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La cancellazione prematura di Wonder Man continua a essere molto controversa

una scena di Wonder Man, una delle Serie Tv da vedere

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A diverse settimane dall’ufficializzazione della notizia, è ancora complesso spiegare perché Wonder Man, una delle sorprese più piacevoli del 2026 televisivo, sia stata cancellata dopo una sola stagione. Una cancellazione arrivata oltretutto dopo un iniziale rinnovo, mentre la serie continua a essere particolarmente gradita dal pubblico e dalla critica.

Detta così, sembra una decisione davvero inspiegabile. Anche perché dobbiamo segnalare in aggiunta la candidatura di Yahya Abdul-Mateen II ai prossimi Emmy nella categoria dedicata al miglior attore protagonista di una serie comedy.

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Ma allora cosa è successo, davvero? Perché Wonder Man è stata cancellata in un contesto in cui sembrava che gli astri si fossero allineati per decretarne il successo?

Per quello che vale – ma forse non vale abbastanza, di questi tempi – la serie ottiene un importante 91% di approvazioni della critica su Rotten Tomatoes. Il pubblico, invece, arriva a un altrettanto ragguardevole 87%.

Sono solo numeri, a questo punto. Ma motivano quantomeno lo stupore di pubblico e addetti ai lavori a proposito della cancellazione arrivata lo scorso luglio.

Insomma, serve una risposta più chiara: questa non è una cancellazione del tutto inspiegabile, quanto piuttosto controversa.

Una prima risposta arriva direttamente da Yahya Abdul-Mateen II, il protagonista di Wonder Man. Intervistato da Vanity Fair lo scorso 20 agosto, ha dichiarato di aver ricevuto una motivazione specifica per la decisione. Ha raccontato, tra le altre cose: “Mi è stato detto che avesse a che fare con i dati di ascolto. Non mi hanno detto quali fossero questi dati, ma in definitiva, per qualsiasi motivo, credo abbiano deciso che non fosse economicamente vantaggioso. Questa è la decisione con cui conviviamo e andiamo avanti”.

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Questione chiusa? Macché: nell’arco dell’intervista, l’attore ha sottolineato il valore della serie, al di là di ogni potenziale controversia.

Ritengo che la nostra serie avesse una storia di qualità, risorse di qualità, attori e persone di qualità e abbia prodotto risultati di qualità a cui il pubblico ha risposto positivamente“.

L’attore, inoltre, ritiene che “la nostra serie meriti di essere studiata e di ottenere informazioni concrete sul perché una serie come questa non abbia avuto un seguito, perché aveva tutti gli ingredienti che si desiderano in uno show di successo”.

Una risposta piuttosto chiara, la sua. E allora cerchiamoli, questi dati. In assenza di numeri offerti da quella che sarebbe la fonte primaria, la Disney, ci affidiamo a un’analisi pubblicata lo scorso 21 agosto da Luminate, un’autorevole società di misurazione indipendente. Tra le migliori disponibili, insieme all’Istituto Nielsen.

Alla luce di quanto affermato da loro, emergerebbe uno scenario ancora più controverso. Perché si parla di dati e di visualizzazioni, ma è indispensabile entrare nel dettaglio per avere un quadro più completo.

Wonder Man, una delle migliori miniserie del periodo
Credits: Disney+

Alla base, d’altronde, c’è un elemento che renderebbe ancora più sorprendente la cancellazione di Wonder Man: sarebbe addirittura la seconda stagione originale più vista negli Stati Uniti su Disney+ nel primo semestre del 2026. La seconda, ripetiamo.

Citiamo l’articolo di Luminate: “In termini di visualizzazioni pure, Wonder Man  sembrava aver portato a casa una buona performance, secondo Luminate Streaming Viewership (M). La serie si è classificata come la seconda stagione di serie TV originali Disney+ più vista sia per minuti di streaming che per visualizzazioni stagionali stimate negli Stati Uniti nella prima metà del 2026. In entrambi i casi, si è piazzata dietro a un’altra serie Marvel: Daredevil: Born Again  per minuti e The Punisher: One Last Kill per visualizzazioni”.

