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C’è qualcosa da salvare nelle stagioni di Vikings del dopo Ragnar?

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ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Vikings.

Con le sue sei stagioni, Vikings ci ha trasportato nell’era dei grandi vichinghi, proponendoci in chiave romanzata la storia e le saghe del popolo norreno. Ciò che ne è scaturito è un prodotto incredibilmente avvincente, popolato da personaggi carismatici capaci di catturare l’immaginario del pubblico. Pensata inizialmente come una miniserie, lo show ha avuto un tale successo da essere stato rinnovato per altre stagioni, continuando a raccontarci l’incontro fra la cultura norrena e quella sassone. Nostalgica, brutale ma comunque suggestiva, Vikings si è rivelata una meravigliosa avventura che, oltre a intrattenerci con battaglie e scoperte, ha saputo catturare anche la brillante evoluzione dei suoi personaggi.

Fra tutte, quella di Ragnar è sicuramente stata una delle più avvincenti. Contadino, jarl e poi re, Lothbrok ci ha colpito sin da subito con il suo carisma. Intelligente e ingegnoso, l’uomo è sempre stato mosso da un irrefrenabile desiderio di scoperta e conquista. Magnetico e rivoluzionario, ha dimostrato più volte di saper leggere il prossimo, così come di immaginarsi un futuro diverso per il suo popolo, legato alle tradizioni e riluttante ad accogliere il diverso. Ad abbracciare quel cambiamento dal quale il vichingo si farà invece travolgere, tanto da mettersi costantemente in discussione.

Complesso e irresistibile, Ragnar è stato il protagonista indiscusso delle prime quattro stagioni di Vikings.

Vikings Ragnar 640x360

Una figura talmente maestosa da poter reggere da sola l’intera serie. Non c’è dunque da stupirsi se la sua morte abbia scoraggiato molti fan a proseguire con la visione dello show. Difatti, una volta che il leggendario Ragnar ha oltrepassato le porte del Valhalla, Vikings ha dovuto fare i conti con il vuoto lasciato dal personaggio. Una voragine che Michael Hirst e il suo team hanno cercato di colmare nel miglior modo possibile, prendendo però scelte narrative che non hanno sempre funzionato.

Storyline piatte e superflue, personaggi privi di spessore, risvolti narrativi inconcludenti. Per molti episodi lo show di History ha faticato a ritrovare il ritmo giusto, tant’è che in molti si sono chiesti se avesse senso portare avanti la storia senza il suo personaggio di punta. Si tratta di una situazione che anche altri show hanno dovuto affrontare: basti pensare a The Office che, pur avendo salutato l’iconico Michael Scott alla fine della settima stagione, ha deciso comunque di proseguire con la narrazione.

Una direzione che è stata presa anche da Hirst, suscitando il malcontento di molti.

Vikings Floki 640x398

C’è chi infatti è sempre stato convinto che Vikings non potesse esistere senza Ragnar. Ma di fronte alla domanda “c’è qualcosa da salvare nelle stagioni del dopo Ragnar?“, non possiamo tenere in considerazione solo la delusione di non aver più potuto apprezzare l’interpretazione di Travis Fimmel. Dopotutto, lo show non si è mai focalizzato unicamente sulla storia di Lothbrok. Fin dall’inizio, l’uomo è stato infatti affiancato da numerose personalità, molte delle quali hanno intrapreso percorsi ugualmente interessanti. Basti pensare ad Athelstan e Re Ecbert. Oppure a Lagertha, Floki, Rollo, Bjorn e i suoi fratelli. Sono proprio questi personaggi che hanno continuato a mantenere vivo lo spirito dello show che, dopo aver perso la sua colonna portante, ha optato per una narrazione più corale.

Tuttavia, la formula che aveva fatto la fortuna di Game of Thrones non si è dimostrata sempre efficace, soprattutto nella quinta stagione. Difatti, il vuoto lasciato da Ragnar si è fatto sentire molto in questo capitolo che, pur offrendo spunti interessanti, ha subito un’evidente deriva narrativa. Partiamo dall’Islanda: nonostante il potenziale di Floki, la storyline che gli è stata riservata è risultata piatta e noiosa, quasi insignificante se messa a confronto con gli altri eventi della stagione. Basti solo pensare allo scontro fra i figli di Ragnar, un conflitto che ha messo in luce le differenze di un popolo che nella stagione precedente si era unito per vendicare il loro re.

