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Elizabeth Olsen, la Olsen che ce l’ha fatta per davvero

Elizabeth Olsen

Elizabeth Olsen sembrava nata per stare ai margini del successo delle due sorelle Mary-Kate e Ashley, indiscusse protagoniste della tv degli anni Duemila. Il suo destino sembrava segnato da una comparsa, da un ruolo ridotto alla stessa stregua di un fantasma. Il duo delle gemelle dava l’impressione che nient’altro – da un punto di vista cinematografico – sarebbe potuto essere in grado di conquistarsi un posto ben definito, e così Elizabeth prendeva il ruolo del Ringo Starr della famiglia.

Con il tempo le cose cambiano. Mary-Kate e Ashley si ritirano da ogni settore che avesse qualcosa in comune con la recitazione e si fiondano definitivamente nel campo per cui da sempre hanno avuto una smisurata passione: quello della moda (ve ne abbiamo parlato meglio qui). La loro carriera da stiliste parte immediatamente carica e forte: avevano già un pubblico che le amasse, i loro outfit erano sempre stati in grado di ammaliare i fan. Insomma, in un certo modo la strada per le gemelle era spianata, ma lo stesso non possiamo dirlo di Elizabeth.

Forse proprio partendo da questo svantaggio possiamo dire che la corona del successo cinematografico indiscutibilmente si piazza sulla testa di Elizabeth, la nostra Ringo Starr che è riuscita a prendere il posto di John Lennon.

elizabeth olsen

Tutto gridava Mary-Kate e Ashley. I titoli si concentravano su questi due nomi a cui, distrattamente, si aggiungeva il vago nome di Elizabeth accompagnato sempre dalla targa “la sorella di”. Una situazione di subordinazione non facile da sopportare, soprattutto quando quello che fai non viene prese davvero sul serio ma solo rilegato a una confezione già prestabilita che mette al centro di tutto il successo altrui.

Su questa base la giovane Olsen si rimboccherà le maniche e inizierà una carriera che, finalmente, è giunta al suo momento definitivo di gloria in cui tutti riescono a guardarla senza vedere alberi genealogici, ma solo talento.

La sua attività individuale inizia davvero nel 2011 con il film indipendente La Fuga Di Martha, un thriller che le permette di ricevere due candidature: una come miglior interprete emergente ai Gotham Independent Film Awards e un’altra come miglior attrice protagonista ai Critics’ Choice Awards e Independent Spirit Awards. Nello stesso anno dà prova di essere in grado di sorreggere un film anche quando questo non convince: stiamo parlando del remake de La Casa Muta. La pellicola non ha mai davvero convinto la critica che fin da subito si è mostrata dubbiosa rispetto alla qualità effettiva del prodotto, ma su una cosa erano tutti concordi: Elizabeth era stata impeccabile, e in questo modo è riuscita a spiccare nonostante le avversità.

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Nel 2012 affianca Robert De Niro nel film drammatico Red Lights. Questa collaborazione inevitabilmente segna un passo importante nella sua carriera che solo un anno dopo verrà riconosciuto ancor di più grazie alla candidatura come miglior stella emergente ai British Academy Film Awards.

C’è una data che inevitabilmente dovremmo considerare quasi come profetica, ed è quella del 2015. In quell’anno Elizabeth Olsen entrerà a far parte del mondo Marvel grazie al film Avengers: Age of Ultron nei panni di Wanda Maximoff, per poi continuare con Captain America: The Winter Soldier, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame. Sappiamo bene quanto sia stato fondamentale per l’attrice entrare a far parte di questo mondo che adesso, proprio in questo momento, la sta facendo apprezzare sotto ogni punto di vista grazie a WandaVision, distribuita su Disney+.

Lo sapevate che Elizabeth non è solo attrice, ma anche produttrice?

Nel 2018 la Olsen, infatti, produce e interpreta la protagonista di Sorry For Your Loss, distribuita su Facebook Watch. La sua interpretazione – che le è costata una nomination – è fin da subito balzata agli occhi di tutti e della critica che l’ha definita sbalorditiva, intelligente e coinvolgente.

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La carriera di Elizabeth sta vivendo un momento brillante, che già in qualche modo si era preannunciato. La sua ostinazione nel seguire il suo obiettivo è stata chiara e tangibile e nessuno ha potuto non notarla. La sua storia insegna come sia possibile uscire da quel tunnel di preconcetti che cercano di affossare chiunque nasca in una famiglia che ha già iniziato il proprio cammino nel successo.

Mary-Kate e Ashley hanno vinto la loro sfida con la moda diventando a tutti gli effetti parte di essa, ma Elizabeth ne ha vinta una ancora più grande che comprende non solo il piano professionale, ma anche quello individuale. Oggi la critica parla, scrive di lei con attenzione senza più quella principale frase che recita ” la sorella di”. Oggi Elizabeth Olsen ci dimostra che Ringo Starr ha preso il microfono e ha cantato da solo, conquistando tutta la scena.

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Written by Annalisa Gabriele

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