ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla due stagioni di Your Friends and Neighbors!!
Non sai che serie iniziare?
Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →La comunità di Westmont Village poggia quei colonnati di marmo che si trovano sull’uscio di certe abitazioni sfarzose della città: eleganti, sinuosi, possenti, apparentemente stabili. Il mondo luccicante di Your Friends and Neighbors è un depliant di una casa di lusso. Tutto al proprio posto, tutto impeccabile, pulito, arioso, luminoso. Non vi si trovano sbavature o chiazze sul muro. Niente schizzi sul pavimento o vecchi disegnini sulle pareti sui quali qualcuno ha passato distrattamente una mano di pittura. La comunità di Westmont Village è una comunità realizzata, che ha scalato gli ultimi gradini della scala sociale e ora si gode la cima più alta.
Chi non vorrebbe abitare in una di quelle case lì, con un corridoio così spazioso da poter ospitare un campo da basket? Chi non vorrebbe uscire da quei chilometrici vialetti di casa a bordo di un’automobile comprata con un assegno a cinque zeri? Lo spazio abitato dai protagonisti di Your Friends and Neighbors è uno spazio delimitato, ad accesso privato. Una zona a traffico limitato, in cui transitano solo quelli a posto, con tanti soldi in banca, con i figli nei più prestigiosi college del paese, con le donne delle pulizie, i personal trainer, i giardinieri fidati e i pass riservati per il parcheggio.
Sembra una giostra perfettamente collaudata, programmata per fare esattamente lo stesso giro, mostrarsi al pubblico, attrarre l’attenzione con i suoi suoni dolci e melodiosi e incassare i soldi della corsa.
Questo universo è costruito per essere incrollabile, per sorvolare le intemperie senza lasciarsene mai sfiorare. Per restare in piedi anche quando tutta l’altra parte di mondo – quella meno patinata, meno fortunata e con meno soldi in cassaforte – viene rovinosamente giù. Quella del crollo è un’ipotesi neppure concepita, in un mondo come quello di Your Friends and Neighbors. Non si precipita. Al massimo si rimbalza, si tocca terra solo per un istante, ma poi si viene sbalzati di nuovo in aria. Jonathan Tropper ha voluto tastare la durevolezza di questo microcosmo elitario spalmato nel cuore dell’America capitalista. Per vedere, probabilmente, dove si ravvisano le prime crepe.
La prima stagione della serie ci ha mostrato subito che, anche in un mondo perfetto come questo, la terra può tremare forte e far franare tutta l’impalcatura. Quella di Coop è completamente deflagrata su se stessa. Si è afflosciata in un attimo, lasciando detriti sparsi tutt’intorno. Coop è un personaggio tutto raggomitolato nei suoi dubbi. Lasciato dalla moglie – che è andata a letto con il suo migliore amico -, senza più un lavoro e con un’infinità di spese extra lusso cui dover fare continuamente fronte, il personaggio di Jon Hamm si è trovato sbalzato dalla sella e costretto a sbattere la testa contro la realtà. Quella vera, quella spigolosa e difficile, in cui tutto è posto perennemente in discussione.
Ha iniziato a chiedersi chi fosse quell’uomo che indossava i suoi abiti eleganti. Che viaggiava a bordo della sua costosissima auto e che frequentava quei circoli per ricchi in cui tutti sorridono sempre come se avessero vinto alla lotteria.
Coop ha messo in discussione se stesso, rispondendo a un bisogno intimo di evadere da quella prigione dorata. In Your Friends and Neighbors, non si parla solo di crisi di mezza età. O meglio: questa non è solo una questione di età anagrafica, di riflessioni e bilanci cui ci si accinge raggiunta la cinquantina. La crisi di mezza età viene vista qui come una crisi identitaria suggerita dal fatto che vita professionale, qualità delle relazioni personali e status economico non bastano da sole a raccontare chi sei e, soprattutto, ad assicurarti la felicità. Partendo da questa riflessione, la prima stagione di Your Friends and Neighbors ha costruito tutto l’arco narrativo di Coop. Che, da brillante uomo di affari, si è trasformato in un ladro d’appartamenti. E, poco alla volta, ci ha provato anche gusto.
I primi episodi erano fondamentalmente concentrati sul suo personaggio, posto in relazione col contesto circostante. I comportamenti degli amici, le false certezze di Mel, l’ipocrisia delle persone che lo circondavano hanno innescato in Coop un meccanismo per il quale ha smesso di sentirsi parte di quel mondo e ha iniziato a usarlo solo come diversivo. Non era più lui ad essere un ingranaggio atto a far funzionare la ruota dentata di quell’universo perverso, ma quello stesso universo ad essere uno strumento nelle sue mani. L’incantesimo si era dunque rotto. La giostra si era fermata e, senza più quella grande impalcatura di distrazione, la realtà è apparsa in tutta la sua ridicola banalità.
Il punto di partenza della seconda stagione di Your Friends and Neighbors è proprio questo.
Ma i nuovi episodi – andati in onda questa primavera e disponibili tutti su Apple TV+ – hanno messo in atto un’operazione ancora più corrosiva. L’introduzione del personaggio di Owen Ashe (James Marsden) – il Grande Gatsby – ha aperto la strada a una serie di riflessioni. Che, stavolta, hanno riguardato tutti i personaggi. Non si tratta più solo di Coop: ogni individuo che fa parte di quel mondo è portato a interrogarsi su quel che ha e se questo sia davvero abbastanza. Owen Ashe diventa un’unità di misura sulla base della quale misurare i propri successi. E sappiamo che, quando si inizia a sfrigolare quel materiale, si approda a una nuova consapevolezza di sé.
