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Perché 13 Reasons Why non dovrebbe essere reso obbligatorio nelle scuole

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Sono passate quattro settimane dall’uscita di 13 Reasons Why e ancora non si smette di discuterne. Vuoi per gli scottanti e attualissimi temi trattati (bullismo, stupro, autolesionismo, coming out, depressione, suicidio), vuoi per la giovane età dei protagonisti (perché il mito vuole che i ragazzi siano sempre innocenti), vuoi per la (poca) presenza di adulti spesso assenti, la nuova Serie Tv targata Netflix è diventata un vero e proprio caso mondiale, ricevendo sia critiche feroci che lodi esagerate. Perché, al solito, le mezze misure non si conoscono.

Tanto che qualcuno sul web è arrivato persino a lanciare una petizione per rendere la visione di 13 Reasons Why obbligatoria nelle scuole superiori.

Un’idea che, di certo, nasce sull’onda dell’entusiasmo, e che ha raccolto tantissimi consensi, scatenando peraltro dure polemiche.

13 Reasons Why

Devo ammettere che, quando ho visto che era stata lanciata questa petizione avevo appena finito di vedere 13 Reasons Why ed ero anch’io sull’onda – più che dell’entusiasmo – dell’emozione e anch’io ho pensato che fosse un’ottima idea. E vi spiego perché lo pensavo.

13 Reasons Why mette in risalto come anche un gesto sciocco e all’apparenza banale – come scattare una fotografia a una ragazza che scende con la gonna da uno scivolo, come non negare di essere stati a letto con lei quando la cosa non è mai successa, come inserire il suo nome in una stupida lista sulle ragazze più hot e designarla come “miglior culo” – possa avere delle conseguenze. Justin e Alex, così come la stessa Jessica, non volevano fare del male ad Hannah. Nessuno di loro voleva realmente ferirla.

Nessuno di loro voleva farla sentire una vittima.

E con questo non sto dicendo che Hannah sia esagerata nelle sue reazioni, o che sia solo una ragazzina viziata in cerca di attenzioni. Quello che sto cercando di dire è invece che ogni nostra azione, anche quella che ci sembra più innocente o “normale” può avere delle conseguenze che non immaginiamo neanche. E che quindi dobbiamo stare molto, molto attenti. Perché non possiamo mai sapere mai come potrebbe reagire un’altra persona.

Justin, Alex, Jessica (e tutti gli altri) non sono altro che il battito d’ali della farfalla in Brasile che causa l’uragano in Texas. In pratica, senza di loro, Hannah non sarebbe probabilmente mai stata notata da Marcus o da Bryce, probabilmente non sarebbe caduta in depressione, probabilmente non sarebbe stata stuprata, probabilmente non si sarebbe suicidata.

Quindi, far vedere la Serie ai ragazzi, ai liceali un po’ incauti che dovrebbero imparare il valore che può avere per una ragazza un po’ più fragile la parola “puttana” o “sfigata” o “cessa”, potrebbe essere una buona cosa. Potrebbe portarli a essere più consapevoli, a stare più attenti, magari a evitare di spingersi troppo in là.

Insomma, la visione di 13 Reasons Why obbligatoria nella scuola non mi sembrava affatto una cattiva idea. Ma poi l’ho cambiata, questa idea, e sapete perché? Perché mi sono ricordata com’era la vita nella mia classe esattamente dieci anni fa, quando avevo l’età di Hannah, e l’effetto che avrebbe avuto la visione di questa Serie.

Io lo so cos’avrebbero detto i ragazzi e la ragazze della mia classe, sento distintamente le loro voci nella mia testa: “Hannah era solo in cerca di attenzioni”, “Hannah era figa ed era apprezzata per quello, ma di che cosa si lamentava”, “Hannah se la menava soltanto, era una figa di legno, che friendzonava il suo migliore amico”, “Hannah se l’è cercata, che ci è andata a fare a una festa a casa di uno stupratore?” “Hannah se l’è cercata, è entrata di sua spontanea volontà nella vasca”, ecc. ecc. ecc.

In pratica, avrebbero biasimato la vittima, come in fondo succede spesso e come tanti stanno facendo proprio dopo aver visto questa Serie. E ora, provate a immaginare una ragazza (ma anche un ragazzo, eh) che sta vivendo la stessa situazione di Hannah, che si ritrova sola, senza amici, additata come la “puttana” della scuola (o come la “cessa”), che magari ha già pensieri suicidi perché non trova una via d’uscita a quella situazione, perché quando siamo al liceo, questo ci sembra infinito: il futuro è solo una vaga incertezza, qualcosa che sai che arriverà un giorno, ma quel giorno sembra così lontano, così irraggiungibile… Al liceo, esiste solo il presente.

Riuscite a immaginare questa Hannah liceale che guarda 13 Reasons Why, che vede che chiedere aiuto non serve a niente perché neppure la protagonista di questa Serie Tv l’ha ricevuto, che vede che non ci sarà un futuro migliore perché tutto il mondo è così, persino quell’America tanto sognata qui in Italia, che si sente dare della “malata di attenzioni”, che vede i compagni deridere Hannah e quindi inconsapevolmente lei stessa…

Pensate a questa ragazza e ditemi se la costringereste a passare tutto questo.

Leggi anche: Che cos’è 13 Reasons Why

Scritto da Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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