ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul terzo episodio di Dark Matter 2!!
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Nessuno può fermare il progresso perché nessuno può fermare l’ego umano. C’è questa frase che risuona in tutto il terzo episodio di Dark Matter 2. È come un monito, un allarme. Sta lì a ricordarci che qualsiasi disincentivo a esplorare le vie del progresso si infrange contro lo smisurato desiderio dell’uomo di superare sempre e costantemente i propri limiti. Da sempre l’essere umano si spinge oltre i confini della propria conoscenza. Come un Ulisse tennysoniano, agogna a bere la vita fino all’ultima goccia. È caparbio, assetato di conoscenza, curioso, pervaso da un’atavica brama di possedere i mezzi per superarsi ogni volta. La sete di conoscenza, le scoperte tecnologiche, hanno spinto alcuni uomini alla follia, rendendoli schiavi di se stessi e delle proprie ossessioni.
Jason Dessen è uno scienziato e non fa eccezione. Ciò che accomuna le sue varie versioni in Dark Matter è il desiderio di conoscere e di realizzare le proprie teorie scientifiche. Al di là dei differenti usi che ne hanno fatto i vari cloni, gli strumenti che Jason ha avuto tra le mani lo hanno condotto su una strada senza ritorno. Il progresso è inevitabile perché l’essere umano non si accontenterà mai. Quella distanza dalla perfezione che per sempre lo perseguiterà lo spinge a non fermarsi davanti a niente. A non restare appagato dei propri successi, ma a desiderare di fare sempre un passo avanti.
Il progresso ha una doppia faccia, sin dalla notte dei tempi.
È su questo che prova a farci riflettere Dark Matter 2×03, sulla contraddittorietà del progresso tecnologico. Tutte le nuove conquiste – in campo scientifico, medico, tecnologico, eccetera – se da una parte hanno consentito all’essere umano di vivere meglio, dall’altra hanno creato nuove condizioni di sofferenza. È il rovescio della medaglia, l’effetto collaterale che sfugge alle previsioni. La scoperta di Internet ha stravolto in positivo la vita di miliardi di persone, che hanno avuto accesso a un’infinità di informazioni prima inimmaginabile. Ma l’iperconnettività ha creato sacche di solitudine impensabili. Il senso di alienazione paradossalmente è stato esasperato, creando delle fratture nell’individuo ancora più profonde.
È per questo che Dark Meter 2×03 ha scelto questo titolo: tutto è bellezza, tutto è spaventoso. La puntata di questa settimana racconta in maniera molto sottile questa apparente contraddizione. I Dessen stanno pagando le conseguenze imprevedibili del progresso tecnologico. Le scoperte di Jason hanno trascinato la famiglia in una lugubre spirale senza via d’uscita. Sebbene il fine iniziale fosse apprezzabile, le conseguenze si sono rivelate catastrofiche. È il rovescio della medaglia, appunto. Ciò che Jason sta cercando di fare in questi primi episodi di Dark Matter 2 è di rovesciare ancora una volta la medaglia, in modo da poter appianare la situazione e azzerarne gli effetti. Solo che non funziona così.
Proprio come nel meccanismo della Scatola, l’apertura di ogni porta comporta la creazione di nuove realtà alternative. Realtà che non si possono semplicemente archiviare.
Nel terzo episodio, i Dessen non se la stanno passando malissimo. In un mondo poco contaminato dalla tecnologia, Charlie ha trovato la propria dimensione e Daniela e Jason sembrano poter essere felici. Jason sta provando a distruggere la Scatola, per poter dimenticare il passato e ricominciare da zero, malgrado tutte le difficoltà. Ma come dicevamo in apertura, l’ego umano è smisurato e, davanti alla prospettiva di fare dei passi avanti nella conoscenza di materie oscure, l’individuo non sa issare bandiera bianca. Il protagonista di Dark Matter è soggiogato dal potere della Scatola.
Il trauma dei viaggi nel multiverso ha compromesso la felicità della sua famiglia, eppure c’è ancora una strana attrazione che spinge Jason a cercare di studiare tutti i meccanismi del portale. È la tentazione alla quale non può sottrarsi, la sua indifferibile condanna. In Dark Matter 2×03 il disagio di Jason e Daniela emerge ancora una volta e porta i due personaggi a scontrarsi. Quel senso di paranoia che abbiamo respirare nei primi episodi – e che ha portato i membri della famiglia a tatuarsi le proprie iniziali sulla pelle come segno distintivo da utilizzare al posto delle parole d’ordine – porta Daniela a vedere con maggiore chiarezza i pericoli nelle ossessioni di Jason.
