasto tra l’atteggiamento di Erin, Clare, Michelle e Orla e la tragedia di quanto avviene intorno a loro è reso soprattutto attraverso la figura di James, cugino di Michelle trasferitosi a Derry dall’Inghilterra.

James è costretto a frequentare una scuola fino ad allora esclusivamente femminile poiché, essendo inglese, in un istituto nel quale vi fossero stati altri ragazzi sarebbe stato probabilmente in una posizione di pericolo, rischiando diversi danni fisici. Per le Derry Girls la presenza di James nella loro scuola è (soprattutto inizialmente) un fastidio, l’ennesimo disturbo di poco conto dovuto alla guerra, un sassolino nella scarpa già di per sé piuttosto scomoda dell’adolescenza. Il nuovo arrivato, proprio come lo spettatore, rimane sbalordito nell’osservare con quanta disinvoltura le altre protagoniste parlino di attentati e omicidi, ancor di più se paragonati ai toni immancabilmente tragici ed esagerati che utilizzano per descrivere le loro disavventure scolastiche, familiari, amorose.

Derry Girls, nonostante le apparenze, non è affatto un prodotto superficiale.

Infatti la serie, nonostante i toni spiccatamente comici, non manca di rappresentare sullo schermo momenti toccanti relativi non solo alla guerra, ma anche alla relazione dei protagonisti con le sue conseguenze. Essere cresciute in Irlanda del Nord, in una città di confine, è qualcosa che segna profondamente Erin, Clare, Michelle e Orla, rendendole più umane, più consapevoli di quanto il conflitto possa segnare ogni esistenza. Il loro distacco viene allora a meno quando la paura delle ripercussioni politiche impedisce loro di vivere appieno quell’adolescenza che invece è un momento necessario di crescita, un tentativo di diventare adulte nonostante il mondo che le circonda sembri non avere molto di buono da offrire. Eppure qualcosa di positivo le Derry Girls lo trovano sempre, pronte a vivere ogni giorno al massimo senza mai tirarsi indietro.

Derry Girls diventa allora un inno alla capacità di resilienza degli adolescenti, all’egoismo quando questo è sano, alla capacità di mettere al centro se stesso e chi si ama anche quando sembrerebbe poco importante. Quello che le persone possono fare per rendere il mondo un posto sopportabile è straordinario e straordinarie sono anche le Derry Girls, nella loro “normale” volontà di vivere.

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Scritto da Chiara Bresciani

Divoratrice di storie e aspirante Rory Gilmore.
Nella vita a volte guardo serie tv e a volte leggo, se mi avanza tempo studio politica e media. Mi piace dare la mia opinione quando è richiesta, ancora di più quando non lo è.

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