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Dark 3×05 – Le colpe dei padri e il destino dei figli

Dark 3×05 inizia ponendo una serie di questioni che toccano i quesiti posti fin dalla notte dei tempi dall’umanità:

Perché moriamo? Cos’è la morte? Potremmo sfuggirle, sapendo quando ci aspetta? Il momento della nostra dipartita è predeterminato? La nostra morte è parte di un meccanismo predefinito? Abbiamo tutti una verità in comune, nasciamo e moriamo. Non importa che percorso prendiamo tra nascita e morte.

L’episodio snocciola una sequela quasi insostenibile di morti, concludendo in maniera straziante il ciclo di vita di molti personaggi. Vita e morte, come il titolo di questa puntata, sono le chiavi di lettura di Dark 3×05, il cui finale scatena una serie di interrogativi. Ma prima di arrivarci, è doveroso un tributo a due grandi personaggi secondari di questa serie, che ci lasciano probabilmente per sempre ma che hanno saputo tracciare un segno indelebile nei ricordi di ogni fan di Dark.

Cominciamo dalla morte più straziante e insieme tristemente necessaria: l’uccisione di Peter Doppler per mano di uno sconosciuto, sorpreso dal padre mentre tenta di stuprare la figlia Elizabeth, chiave di volta del paradosso temporale che la vede madre e figlia di se stessa. La sua fine, preannunciata da un inquietante Noah ragazzo, è una dolorosa necessità per l’evoluzione che la preziosa ragazza muta avrà nella serie, in una sequenza che ci riporta alla memoria i momenti migliori di The Walking Dead.

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Lotta per la vita, violenza, post apocalisse che scoperchia i lati più oscuri dell’essere umano, perdita dell’innocenza e insieme rinascita in un nuovo ruolo dopo aver perso ogni traccia del proprio passato. Onore a Peter Doppler, padre che ha saputo riscattarsi dalle colpe del tradimento e delle bugie, sacrificandosi per la figlia. Le colpe dei padri saranno espiate dai figli, in un cerchio di dolore senza fine.

Ma le colpe dei padri possono anche non trovare pace, reiterandosi nel vuoto sconfinato del tempo lasciando un eco di straziante disperazione. Katharina, nel tentativo di sottrarre alla madre, infermiera nel reparto psichiatrico, la chiave magnetica per liberare Ulrich, finisce uccisa proprio da lei al termine di un rocambolesco scontro, che lascia gli spettatori di Dark 3×05 senza respiro per interminabili minuti. Fino all’ultimo speriamo che non sia lei, la donna del lago di cui Bartosz parla nella sua storia di terrore per far paura a Martha: e invece Katharina soccombe, piegata dalla figura di una madre senza amore, che ha dimostrato di essere stata sempre più brava della figlia nell’alzare le mani.

Katharina muore di nuovo, nel flashback del 1986, annichilita dal disamore di quella madre che le grida con crudeltà che avrebbe dovuto liberarsi anche di lei quando ne aveva la possibilità. Non sapendo che è proprio di sua figlia, quel sangue sulle mani che lei usa per colpirla senza pietà né traccia di amore materno. Katharina e Ulrich rimarranno tristemente congelati in un tempo che è per loro foriero di dolore e infelicità: l’una nel lago, a protendere le mani rabbiose verso i bagnanti, gridando la sua impotenza per l’eternità. L’altro nell’ospedale psichiatrico, prigioniero del silenzio e dell’indifferenza, a consumare i suoi giorni senza speranza di rivedere un volto amico.

Ma Dark 3×05 non conclude così la spirale di morte e ci consegna un colpo di scena clamoroso: l’uccisione di Jonas da parte della Martha dell’universo parallelo, così vicina alla Martha con l’impermeabile giallo e insieme separata da lei da un oceano di intenzioni e di comprensione. “Quando sarà il momento, capirai perché”: proprio come Adam, anche Eva si dimostra spietata quando si tratta di condurre la sua missione, uccidendo Jonas in una scena che evoca la morte di Martha nella seconda stagione.

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La morte di Jonas romperà il loop temporale? O si tratta dell’ennesimo sacrificio inutile, incapace di spezzare una catena di eventi che vede Jonas già trasformato in Adam?

Quello che Dark 3×05 rende ormai palese, è che luce e oscurità sono concetti profondamente soggettivi: ogni fazione lavora per se stessa, coltivando il male proprio mentre ostenta il bene. Per il momento il ruolo del figlio di Jonas e Martha, l’inquietante sicario uno e trino, viene lasciata da parte. Così come la destinazione di Agnes e ora di Elizabeth e Charlotte, partite attraverso il buco nero per ordine di Adam. Una figura che rimane ancora anni luce lontana dall’ingenuità di Jonas e dall’idealismo dello Straniero.

Cosa può scatenare una mutazione tale da rendere un ragazzo manipolabile e un uomo dai nobili ideali un marionettista spietato e cinico come Adam? Proprio la sua morte per mano di Martha, che forse era voluta ad evitare questa trasformazione?

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