Quel re che Vikings ha cercato di “sostituire” con il Vescovo Heahmund, fallendo miseramente.

Vikings Lagertha & Heahmund 640x336

Costantemente in lotta fra la sua vocazione e i suoi demoni interiori, questa controversa new entry aveva tutte le carte in regola per lasciare il segno. Purtroppo non è andata così, tanto che il Vescovo di Sherborne ha finito per diventare una semplice figura di contorno, coinvolta in una delle storie d’amore meno riuscite dello show. Una relazione che ha messo in risalto anche il destino inglorioso di Lagertha, un grandissimo personaggio che è stato forzato a rimanere in un mondo al quale ormai non apparteneva più. Pur di accontentare i fan, la shieldmaiden è stata infatti costretta ad affrontare numerosi traumi e perdite, fino a incontrare la sua preannunciata morte per mano di Hvitserk.

Non possiamo negare che il suo addio sia stato incredibilmente commovente, ma ciò non toglie il fatto che avremmo preferito salutare Lagertha al naturale apice del suo percorso, piuttosto che vederla trasformarsi nel pallido riflesso della guerriera del passato.

Allo stesso modo, il potenziale di Bjorn è stato sprecato con le storyline ambientate in Sicilia e Nord Africa. Nonostante l’esplorazione sia sempre stata un elemento centrale nello show, i suoi viaggi sono risultati fini a se stessi, incapaci di arricchire la narrazione o portare avanti la sua crescita. Ma mentre la Corazza si è riscattata intraprendendo un percorso dalle tinte epiche, non si può dire lo stesso di Hvitserk, una figura che non è mai stata davvero approfondita fino in fondo, tanto da impallidire se messa a confronto con i suoi fratelli.

È proprio la loro evoluzione che ha dato corpo alle ultime stagioni di Vikings.

Vikings Ragnarsson 640x453

Dopo un capitolo decisamente traballante, il sesto ha subito una ripresa che ci ha riportato alla grandezza degli esordi. Nonostante l’assenza di Ragnar, il suo spirito ha continuato infatti a vivere nei suoi figli: il regno di Bjorn e il suo sacrificio non ci hanno forse ricordato l’eroismo e la saggezza del padre? E che dire della violenza e ingegno di Ivar, o del senso di avventura e scoperta di Ubbe? Anche il più marginale Hvitserk ha incanalato parte della sua essenza, ereditandone le incertezze e dipendenze. Fra conflitti, tradimenti, alleanze e nuovi punti di vista, i Ragnarsson ci hanno catturato e trasportato con le loro storie, ricordandoci cosa ci aveva fatto innamorare di Ragnar e chiudendo la serie esattamente come era iniziata.

Ma prima del quieto finale, lo show ha saputo dare spazio a vecchie e nuove conoscenze: il Wessex ha continuato ad appassionarci grazie al regno di Alfred, compassionevole ma determinato, dubbioso ma dalla fede ferma. In lui abbiamo rivisto sia l’astuzia di Re Ecbert che la risolutezza di Judith, tant’è che è stato soddisfacente vederlo trionfare sui vichinghi. Così come la violenta ma calzante morte di Ivar è stata leggendaria, dando a questo grande, folle ma umanissimo guerriero la fine che meritava.

Seppur meno eclatante, anche l’addio di Harald ha saputo commuoverci. Il percorso del Re della Norvegia è stato uno dei più interessanti nelle ultime stagioni, un susseguirsi di conquiste e delusioni che ce lo hanno fatto amare e odiare. In lotta fra il desiderio di potere e il suo spirito guerriero, Harald trova la pace dopo una vita costellata da errori e rimpianti, ricongiungendosi finalmente con l’amato Halfdan nel Valhalla.

