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10 motivi per amare Earl Hickey

Earl

Uno degli uomini più strani che abbia mai visto. Un personaggio paradossale, che nel suo essere assurdo e strano ci fa riflettere, senza moralismi, sulla nostra vita. Ci fa ridere per le situazioni in cui finisce per cacciarsi e per il modo con cui riesce a mettere le cose a posto, per le disavventure, per il suo duetto con Gamberone. Sto parlando del buon Earl Hickey, un uomo una garanzia.

Tutti nel corso della nostra vita abbiamo fatto un bel po’ di bastardate, chi più e chi meno. Quel che conta è che abbiamo capito a nostre spese che il conto alla fine si paga sempre in qualche modo, quasi che veramente esista questa forza organizzatrice e riparatrice di nome “Karma”. Cosa deve aver pensato Greg Garcia quando ha deciso di creare My Name Is Earl? Forse avrà semplicemente immaginato cosa avrebbe dovuto fare lui stesso per mettere a posto i casini fatti nella sua vita. Per poi chiedersi: e se qualcuno si impuntasse per farlo veramente? 


Così, all’improvviso, deve essergli venuto in mente questo uomo-cartoon che ha essenzialmente una caratteristica: è un bastardello meschino in una meschina cittadina di provincia americana. Non un grande uomo, con grandi doti, che dopo averle usate per il male le usa per il bene. No. Un criminale da strapazzo, senza doti apparenti (anzi, senza doti), senza un soldo e che ha sempre fatto il bastardo fondamentalmente per tradizione di famiglia.

Ecco dieci motivi per cui l’ho amato e continuo ad amarlo.

1) Jason Lee

È un attore con la faccia da cartone animato, proprio come Bruce “Ash Williams” Campbell. Ha un’espressività che trasmette subito allegria con quella punta di bastardaggine che non guasta mai.

My name is earl

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