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Better Call Saul 2×06 – Un’offerta che non si può rifiutare

L’insonnia è una brutta bestia e Jimmy lo sta imparando a sue spese, trovando serie difficoltà a dormire nella sua nuova casa e nel suo nuovo letto. E’ l’una di notte e non riesce a dormire, guarda il soffitto ma Morfeo non arriva, così decide di alzarsi e accendere la tv; pessima idea! Durante il più classico degli zapping notturni si imbatte in uno spot pubblicitario della Davis & Main sulla causa contro la Sandpiper freddo, vuoto, privo di emozioni, lontanissimo da quello che aveva girato lui. Si incazza e prova a tornare a dormire. Si rialza, inizia a giocare in casa con delle palle improvvisate a basket e calcio finché non decide direttamente di uscire e di recarsi nel suo vecchio studio nel salone di bellezza; lì apre il suo vecchio divano-letto, ci si stende su e il sonno magicamente arriva subito.

Kim si sveglia e prima di andare a lavoro tentenna davanti al telefono, aspetta una chiamata che puntualmente arriva, ma alla quale lei non risponde. Parte la segreteria e si sente una canzone “Bali Ha’i”, tratta da un musical intitolato South Pacific; al termine della canzone si sente la voce di Jimmy che le dedica la canzone e che la prega di richiamarlo. Evidentemente la donna è ancora in collera con lui e continua ad ignorarlo. Jimmy scrocca un caffè alla proprietaria del salone, mentre Kim si risistema all’interno del suo ufficio dimostrando così che la sua tenacia ha avuto la meglio sull’ostruzionismo di Howard che, però, continua ad ignorarla anche quando gli dice di non aver chiesto a Chuck di intercedere per lei mentre vanno ad incontrare Kevin e Page, i due nuovi facoltosi clienti dello studio e dei quali al momento sappiamo poco o nulla ancora.

Stacco su Mike che rientra a casa con la spesa e trova ad aspettarlo sui gradini un uomo mandato da Hector Salamanca che aspetta una risposta; Mike da vecchio duro qual è rifiuta e una volta a casa toglie dai sacchetti della spesa della carta copiativa e un tappeto di benvenuto che metterà davanti la porta d’ingresso.

Passiamo all’udienza preliminare della class action e vediamo Kim lasciata da sola da Howard a sbattersi contro gli avvocati della controparte per non permettere la visione pubblica delle cartelle cliniche dei pazienti della Sandpiper, mossa per cercare indubbiamente di spaventare gli anziani e farli desistere dall’andare avanti con la causa. La donna fa un buon lavoro, ma il giudice sembra propenso ad accogliere la mozione, riservandosi però il diritto di pensarci prima di esprimere il suo giudizio. Al termine Kim viene avvicinata dall’avvocato Schwelkart della controparte che si complimenta con lei e la invita a pranzo. Una volta a tavola l’uomo racconta un episodio analogo a quello di poche ore prima successogli in giovane età, con il suo capo di allora che lo lasciò da solo ad un udienza dibattimentale e lui perse nonostante ci avesse messo l’anima ma, allo stesso tempo, capì così che quello non era il suo posto. Questa premessa per proporre a Kim di andare a lavorare per loro, non come semplice avvocato ma addirittura come Socia dello studio.

Torniamo a Mike che dimostra per l’ennesima volta di avere un intuito e una furbizia che molti giovani presunti gangster se la sognano la notte. Sotto il tappeto di benvenuto all’ingresso aveva messo una carta copiativa per poter capire in anticipo, tramite le impronte delle scarpe, se ci fosse qualcuno in casa sua e così è avvenuto. Entra di soppiatto, ispeziona tutta la casa, poi crea un diversivo e fa uscire allo scoperto i due uomini, li colpisce con il calcio della pistola alla testa, li mette ko e infine li caccia via, confermando la sua decisione di rifiutare la proposta del loro Boss. La scena si sposta in piscina con la nipotina che nuota e il nonno da fuori che la osserva e gioca con lei, quando si accorge di due uomini sul tetto di un palazzo di fronte che li osservano e minacciano da lontano. Preoccupato, decide di voler risolvere la questione una volta per tutte e così lo vediamo andare da Hector con il suo solito fare deciso, per nulla intimorito dall’essere in una situazione di 1 contro 5 quando dice “o usciamo da qui con un accordo o tutti morti”. Hector lo apprezza “lo dicevo io che questo ha le palle” dice ai suoi uomini in spagnolo e dopo aver giocato al ribasso (“l’offerta per i 5 mila è scaduta, ora ti autodenuncerai per la pistola in cambio della tua vita”) e aver ascoltato il rialzo di Mike (“o mi dai 50 mila oppure non usciamo vivi da qui”) alla fine trovano l’accordo. Mike così poco dopo riceve Nacho in casa sua con i soldi e gli restituisce la metà, 25 mila $, per non aver portato a termine il lavoro con Tuco per il quale lui lo aveva pagato e, soprattutto, perché “il tuo problema tornerà a farti visita prima del previsto”.

better-call-saulNel frattempo Kim è seduta al tavolo del bar-ristorante dove il giorno prima aveva pranzato con Schwelkart e rimugina con il bigliettino da visita in mano sulla proposta; un uomo le si avvicina offrendole da bere e lei telefona a Jimmy volendo ripetere il gioco-truffa fatto qualche tempo prima ai bordi della piscina e dell’hotel dove lui si era rifugiato. L’uomo molla il lavoro, l’assistente e la scassa minchia Erin sempre più insopportabile e si fionda da lei. La messinscena può andare in onda e i due strappano un assegno da 10 mila $ a Dale, ingegnere voglioso di sperperare i propri soldi in un’impresa di cui non sa un accidente con due persone di cui conosce ancor meno. Ma Kim dice a Jimmy (dopo aver passato la notte insieme a casa sua) che vuole tenersi l’assegno solo come souvenir senza incassarlo. Inoltre si scusa con lui per aver insistito per fargli accettare il posto alla Davis & Main nonostante lui inizialmente fosse contrario.

La scena finale è apparentemente inutile ma come spesso accaduto, la cura dei dettagli da parte di Gilligan è fondamentale: Jimmy entra in macchina e per l’ennesima volta tenta di infilare la tazza da caffè portatile che gli ha regalato Kim nel portatazze dell’auto ma, come sempre, non riesce in quanto troppo piccola. Così, con naturalezza e impeto, scende dalla macchina, prende il crick dal cofano e rompe il portatazze così da farci finalmente entrare la sua bella tazza gialla. Un pazzo!

Possiamo sostenere senza dubbio che le emozioni principali della trama vengono da Mike e dalle sue azioni/reazioni. L’uomo inizia ad essere sempre meno il “custode del parcheggio del tribunale” e sempre più quello dei lavori sporchi e che deve sporcarsi le mani per poter sopravvivere (emblematica la scena in cui lava la pistola con la quale ha colpito i due scagnozzi di Hector e con essa anche le sue mani sporche di sangue). Kim acquisisce sempre più importanza puntata dopo puntata passando da una semplice comprimaria che crea empatia a una protagonista vera e propria, scalzando dal ruolo Chuck che ormai si vede sempre più di rado e sempre con minor importanza. Jimmy continua invece a navigare a vista tra l’amore che prova per lei e il desiderio che la donna lo perdoni e il suo lavoro, portato avanti controvoglia (soprattutto dopo l’intervento dell’onnipresente Erin) e non senza difficoltà. E se posso fare una previsione, credo che tra pochissimo tempo, non più di un paio di episodi, Jimmy lascerà lo studio. E che ne vedremo davvero delle belle!

Paolo Martina

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