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Sul valore oggettivo delle Serie Tv: il caso Breaking Bad

Breaking Bad
Breaking Bad

Sorgono sempre discussioni infinite quando ci si confronta su serie tv, o sui motivi per cui una serie tv debba considerarsi migliore di un’altra. Bene, io oggi vorrei dire la mia su come riconoscere e valutare un prodotto qualitativamente ottimo. Assumo come metro di paragone Breaking Bad. Lo so che siete stufi di sentirne parlare (almeno chi non è riuscito a cogliere la magnificenza di quest’opera), però per me (come credo ormai per tutti) è diventato il termine di paragone assoluto per valutare tutte le altre serie tv.

Vi spiego brevemente: sto parlando di uno dei migliori prodotti, se non il migliore, mai realizzato. Non è la classica serie per tutti, non si basa sull’azione o sul colpo di scena (come altre serie di maggior successo). Va al di là di canoni, o standard televisivi: è un prodotto che è riuscito a mettere d’accordo, sotto tutti i punti di vista, critica e pubblico in maniera ASSOLUTA! Parte in una maniera e si svolge in un’altra, quasi cambiando genere. Citando la lettera di Hopkins: “Quello che era iniziato come una commedia nera, è affondato in un labirinto di sangue, distruzione e inferno. E’ stata come una grande tragedia, greca o shakespeariana”. A mio avviso, si tratta di fattori che pongono Breaking Bad a un livello INARRIVABILE!

Quindi, tornando all’incipit, come valutiamo un prodotto? Supponiamo che, così come nella scuola, si usino in ambito telefilmico pagelle per esprimere giudizi. Sostituiamo quindi alle materie scolastiche i vari parametri usualmente impiegati per giudicare una serie tv: regia, interpretazione, sceneggiatura, ecc. Ebbene, ci saranno prodotti che peccheranno in alcune materie, magari non raggiungendo neppure la sufficienza, e prodotti paragonabili ai “primi della classe”. In questo caso, la serie che sto usando come termine di paragone (Breaking Bad), prenderebbe 10 in ogni materia. Odo già voci strepitare: “e chi stabilisce questi voti?”, “che ne è dei gusti personali?”. Fermi tutti: aspettate!

Vi propongo un esperimento mentale. Prendiamo 100 addicted (con pareri differenti) che hanno visto, dall’inizio alla fine, una serie qualunque, e raccogliamo il loro parere “soggettivo”. Una volta raccolti tutti i pareri, noteremo che una buona parte si sarà espressa in una maniera analoga, annullando la minoranza e trasformando, quindi, tanti singoli pareri “soggettivi” in unico giudizio “oggettivo” (un simile esperimento lo si può realizzare concretamente, per esempio attraverso sondaggi online).

“Sì, ma ognuno guarda quello che vuole!”

Quante volte avete sentito pronunciare questa frase? Vi siete mai accorti che sono sempre le stesse persone a dirla? Ma che vuol dire “quello”? È qualcosa di indefinito; la frase è finta e buonista, un giustificarsi per ciò che si guarda… una scusa! “Quello che vuole”, nell’ambito telefilmico, io lo divido in due categorie (e non potrebbe essere altrimenti): buono/ottimo prodotto e prodotto di m***a.

Quando si sta parlando del prodotto buono/ottimo, il “quello” viene magicamente avvalorato, senza vergogna, col titolo della serie tv cui ci si sta riferendo (ci avete mai fatto caso?). Al contrario, il “quello” resta indefinito: sta a indicare che la serie tv che non si ha il coraggio di pronunciare è quella di cui si è consapevoli, stando all’esperimento di cui sopra, che è una serie tv “oggettivamente” di m***a! Quindi basta con questa frase: non ha motivo di esistere!

“Eh, ma tu non capisci un c***o!”

Ci può anche stare, lo accetto, ma a queste persone rispondo (e a voi che vi rispecchiate nel pensiero di uno stupido sciocco quale sono consiglio di fare lo stesso) così: “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che si avvicina il più possibile a Breaking Bad!”

A cura degli amici della pagina ‘Seriamente Tv’

Un saluto agli amici di Seriamente Tv e Breaking Bad – Pagina Italiana !

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