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Lettera di Lorelai a suo padre Richard

LORELAI GILMORE

LORELAI GILMORE

Ciao Papà,

questa mattina, immobile sulla soglia della cucina tua figlia Lorelai ha guardato Rori fare colazione: era come tutte le mattine, ma i suoi occhi mi hanno ricordato il passato, ogni tanto mi capita, grazie a lei.
E’ lei che ferma i miei istanti e riesce a rallentare le mie corse quotidiane. Questa mattina però avevo una sensazione, uno di quegli stati d’animo che non vanno via, a meno che non fai qualcosa per soffocarli o lasciarli vivere altrove.
Non potevo rimanere indifferente, quella sensazione era legata a mia figlia, dovevo lasciarla vivere, farla respirare.
Così ho deciso che l’unico modo per mantenerla in vita fosse dedicarla a te, meriti di conoscere il presente che ti stai perdendo e che non puoi vivere qui con noi.

A volte ho come l’impressione che tu ci sia ed io no. Come se avessi perso tanto, troppo di questa vita, di questi anni che non possono essere passati così velocemente.

Mentre tu non c’eri ed io vivevo.

Quando perdi qualcuno è come se tutto pian piano perdesse di senso, la vita che prima eravamo abituati a vivere, le persone che eravamo soliti incontrare, con cui abbiamo condiviso la nostra felicità, le nostre risate, ed anche qualcosa di brutto, ma mai niente che si avvicinasse anche lontanamente a quello che adesso sta accadendo. Perdere te… ha fermato tutto.

lorelai

Ed è quello che siamo tutti destinati a sopportare, come se fosse già scritto, una nota indelebile che guida la colonna sonora dei nostri giorni. Ma nessuno è mai veramente preparato quando succede, lasci andare piano la presa, ma quando accade, hai comunque quella terribile sensazione che qualcuno ti stia strappando dal petto quello che hai sempre avuto vicino.

È inutile a questo punto dire che mi manchi, perché non è questo che riesce a descrivere quello che provo.

Mi mancavi quando ero a casa e litigavo con Luke e avevo bisogno di vederti, e tu eri a casa, probabilmente intento a discutere sul colore delle tende con mamma. Mi mancavi quando guidavo per raggiungervi e non vedevo l’ora di abbracciarti. Mi mancavi quando eri qui.

Adesso sento come se dovessi raggiungerti e dirti che mi dispiace, non mi manchi perché so che non posso più essere accanto a te, e vorrei tanto non rassegnarmi a tutto questo, non voglio, ma sento di aver già ceduto, adesso che su queste parole cominciano a cadere le mie lacrime mentre cerco una scusa qualsiasi per credere che andrà tutto bene.

Cerco di non rovinare questa lettera bagnandola con queste mie lacrime, come ho cercato di fare per le quattro lettere precedenti, ma sono stata costretta a ricominciare daccapo, ogni volta, perché ogni volta appoggiavo la mia fronte e i miei occhi a quei fogli, come se così potessi sentirti vicino ed appoggiarmi a te, ma finivo sempre per rovinare tutto e bagnare ancor di più quelle poche righe.
Pensa che la prima volta, prima ancora di iniziare a scrivere, ho accidentalmente appoggiato la tazza del caffè sul bordo della lettera, e così ho dovuto accartocciare quel foglio bianco e prenderne un altro. Adesso che ci penso però, quella sarebbe stata la lettera perfetta, sarebbe stata la mia lettera a te papà, una pagina bianca, con una macchia di caffè sul bordo.

Ma ormai quella lettera perfetta non c’è più e sarò forse costretta a ricominciare daccapo all’infinito.

lorelai

Penso spesso che forse abbiamo perso tempo, che avrei potuto fare di più e che il mio mondo era troppo distante dal vostro, papà. Eri una certezza, adesso lo sei nei miei ricordi e non bastaA chi basterebbe?

Ma è nei ricordi che cerco rifugio. Come l’immagine che ho di quel giorno, era il mio compleanno ed ero corsa via da scuola perché il mio ragazzo mi aveva lasciata. Sono andata al centro commerciale, avevo fame, ma non avevo soldi. Alzai la testa e ti vidi, lì di fronte a me.
Vorrei poter correre adesso, più veloce che mai, lasciando scorrere queste lacrime come tracce del mio percorso, e raggiungere quel centro commerciale, sedermi dove ero seduta quel giorno, solo per alzare la testa e vederti di nuovo, ma ho paura, ho paura di non riuscire a vederti, e so che sarà così, ma non voglio crederci, e se non riuscissi a vederti sarei costretta ad accettare il fatto che tu non ci sia più, per davvero. Questa volta non ci sarai più, per sempre.

Ed anche adesso, non riesco a trattenere quello che ho dentro, piango su quello che ti sto scrivendo e la lettera si sta inumidendo e sbiadendo sempre di più.

Dovrò ricominciare daccapo papà, anche questa volta, ma forse lo avevi già previsto.

Neanche questa volta sono riuscita ad essere perfetta, ma la cosa importante è che tu sappia che sono qui per te, aspetto una tua risposta, anche solo attraverso un ricordo, perché ormai è la sola cosa che mi rimane di te.

E non dimenticare mai, mai papà, che ti voglio bene, che ti vogliamo bene, e che anche se tu non sei qui fisicamente, abbiamo quella tua gigantografia a casa che ci ricorda che ci sei, nonostante tutto…

gilmore girls papà
Lorelai e Rori Gilmore

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

Once Upon a Time: un musical, un vecchio ritorno e un nuovo arrivo!

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