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Ci sono 10 easter eggs in Better Call Saul che (probabilmente) non avete mai notato

Better Call Saul
Better Call Saul

Che Vince Gilligan, regista e produttore di Better Call Saul, ammanti le sue opere di simbolismo e ricercatezza è un dato di fatto. Che vi sia spazio anche per inaspettati easter eggs forse non tutti l’avranno notato. Si tratta in particolare di riferimenti e strizzate d’occhio a Breaking Bad, iconica Serie dal successo planetario. D’altro canto lo spin-off più apprezzato degli ultimi anni ha un forte debito di riconoscenza nei confronti della Serie Madre. Senza la fortuna di Breaking Bad, sarebbe difficile immagine Better Call Saul.

Nello stesso tempo, come messo in luce più volte, la Serie con protagonista Jimmy McGill ha avuto la straordinaria capacità di svincolarsi dalla pesante eredità paterna e raggiungere una sua autonomia concettuale ed espressiva. Passiamo allora in rassegna alcuni simpatici esempi di auto-citazionismo che hanno contribuito a impreziosire Better Call Saul lungo queste tre stagioni.

1) Say my nameBetter Call Saul


Iniziamo con un easter egg che ci catapulta immediatamente in una delle scene più iconiche dell’intera Breaking Bad. Siamo nel settimo episodio della quinta stagione. Heisenberg costringe il villain di turno a pronunciare quel suo alias che tanto terrore incute in tutti. Una scena evocativa della deriva morale del professor White e della sua finale trasformazione.

Bene, a quanto confermano gli autori stessi, il fondale desertico utilizzato per la scena è stato riutilizzato in Better Call Saul. Seconda puntata della prima stagione: Tuco sta per giustiziare i due giovani truffatori amici di Saul. Grazie alla parlantina di Jimmy, però, il brutale assassinio è evitato.

Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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