Una consapevolezza che abita ai confini della crisi, del crollo. Giunti nella fase culminante della loro parabola di vita, i personaggi di Your Friends and Neighbors iniziano a guardarsi indietro e a domandarsi se tutto ciò su cui hanno investito abbia avuto un senso oppure no.
Dopotutto, si parte dal riflettere su ciò che si ha per arrivare a capire ciò che si è.
Barney trova il coraggio di sfidare il suocero ed è costretto a ridisegnare la propria vita con l’arrivo di un altro bambino. Nick prova a far crescere la sua catena di palestre, ma si vede lontano un miglio che, con la carriera di giocatore dell’NBA ormai alle spalle, non sa esattamente come reinventarsi. Ali e i giovani Cooper si mettono in gioco e si sforzano di capire quale sia la loro strada. Mentre Sam deve fare i conti con gli sguardi inquisitori e malevoli di tutta Westmont Village per gli eventi del suo recente passato.
È tutto rimesso in discussione, tutto in subbuglio. Anche se le mega feste in abiti eleganti cercano di mascherare quel piccolo disordine che si fa largo nella vita di ognuno.
Ma chi ha la peggio, come sempre, sono Coop e Mel. Rispetto agli episodi della prima stagione, in questo nuovo capitolo la sceneggiatura riserva molto più spazio al personaggio di Mel. All’inizio era solo un elemento del contesto, un tassello da inserire nel puzzle per comprendere meglio la vita e le scelte di Coop. La seconda stagione le ha invece dato una profondità maggiore, scoprendone insicurezze e fragilità. Per aver iniziato una storia con il migliore amico di suo marito, Mel doveva essere una donna insoddisfatta. Bella casa certo, bella famiglia, uno status sociale invidiabile, ma nel profondo c’era qualcosa che non si incastrava bene con le sue aspettative di vita.
La relazione con Nick aveva provato ad allontanare quei fantasmi, convincendola che tutti i suoi problemi fossero legati alle questioni della sua vita matrimoniale. Invece, nella seconda stagione, scopriamo che non era così. Ci sono tanti piccoli vuoti che Mel si trascina dietro. È una donna arrivata a metà della sua vita, un periodo in cui si finisce inevitabilmente per fare dei bilanci e per chiedersi se tutta l’esistenza vissuta fino a quel momento abbia avuto un senso. Evidentemente molte delle risposte a queste domande non soddisfano Mel, che è il personaggio più in crisi nel corso di questa stagione.
Mentre Coop ha già preso consapevolezza del suo crollo, Mel si trova ancora allo stadio precedente.
È tutto confuso, complicato, incomprensibile. I dissapori con sua figlia contribuiscono ad acuire una crisi che ha delle radici molto più profonde. Mel non è a un bivio. Si trova piuttosto seduta sul bordo di un marciapiede, sulla stessa striscia d’asfalto che percorre da una vita, e non sa più se quella sia la sua strada. O se lo sia mai stata. Your Friends and Neighbors getta sotto i riflettori un tema complesso come quello della menopausa e del crollo delle certezze di una vita. Non si tratta di ragazzini alla ricerca della propria identità. I personaggi di Your Friends and Neighbors sono adulti con un vissuto importante alle spalle. Solo che, a un certo punto, si rendono conto che quel vissuto lo hanno attraversato solo da spettatori e mai da protagonisti.
La rabbia apparentemente incomprensibile di Mel diventa quindi molto più decifrabile alla luce del suo attuale stato emotivo. I primi scompensi ormonali, le difficoltà che ha nel comunicare con la propria famiglia, la paura di non essere più guardata come donna, la portano a cercare un senso molto più profondo nella sua vita. Un senso che, molte volte, si fa fatica ad afferrare e allora si brancola perciò nel buio, in assenza di punti fermi su cui poggiarsi. Sono proprio le riflessioni da crisi di mezza età a riavvicinare Mel e Coop. È come se entrambi, per tappe diverse e i modi diversi, avessero pian piano scrollato il velo da quella vetrina dorata che era la loro esistenza e avessero iniziato a vedere le prime storture.
Coop ha cercato una scappatoia da quel mondo reinventandosi come ladro di appartamenti, ma il suo arco narrativo è ancora lontano dal chiudersi.
L’arrivo di Owen Ashe e la morte di suo padre lo hanno scombussolato ancor più di quanto non lo fosse nella prima stagione. Coop è già a uno stadio avanzato del suo percorso di maturazione e lo si intuisce innanzitutto dal modo nuovo in cui guarda il mondo del quale ha fatto parte fino a quel momento. Mel lo segue a stretto giro. Le vite di entrambi sono entrate in una nuova fase, stanno abbracciando una nuova consapevolezza di sé. Ma quel percorso non è mai semplice e libero da ostacoli. Al contrario, per ritrovare se stessi, nudi e vulnerabili su un palcoscenico finalmente privo di maschere, è necessario sprofondare nel proprio crollo emotivo e riemergerne con nuovi punti fermi.
Il fatto che Your Friends and Neighbors sia stata rinnovata per una terza stagione (lo avevamo capito guardando il finale) ci indica che quel processo avrà una sua evoluzione nei nuovi episodi. È una serie che destruttura poco alla volta un intero mondo costruito sull’immagine e sull’ipocrisia. E lo fa assumendo il punto di vista di quei protagonisti che lo vivono in prima persona e ne subiscono il crollo. Si parla molto di crisi di mezza età, di crisi di identità e di crisi dei propri punti fermi. Ma l’idea di mettere tutto in discussione può essere una liberazione. Oppure, può condurti in prigione…








