ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla quinta stagione di Trying!!
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Provarci ancora, provarci sempre. Trying è una serie tv coniugata al gerundio, è sempre in divenire, sempre in evoluzione. Accade mentre la guardi, si plasma e si modifica a seconda di ciò che i suoi personaggi vivono e sentono in quel momento. Trying rappresenta un percorso. Non necessariamente di evoluzione e forse nemmeno di involuzione. Un percorso e basta, nel quale si cammina insieme, gli uni accanto agli altri, sospinti dagli eventi che sfuggono al controllo e costretti a imparare (oppure no) dalle proprie azioni. La serie tv aveva fatto la sua comparsa su Apple TV nel 2020. Sono passati sei anni e cinque stagioni e qualcosa è inevitabilmente mutato nel DNA dello show.
La prima stagione vedeva una coppia di giovani innamorati che non riusciva ad avere figli provare a percorrere tutte le vie possibili per realizzare il sogno della genitorialità. Trying era perciò una serie sul mondo delle adozioni, sulle infinite difficoltà che una coppia incontra per poter adottare un bambino, sulle contraddizioni della rete burocratica nella quale si incagliano tutte le migliori intenzioni delle giovani coppie. Ed era anche una serie su due protagonisti opposti e complementari che provavano a restare a galla cercando stimoli sempre efficaci per mantenere vivo il proprio rapporto. Nikki e Jason erano due giovani adulti con tutto da imparare all’inizio di questa esperienza.
Pochi punti saldi e un’incrollabile volontà di realizzare il sogno di tutti: avere una famiglia con cui trascorrere il resto della vita.
Così abbiamo conosciuto Princess e Tyler, che erano due bambini all’inizio inizio di Trying e che invece ritroviamo nella quinta stagione come adolescenti alle prese con i classici problemi dei teenager. È cambiato tanto in Trying in queste cinque stagioni. Sono cambiati i protagonisti della storia, innanzitutto. Non più una coppia in cerca di adozioni, ma una famiglia allargata, con qualche tratto di disfunzionalità appena accennato. E sono cambiati i personaggi in sé, che in queste cinque stagioni hanno avuto modo di affrontare sfide e maturare fino a diventare persone nuove rispetto a quelle che erano all’inizio. Non più quindi Jason e Nikki, ma tutta la famiglia Ross-Newman, con i suoi elementi di equilibrio e le sue fasi destabilizzanti.
La quinta stagione è quindi solo l’ultima tappa di un viaggio che è iniziato sei anni fa e che ci ha consegnato persone, situazioni e sensazioni diverse. E non è la tappa conclusiva perché niente nel finale di questa stagione ci fa pensare che Trying sia finita qui. Se è vero che tanto è cambiato rispetto ai primissimi episodi, è però anche vero che il cuore dello show è rimasto sempre fedele a se stesso. Trying è una serie tv confortevole e calda, dolce, soffice e britannica. Sprigiona la giusta dose di calore senza diventare sdolcinata o melodrammatica. Non si concentra quasi mai su eventi straordinari (a parte le trovate originali di Scott), ma fa del quotidiano, dell’ordinario, il suo punto di forza.
Il passo più difficile i personaggi lo hanno compiuto nelle stagioni precedenti. Riuscire a ottenere l’adozione di Princess e Tyler sembrava un’impresa impossibile. Impelagati in una babele di autorizzazioni, supervisioni, certificazioni, approvazioni, Jason e Nikki hanno dovuto tenere ferma la barra per riuscire nel loro scopo e realizzare il sogno di costruire una famiglia.
Abbiamo visto quante difficoltà i due personaggi abbiano dovuto superare, sempre con il supporto dei familiari. Nelle stagioni centrali di Trying, Jason e Nikki sono riusciti finalmente a portare a casa Princess e Tyler e, da quel momento in poi, la loro vita è cambiata. Non più solo loro due a combattere contro i mulini a vento per ottenere l’affidamento dei bambini, ma tutta la famiglia proiettata in un’altra grande sfida: quella della quotidianità. Trying è diventata perciò una comedy leggera sulla vita vera, sulle piccole cose di ogni giorno che mettono alla prova la solidità della famiglia.
È anche una serie disordinata, Trying. Alcune volte il caos prende il sopravvento, il ritmo diventa concitato, le battute si fanno sempre più spontanee e liberatorie E quasi si perde il senso del punto d’approdo. Poi però si ristabilisce la calma, come in una giornata un po’ più impegnativa delle altre. Alla fine di ogni corsa ci si ritrova tutti sotto lo stesso tetto, scaldati dal calore del medesimo focolare. Sono tante le scene di abbracci in questa quinta stagione di Trying. Perché è nel calore dell’abbraccio, nella consapevolezza dell’esserci ognuno per l’altro, che viene piantato un immenso punto fermo. Qualsiasi cosa accada, c’è una famiglia su cui poter contare. La famiglia di Trying ha avuto una gestazione travagliata, per cui, ancor di più che nelle altre famiglie, questo concetto assume qui un valore ancora più profondo.