Passando invece alle nuove conoscenze, Oleg è stata sicuramente una delle sorprese più piacevoli di Vikings.

Vikings Ivar & Oleg 640x331

Sin dalla sua prima comparsa, il principe di Kiev si era dimostrato infatti senza scrupoli, sadico e circondato da un’aura mistica capace di turbare anche l’imprevedibile Ivar. La sua storyline ha fornito molti spunti interessanti, una nuova minaccia che ha messo a dura prova il mondo vichingo. È dunque un vero peccato che Oleg abbia subito quell’involuzione finale che lo ha trasformato in un generico psicopatico in preda ai deliri. Le premesse per diventare un villain degno di questo nome c’erano tutte. Purtroppo, in questo caso Vikings non ha trovato un’adeguata chiusura per la storyline russa, soffocando le nostre aspettative e lasciandoci inoltre all’oscuro sull’identità dell’enigmatica Katya.

Ma allontaniamoci dalla Russia, e spostiamoci a Kattegat. Una presenza costante nello show, la città è stata il palcoscenico di molti eventi cruciali nella storia di Vikings. Anche nelle ultime stagioni ha continuato ad essere centrale, mostrandoci il cammino e l’epilogo di alcuni personaggi. Non solo Lagertha, ma anche la coraggiosa Gunnhild, una figura che ha sempre ben bilanciato quella di Bjorn, mostrandoci cosa significhi essere una donna e una guerriera, una regina e una moglie. Dotata di una forza incredibile, il personaggio ci ha ricordato la grandezza di Lagertha, con la quale ha condiviso un destino infelice. La sua morte, per quanto poetica, ha privato infatti lo show di una personalità veramente interessante, che avrebbe potuto condurre il popolo norreno verso una nuova era. Un onere che è stato poi affidato a Ingrid che, nonostante il potenziale, ci è stata presentata troppo tardi per farcela apprezzare completamente.

Ma ciò che più di tutto ha reso l’ultima stagione così entusiasmante, è la scoperta della Terra Dorata.

Ubbe & Othere 640x327

Il percorso intrapreso da Ubbe è infatti ciò che realizzerà il più grande sogno di Ragnar: trovare una terra ricca e fertile in cui far prosperare la propria gente, abbandonando guerra e conflitti. Dalla quieta bellezza, questa storyline non ha sempre avuto un ritmo incalzante, ma ci ha comunque permesso di ritornare al senso di scoperta che aveva contraddistinto la prima stagione. All’incontro fra culture diverse, al desiderio di aprirsi verso nuovi orizzonti e apprezzare il divino in forme diverse. Ubbe si è dimostrato così il vero erede di Ragnar, riuscendo a vivere la vita che aveva sempre desiderato ma che gli era sfuggita dalle mani a causa delle sue aspirazioni.

Ovviamente, il ritorno di Floki è stata la ciliegina sulla torta. Rivedere il folle costruttore di navi è stato un immenso piacere, anche se non ci è stato svelato cosa gli fosse successo esattamente dopo gli eventi in Islanda. Ma se riflettiamo sulla vera essenza del finale, è comprensibile il perché non ci sia dato saperlo: mentre Floki (il più vecchio amico di Ragnar) e Ubbe (il figlio più simile a lui) guardano un tramonto dorato su una spiaggia desolata, la loro mente indugia sì sul passato, ma si proietta soprattutto verso il futuro.

Ubbe & Floki 640x444

Quello stesso futuro che sembrava impossibile dopo la dipartita di Lothbrok, ma che si è comunque realizzato. Dunque, tornando alla nostra domanda iniziale, c’è qualcosa da salvare nelle stagioni del dopo Ragnar? La nostra risposta non può che essere sì. Perché nonostante i passi falsi e le sviste, Vikings è sempre stato ciò che aveva promesso sin dall’inizio: un romanzo della nostalgia capace di trasportarci in tempi lontani, nelle storie di personaggi leggendari ma incredibilmente umani. In un’avventura che – nel bene e nel male – rimarrà sempre con noi, mentre contempliamo la grandezza del passato e l’incertezza del futuro.

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