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Britannia 1×03 – Il vero inizio

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Lo scorso appuntamento ha visto debuttare su Sky Atlantic Britannia, la nuova Serie Tv co-prodotta da Sky e Amazon. Nelle prime due puntate, in prima serata, Roma scava le fondamenta del suo impero coloniale in terra celtica. Questa volta la situazione comincia a farsi più interessante e dinamica rispetto alle prime due puntate dove si è voluto dar più spazio a una presentazione generale delle varie fazioni coinvolte in questo gioco di conquista. Ma partiamo dall’inizio.

Nelle puntate precedenti ci eravamo lasciati con Aulo Plazio e la sua visita ai Druidi in nome di un presunto accordo per conferire la vittoria a Roma. Ed è proprio con lui che comincia questa puntata di Britannia. Un uomo spogliato dalle sue vesti di rigido e spietato comandante, sulle rive di un fiume, ad assaporare la natura. Scrutato in lontananza dai due druidi da cui si era recato. Una visione da subito leggera, fortemente evocativa e naturalistica che accoglie lo spettatore con benevolenza ma da subito suscita delle domande.

“È colmo di luce. Come un bambino appena nato, il nostro bambino.”

Questo è ciò che i druidi commentano in lontananza guardando il comandante romano lavarsi presso le sorgenti del fiume. Quale sarà stato il patto con queste magiche presenze celtiche? Ciò che davvero induce alla riflessione è se davvero sia stato o meno un patto positivo per Roma. L’epilogo della scorsa puntata ne è stato un piccolo assaggio. l’inizio di questa puntata un ulteriore tassello, coronato dall’ultimo, nel suo epilogo. Aulo Plazio, inquadrato nei primi minuti di visione non sarà più presente nelle vicende romane, dove farà da vice il suo sottoposto e amico Lucio. Lo rivedremo solo verso la fine, una volta tornato all’accampamento, come se non fosse cambiato nulla della sua persona. Un comandante fiero e deciso a conquistare quella terra che sembra essere maledetta.

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Eppure, qualcosa sembra essere cambiato, non solo in lui ma in tutto l’accampamento romano. I legionari cominciano ad avere paura, ad ammutinarsi. Vogliono scappare da una terra che già in passato ha visto morire i loro avi. Una terra dannata, dove i morti parlano con i vivi e gli Dei locali non accettano la presenza di Roma. La puntata si chiude con un Aulo Plazio che invoca il nome del Dio che insieme a lui rinascerà: un Dio celtico. La sua mente potrebbe esser stata soggiogata dai druidi che potrebbero volerlo usare per i loro scopi e sconfiggere Roma.

Ma le vicende di Roma non sono certo confinate ad Aulo Plazio. Le vicende di Britannia si spostano su due legionari in avanscoperta accampati in mezzo alla foresta. Due personaggi totalmente nuovi che faranno la conoscenza dell’ex druido Divis. Abbiamo già incontrato Divis nelle puntate precedenti e anche stavolta non abbiamo chiari sviluppi sulla sua missione e sul perché sia stato allontanato dai druidi. Egli sarà però il reale protagonista di questo episodio.

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L’incontro con i due legionari permetterà a Divis di cominciare a mettere a punto il suo piano di infiltrato nei ranghi romani per uccidere il (così chiamato da lui) “demone” invasore. Il suo ruolo in questa puntata è finalmente più concreto e apre la strada a quello che davvero sarà questa Serie. Un plot governato dal misticismo e dalla magia. Quest’ultima con brillante esecuzione dell’ex druido sarà davvero determinante per l’episodio: per tutto lo svolgimento sarà il tramite con cui Divis controllerà le menti dei due legionari portandoli a fare ogni cosa che lui desidera a suo piacimento. Un’ipnosi che sembra essere irreversibile. Non manca purtroppo un’accentuata ridicolizzazione del romano invasore anche con tratti humor. Aspetti che potevano essere evitabili ma di cui già si intuiva embrionalmente la presenza (meno enfatizzata) nelle scorse puntate.

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In Britannia non sono solo i Romani e Divis i protagonisti  di questo episodio. Per quanto riguarda le tribù celtiche, non compaiono in questo episodio i Regnensi, capeggiati dalla regina Antedia, nuovo alleato locale delle forze romane, eccezion fatta per la prigioniera Ania. Quest’ultima rivela a Phenal, figlio di Pellenor, re dei cantiaci, il suo vero presunto scopo. Ania non è altro che l’incarnazione umana di “Brenna”, una divinità locale. Il suo compito è giacere con Phenal per qualche scopo divino ancora sconosciuto. O perlomeno questo è quello che lei ha riferito con eloquenza al figlio del re, ma quali saranno i suoi veri intenti?

Nel frattempo i rapporti tra Pellenor e sua figlia Kerra si fanno ancora più tesi, sopratutto dopo la scoperta del suo piano di ottenere un accordo con i romani ed evitare così la guerra. In questo contesto vediamo un altro tipo di pittura sociale. Una violenza diversa da quella di Roma ma comunque ben radicata e culturalmente accettata dalle tribù locali: la tortura dei prigionieri romani e la punizione decisa dai druidi verso chiunque osi fare qualcosa di non tollerato nella comunità o per il proprio re. Una punizione, quella dei druidi, ancor più violenta della tortura del re nei confronti dei suoi prigionieri. Ed è proprio questa la punizione che dovrebbe spettare a Kerra, proprio come sua madre, la cui unica colpa è stata essere romana. In questo episodio emerge ancor più visibilmente quanto i druidi siano una setta al di sopra delle tribù celtiche, rispettati e temuti, i quali in nome degli dei compiono i loro rituali.

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Come ultimo ma non meno importante il ruolo di Cait: la bambina “senza nome”. Anche per lei non è ancora chiaro lo scopo nella trama ma la vediamo prendere confidenza con gli ostacoli e i pericoli della natura che la rendono, perlomeno all’apparenza, più forte. Cait riuscirà a placare il suo cuore vedendo che il  padre è ancora vivo ma nonostante ciò egli verrà torturato davanti ai suoi occhi. La rabbia verso Roma e la determinazione nel voler liberare suo padre spingono la bambina a incontrare Divis alle prese con i due legionari e costringerlo a cambiare i suoi piani per liberare il padre. La tenacia e la forza di volontà della bambina emergono prepotentemente in questo episodio, nel quale finalmente riesce ad affrontare a testa alta Divis, rischiando anche la vita.

L’episodio 1×03 in conclusione stronca definitivamente ogni legame di carattere storico e attendibile ormai confinato a un essenziale ruolo di sfondo. Un episodio che spiana la strada alla magia e al misticismo celtico i quali sono il vero elemento portante della trama. Britannia si presenta all’altezza delle aspettative per chi vuole un prodotto di questo tipo con poche sfumature storiche. In complesso l’episodio è buono, dinamico e conclude i preparativi per aprire le danze. Speriamo che la prossima settimana non verremo delusi.

Leggi anche – Britannia 1×02: la voce dei morti, la maledizioni degli dei

Written by Enrico Zicari

Non ho nulla di figo e accattivante da scrivere. Sarebbe anche inutile visto e considerato che nessuno legge mai chi scrive gli articoli. Ad ogni modo se vi piacciono le mie idee, seguitemi. Senza giri di parole, qui si parla di serie tv, sintonizzatevi e gustatevi il risultato.

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