Il quadro è sempre meno chiaro: dopo aver rinnovato inizialmente una serie che aveva ottenuto ottimi riscontri dalla critica e dal pubblico, Disney decide di cancellarla. E la motivazione, alla base, sarebbe legata ai numeri. Ma Wonder Man sarebbe, ripetiamo ancora, la seconda stagione originale più vista negli Stati Uniti su Disney+ nel primo semestre del 2026.

Un abbaglio? Disney ha davvero perso l’occasione per portare avanti una serie con numeri del genere?

Beh, l’avevamo preannunciato: i dati possono essere ben più complessi di così. Andando avanti con l’analisi di Luminate, emerge infatti un dettaglio decisivo: Wonder Man è stata sì molto vista, ma fino a che punto? Fin dove il pubblico ha portato avanti la visione di una serie che aveva iniziato?

A fare la differenza, purtroppo, potrebbe esser stato proprio questo: oltre al volume complessivo delle visualizzazioni, le piattaforme di streaming tengono in grande considerazione anche i dati di completamento di una stagione. E il rendimento di Wonder Man, in questo caso, sembra non sia stato sufficiente.

Citiamo ancora l’articolo di Luminate: “Inoltre, un’analisi del tasso di fidelizzazione di Wonder Man – un indicatore di quanti spettatori iniziali abbiano effettivamente completato la stagione – mostra un calo del 48% delle visualizzazioni dalla première all’episodio finale nelle prime 12 settimane. In altre parole, si stima che solo il 52% degli spettatori che hanno iniziato a guardare la serie sia arrivato all’episodio finale, il che pone Wonder Man  al limite del successo: un’analisi di Luminate sui palinsesti originali in streaming ha rilevato che le nuove serie Disney+ in genere necessitino di un tasso di fidelizzazione pari o superiore al 53% per essere considerate al sicuro dalla cancellazione”.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe pensare che Wonder Man sia stata cancellata per un solo punto percentuale sotto la soglia individuata da Luminate.

Potrebbe immaginare inoltre che se fosse stato il 53% del pubblico e non il 52 a completare la stagione, Wonder Man sarebbe andata avanti come inizialmente previsto.

Noi, però, non possiamo affermare niente del genere. Non possiamo sapere se Disney abbia effettivamente preso la decisione sulla base di quello specifico dato o abbia fatto considerazioni d’altro tipo. Non saremo noi a formulare ipotesi che non sarebbero sorrette dai fatti.

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L’articolo di Luminate analizza anche i dati che riguardano il rapporto tra l’investimento produttivo stimato (piuttosto basso rispetto a produzioni affini, secondo quanto riportato dal New York Times) e i minuti visualizzati, ma il punto resta un altro: se davvero Wonder Man fosse stata cancellata per considerazioni di questo tipo, affatto sorprendenti nell’epoca televisiva attuale, resterebbe il disappunto per l’addio a una serie che aveva ottenuto ottimi riscontri da pubblico e critica, portando in alto il nome della Marvel con una produzione molto diversa rispetto a quanto ci ha abituato il franchise.

Wonder Man ha meritato un plauso, nonché una candidatura agli Emmy e la delusione di un pubblico che non ha accolto bene l’annuncio della cancellazione. Rappresenta qualcosa di bello in un’annata televisiva in cui aveva meritato un occhio di riguardo: aveva tutto per funzionare, e in effetti ha funzionato.

Forse, purtroppo, non abbastanza. E bisogna domandarsi, dopo tutto ciò, cosa significhi ormai “funzionare”: il fatto che quasi la metà del pubblico non abbia visto integralmente la stagione è comunque da tenere in considerazione.

Ormai, però, ci siamo abituati da tempo: una bella serie non può più limitarsi a essere tale per meritare una nuova opportunità per diventare o continuare a essere grande. E l’elenco delle cancellazioni si arricchisce così con l’ennesimo rimpianto.

Che amarezza.

Antonio Casu