Ogni abbraccio è stato sudato, per cui non è scontato. Ogni legame ha affrontato infinite difficoltà per saldarsi, perciò l’ansia di restare uniti diventa più comprensibile.
Gli episodi della quinta stagione hanno comunque introdotto una novità: il personaggio di Kat (Charlotte Riley). La madre naturale di Princess e Tyler, è tornata per provare a instaurare un legame con i propri figli. È una notizia destabilizzante per la famiglia, perché scombussola gli equilibri sui quali si è fondata. Accanto ai genitori affidatari, quelli che hanno cresciuto Princess e Tyler, c’è una madre stravagante e anticonformista che prova a ritagliarsi degli spazi in una routine già consolidata. La bilancia dell’affetto per i propri genitori traballa un attimo e pende ora da un lato, ora dall’altro. Il focus principale della quinta stagione di Trying è proprio il rapporto tra Princess e la sua madre naturale. La ragazzina, ormai diventata un’adolescente a tutti gli effetti, è quella che ha patito di più l’assenza di Kat. In lei ha riposto le speranze e le illusioni di una bambina che si è sentita abbandonata per tanto tempo senza comprenderne le ragioni.
La quarta stagione era finita con un pezzettino di carta con delle domande che cercavano risposte. Risposte che Nikki aveva provato a strappare a Kat, ma che probabilmente neppure lei sapeva dare. Alla fine di questa quinta stagione, quel pezzettino di carta resta intatto, senza nessun tratto di penna a cancellare i dubbi del passato. Princess non ha ricevuto le risposte che si aspettava. Ma in questi episodi è riuscita comunque a trarre la forza di accantonare quel pezzo di carta, accartocciarlo e abbandonarlo in un cassetto, per provare a guardare avanti. La cosa straordinaria di questa serie è che, una volta giunti alla fine, ci si accorge che tutte quelle cose che ci sembravano insignificanti acquisiscono finalmente un senso. Perché, anche dalle cose più banali, i personaggi traggono delle lezioni che li spingono a maturare e a crescere.
Ogni stagione di Trying è un viaggio fatto entro i confini dello stesso circondario, da cui però si impara tantissimo.
La serie si muove entro i tracciati della quotidianità e dell’ordinarietà, senza nessuna straordinaria fuga dalla realtà. Ma è dentro quegli stessi tracciati che riesce ad evolversi e a crescere. La parabola di Scott è forse quella che riesce a spiegare meglio il senso di Trying. Il suo personaggio si è imbarcato in una miriade di progetti folli, uno più stravagante dell’altro, fino al tentativo di attraversare l’Atlantico a bordo di un gommone. Poi però, Scott ritrova se stesso all’interno delle mura di casa propria. Non sono le imprese che compi a stabilire chi sei, ma le persone con cui costruisci le piccole cose. E questo vale per Scott come per tutti i personaggi della serie.
La quinta stagione ha dato molto spazio alla sottotrama di Karen e Scott e, anche se il punto di riferimento resta la famiglia Ross, questa si è ormai allargata anche agli altri personaggi. Come dicevamo, non si tratta più di Jason e Nikki, ma dell’intera famiglia e del legame unico che la tiene unita. Il tono della serie rimane lo stesso e l’umorismo resta una componente preponderante dello show (è tra le migliori comedy di Apple TV). Il dramma non diventa mai troppo pesante. Assesta qualche scossone qua e là, ma lascia sempre il passo allo stile confortevole della serie.
Trying resta un prodotto piacevolissimo da guardare, che punta molto sui personaggi e sui legami che riescono a creare tra loro.
La soundtrack che apre ogni episodio ci consente di staccare dalla nostra quotidianità per infilarci in quella di questa famiglia un po’ bizzarra che si impegna tanto per riuscire a rimanere unita. Il finale torna a focalizzarsi sulla relazione tra Princess e sua madre, segnando un’altra tappa importante nel percorso di maturazione di questo personaggio (buona la performance di Scarlett Rayner). È però un finale un po’ smorzato, che rimanda sicuramente a un nuovo ciclo di episodi. Non ci sono notizie ufficiali su un rinnovo della serie da parte di Apple TV.
La piattaforma vorrà prima valutare i dati di apprezzamento sulla quinta stagione per poi concedere un eventuale rinnovo. In ogni caso, quello di Trying 5 non ha il sapore di finale definitivo. Se la serie dovesse chiudersi così, sarebbe un grande peccato, perché tutte le tappe del viaggio meritano un approdo degno del percorso. Quindi possiamo goderci gli episodi della quinta stagione con la speranza di vederne ancora un’altra presto. Provarci ancora, provarci sempre.