È lui stesso a riconoscerli, lui stesso a considerare che le stesse ambizioni che avevano spinto Jason 2 a sacrificare tutto per la conoscenza animano anche i suoi lati nascosti.
Per questo, in un impeto di rabbia, timore e frustrazione, decide di smantellare la Scatola, distruggendone i vari pezzi. La Scatola però non si può distruggere, almeno non così. Ciò che Jason comprende alla fine di questo episodio è che la Scatola è come una sorta di ancora che, finché continua a esistere in una qualsiasi altra dimensione del multiverso, non può essere distrutta. Si allontana quindi ancor di più l’illusione di un mondo perfetto in cui ricominciare da capo. In continuità con gli sviluppi del secondo episodio, la famiglia Dessen deve constatare la distanza tra la realtà che vive e il mondo ideale nel quale vorrebbe rifugiarsi. Nessuno di loro è più al sicuro, in questo nuovo mondo come negli altri. Finché esisterà il multiverso, i Dessen non potranno sfuggire alle sue complicazioni.
La seconda stagione di Dark Matter sta evolvendo in una direzione indipendente dal romanzo di Blake Crouch. I nuovi sviluppi narrativi stanno portando a continui ribaltamenti di fronte e la puntata di questa settimana raggiunge un primo apice di tensione proprio nel finale. Ryan e Amanda intraprendono il loro viaggio attraverso il multiverso e riescono a tornare a casa, nella realtà originaria dalla quale Ryan è partito. Come riescono ad arrivarci? La Scatola ti porta nella dimensione che il tuo stato d’animo sceglie, ma anche in quella dove c’è la persona che stai cercando. Ryan era sulle tracce di Jason 2 e approda proprio nel mondo originario, nel quale la versione “cattiva” di Jason era rimasta alla fine della prima stagione.
In Dark Matter 2 ricompare così il grande antagonista del primo capitolo della serie.
È un colpo di scena che non riusciamo a metabolizzare, perché nel finale di episodio il ritmo si fa molto più concitato. Gli agenti governativi sono alle calcagna dei viaggiatori. Tutto lo sconquasso delle versioni alternative di Jason ha attizzato le antennine dei Servizi del governo, che ora vogliono comprendere più a fondo il meccanismo della Scatola e catturarne i suoi viaggiatori. La fuga di Ryan e Amanda con Jason 2 nel finale di Dark Matter 2×03 apre un nuovo e interessante scenario narrativo. Come verrà assorbito il ritorno di Jason 2 all’interno della seconda stagione? È un personaggio di cui Ryan e Amanda riusciranno mai a fidarsi? L’alleanza instabile con un antagonista offre i presupposti per un innalzamento della tensione psicologica della serie e resta l’incertezza sulle reali motivazioni di Jason 2, che in questo episodio appare nel ruolo di “salvatore”.
Assodato che il multiverso non è qualcosa che si possa semplicemente cancellare, la Scatola è una realtà con cui bisogna fare i conti. Rispetto alla prima stagione, Dark Matter 2 allarga la caccia. Non è più solo Jason a scappare dai suoi cloni, ma un gruppo molto più nutrito di personaggi, tra cui gli agenti governativi che hanno appena dato il via alla caccia ai viaggiatori. Amanda, Ryan, Jason 2, Leighton e le loro varie versioni stanno usando la Scatola, con finalità e motivazioni diverse. Ma anche MacNamara e le forze governative stanno iniziando a comprendere il meccanismo del multiverso, per cui il conflitto di Dark Matter si è decisamente fatto più ampio e complesso. I viaggi multidimensionali offrono tanto materiale per colpi di scena e innalzamento della tensione.
Chi guarda Dark Matter si muove costantemente sul filo sottile del dubbio.
Non si ha mai la certezza su chi si ha difronte, da quale dimensione provenga, se sia a conoscenza o meno dei segreti della Scatola. È quel che succede con Blair, l’amica di Daniela ricomparsa in questo episodio. Le due si incontrano nella nuova dimensione, ma l’interazione è sempre cauta, moderata, timorosa, attenta a non scoprire troppo le carte. A livello psicologico, questo modo di interagire con il prossimo che impatto può avere su persone già ampiamente condizionate da un’esperienza traumatica? La serie sta stressando i suoi personaggi, sta insinuando il dubbio, la sfiducia, la paranoia, allontanando sempre di più l’utopia di un mondo perfetto e di una vita tranquilla. Il loro destino perciò ci incuriosisce sempre di più.











