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Il tatuatore di Auschwitz: la storia vera dietro la serie Sky tratta dall’omonimo romanzo

La miniserie Il tatuatore di Auschwitz, disponibile dal 10 maggio 2024 sulla piattaforma Sky e in streaming su NOW, è una delle produzioni più gettonate dell’anno. Tratta dall’omonimo best seller di Heather Morris, la serie ha tra i protagonisti la stessa scrittrice come personaggio interpretato, però, da Melanie Linskey. La scrittrice, nella serie, si ritroverà a intervistare Lale Sokolov, protagonista del racconto. Da tale racconto, che è quello che viene appunto descritto nel romanzo da oltre 12 milioni di copie vendute, prende vita la linea temporale principale della miniserie. Quella che racconta la storia vera di Lale Sokolov, ex prigioniero di Auschwitz realmente esistito.

Ma di cosa parla, dunque, Il tatuatore di Auschwitz e qual è la storia vera di Lale Sokolov?

Ludwig Eisenberg, (vero) nome completo di Lale, è un ragazzo dalle spiccate doti già a venticinque anni, quando lascia la casa dei genitori a Krompachy e si trasferisce a Bratislava dove fa sacrifici e spera di sistemarsi. Questo prima che l’inferno si verifichi, negli anni Quaranta, per tutto il popolo ebreo slovacco. Lale collabora col partito nazionalista slovacco, provando a difendere la famiglia, finché nel 1942 si ritroverà a dover partire per un campo di lavoro tedesco, sempre per far da scudo alla famiglia, a seguito dell’ordine di deportazione degli ebrei di Hitler.

Dopo un lungo viaggio verso la Polonia e un tremendo benvenuto fatto di persecuzione, Il tatuatore di Auschwitz troverà conforto soltanto nella conoscenza di in treno di Aron. Con inventiva, intelligenza, spirito di osservazione, conoscenza di diverse lingue e tanto ottimismo, il vero Lale Sokolov troverà il modo di avere forza e andare avanti per due anni districandosi nell’inferno. Dal sacrificio di Aron fino all’amore di Gita, però, saranno i veri valori aggiunti per Lale, che diventa prima assistente, poi capo tatuatore nel campo di concentramento. Un ruolo grazie al quale riuscirà a dispensare la sua bontà, conservando e nascondendo cibo e ottenendo altri piccoli vantaggi che offrirà ai compagni prigionieri. Ma soprattutto, ruolo grazie al quale conoscerà Gita.

Lale e Gita riusciranno a sopravvivere ad Auschwitz, ed è questa la parte più meravigliosamente incredibile di questa storia vera.

I due si sposeranno, fuggiranno in Australia e cambieranno il loro nome appunto in Sokolov e avranno un bambino. La loro vita continuerà nell’anonimato per molti anni, senza aprir bocca e fare testimonianza di quanto accaduto. Questo per paura. Paura delle conseguenze e del giudizio, quello di chi li avrebbe ingiustamente visti come “complici”. È dopo la morte di Gita, nel 2009, che Lale non avrà più nessuno da proteggere e si sentirà libero di raccontare la sua storia a Heather Morris. È qui che hanno inizio il libro e la miniserie Il tatuatore di Auschwitz.

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