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Quel dolceamaro sapore di ignoto che ancora non ci va giù nel finale di Angel

ATTENZIONE: questo articolo contiene SPOILER sul finale di Angel.

Dopo Buffy l’ammazzavampiri, Joss Whedon ci aveva promesso una serie dalle tinte più cupe, un protagonista la cui vita viaggiasse lungo la sottile linea di confine che separa bene e male, giusto e sbagliato. Persino la sigla creata per lo spin-off di Buffy sembrava anticiparne le intenzioni, caricando lo spettatore di sensazioni contrastanti che si espandevano attraverso le note di una melodia triste e portatrice di presagi oscuri. Con Angel, lo showrunner di due tra le serie cult più famose del genere fantasy di fine anni Novanta e inizio anni Duemila, è pienamente riuscito nel suo intento.

Ma Whedon non si è limitato a introdurre il percorso di Angel (David Boreanaz) con toni tragici per poi offrire a lui e ai suoi compagni di battaglie un lieto fine come tanti. No, anche nel finale della serie, che si conclude con la quinta stagione, il regista statunitense lascia intendere che non può esserci una conclusione se il delicato equilibrio che esiste tra luce e buio non rimane tale. L’ago non può pendere verso un solo piatto della bilancia, il mondo non è solo bianco o nero. Ciò che per 17 anni è sembrato a tutti un cliffhanger, il cui unico scopo doveva essere quello di catturare l’attenzione del pubblico per un possibile seguito, in realtà è stata una scelta ben ponderata da parte della produzione, e per il regista non poteva che finire così.

david boreanaz

Eppure, il senso di vuoto che Angel ci ha lasciato, non è mai diminuito.

Negli ultimi minuti che concludono la 5×22, affrontiamo con coraggio e malinconia la morte di Wesley (Alexis Denisof), che si spegne come in un sogno, ingannato da un’ultima piacevole illusione. Si addormenta in silenzio fra le braccia della donna che ha sempre amato, facendosi cullare da un volto familiare e facendosi accompagnare nel suo ultimo viaggio da una donna che, ormai, rappresenta solo il guscio vuoto di Fred (Amy Acker). Illyria ha preso possesso del corpo della giovane Winifred e si è unita alla guerra contro le forze del male che infestano Los Angeles, spinta da un’emozione sconosciuta e fin troppo umana per lei. Lorne (Andy Hallett) compie un ultimo gesto in nome di ciò per cui ha combattuto da quando ha conosciuto gli altri, e poi se ne va, spento e consumato dalla morte a cui ha dovuto assistere e da quella che ha provocato per mano sua.

Connor (Vincent Kartheiser) si riunisce a suo padre nella fine del mondo. Gunn (J. August Richards) lotta con tutte le proprie forze fino a farsi quasi uccidere. Spike (James Marsters) trova finalmente qualcosa per cui valga la pena morire e per cui valga la pena farlo accanto a degli amici. Ed Angel, invece, si comporta come il campione che è sempre stato e come l’eroe che avrebbe sempre voluto essere se non fosse stato trasformato in vampiro.

L’ultima inquadratura della serie ci lascia con ciò che rimane della “Angel Investigazioni”, con i frammenti delle persone che sono state una volta, pronte a buttarsi ancora nella mischia, pronti a tutto per difendere la città e il mondo intero. È qui che il cuore dei fan sobbalza, qui che si ferma definitivamente. Il finale di Angel ci spiazza perché una vera fine non c’è. Nessun nodo viene sciolto, nessuna questione rimasta in sospeso trova finalmente la soluzione che tanto avevamo atteso. Ogni cosa è lasciata alla nostra immaginazione.

Angel

Questo finale scardina i modelli della serie classica e ci lascia da soli a fare i conti con i dubbi e con una sensazione di ignoto che ci risucchia.

Non c’è alcun riscontro per la profezia Shanshu di cui sentiamo parlare dall’inizio della serie, non c’è davvero una battaglia finale per salvare la Terra dall’ennesima Apocalisse. Tutti gli schemi vengono rotti e l’imprevedibilità prende il sopravvento. A distanza di anni, sappiamo cosa Whedon volesse dire con quelle ultime scene. Non esiste una persona, un campione o un eroe che possa sconfiggere il male una volta per tutte. La vita continua con tutte le sue bellezze ma anche con tutte le sue brutture. Angel deve guadagnarsi ogni attimo di questa vita che gli è stata concessa, non può permettersi di rinunciare dopo tutti i suoi tentativi di redenzione. Non è riuscito a ottenere l’umanità sperata, ma questo non vuol dire che non opssa continuare a mostrarsi umano.

Ognuno dei protagonisti cade e si rialza un numero pressoché infinito di volte e per questa, che nella serie è la fatica estrema, non può essere da meno. Bisogna trovare la forza di impettirsi per un’ultima volta e guardare in faccia la morte con orgoglio. Il titolo della puntata (Non svaniremo) non fa che alimentare il senso della lotta eterna contro il male. I personaggi principali non svaniranno davvero, almeno non per quello che è concesso sapere allo spettatore, che rimane sospeso in un limbo di speranza e malinconia per tutto ciò che poteva essere detto o mostrato e per tutto ciò che invece non gli è stato dato. Dapprima, la fine di Angel ci ha lasciato insoddisfatti, poi però la frustrazione ha fatto posto alla nostalgia, e abbiamo finito per credere che il mistero e le incognite che la serie ci ha regalato l’abbiano resa perfetta così com’è.

Angel finale

Certo, i veri appassionati del Buffyverse sanno bene che nella serie a fumetti intitolata Angel: Dopo la caduta la loro storia continua, ma ciò che finisce sul piccolo schermo rimane fissato lì quasi in eterno. È come se tutto ciò che avviene al di fuori del medium televisivo non esistesse realmente, come se non fosse reale e non potesse essere considerato davvero parte della storia.

Un finale controverso ma emozionante, eroico e nostalgico, fantastico e realistico al tempo stesso. Angel ci ha portato all’episodio conclusivo con la promessa di una fine che non può esistere davvero e con la consapevolezza di averci insegnato a non perdere le speranze nemmeno quando ogni spiraglio di luce sembra aver abbandonato la nostra vita.

Per troppo tempo abbiamo temuto il messaggio pieno di incognite che questo finale ci ha riservato, ma è giunto il momento di affrontare a testa alta l’ignoto e tutto ciò che ci fa paura, proprio come hanno fatto, per l’ultima volta, i protagonisti della serie.

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