Hall of Series DISCOVER

Per chi guarda le serie TV sul serio

Per trovare cosa guardare dopo o per approfondire quello che stai già guardando.

  • Scrivici cosa cerchi su WhatsApp e ti rispondiamo noi Esempi di richieste: «Ho finito Succession. Cosa guardo ora?» «Crime scandinavo da iniziare stasera»
  • Classifiche per trovare cosa iniziare e articoli per approfondire quello che stai già guardando. Con la newsletter e su WhatsApp.
  • Lettura senza interruzioni Zero pubblicità, articoli su una sola pagina, accesso illimitato.
Più conveniente
Piano annuale
€19,90/anno
30 giorni gratis
Inizia Gratis Nessun addebito ora
Piano mensile
€2,90/mese
30 giorni gratis
Inizia Gratis Nessun addebito ora

30 giorni gratis · cancella quando vuoi

Vai al contenuto
Home » Black Mirror

Le 5 canzoni più iconiche di Black Mirror

Guardando Black Mirror abbiamo pianto, ci siamo arrabbiati, abbiamo riflettuto, abbiamo provato quel senso di angoscia strisciante che solo questa serie ci sa dare. Ma abbiamo anche ascoltato dell’ottima musica. Black Mirror è una vera miniera d’oro per gli appassionati: il solo episodio speciale interattivo Bandersnatch contiene un sacco di perle dei mitici anni Ottanta. Abbiamo raccolto quelle che secondo noi sono le canzoni più rappresentative della serie distopica, non solo per il loro valore intrinseco, ma anche per il ruolo che rivestono nei singoli episodi.

Pronti a versare una lacrima sul dancefloor?

1) Frankie Goes to Hollywood – Relax

black mirror


Quando questa canzone uscì nel 1984 (anno in cui è ambientato questo episodio speciale di Black Mirror) fece scandalo. Non solo per il video, girato in un gay bar sadomaso, o per l’aggressiva campagna pubblicitaria in cui si tiravano in ballo i Duran Duran con affermazioni sessualmente esplicite, ma soprattutto per la tematica del testo, che parla esplicitamente di orgasmo. In Black Mirror diventa una sorta di metafora del martellamento costante a cui è sottoposto il protagonista. Non c’è relax per lui, costantemente in preda all’ansia, alla sensazione che qualcosa di più grande lo stia manipolando. E in effetti, è proprio così: e tutti abbiamo fatto un salto sulla poltrona quando il protagonista si rivolge a noi, e ci siamo sentiti un po’ colpevoli e malvagi.

Proprio come Charlie Brooker voleva.

Vuoi smettere di perdere tempo a cercare una serie da vedere? Trova quella giusta per te →

Pagine: 1 2 3 4 5