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The Walking Dead 5×16 – Le Pagelle: Carol diabolica, Morgan-Rick da brividi

E’ finita, per ora. La quinta stagione di The Walking Dead è andata in archivio, lasciandoci con un finale da urlo che ha mandato in delirio i fans. Soprattutto negli ultimissimi minuti della 5×16, il pathos è salito a livelli altissimi e gli ultimi 4-5 hanno creato i giusti presupposti per far si che l’attesa da qua ad ottobre diventi snervante. Ma veniamo al dunque: ecco le consuete pagelle post-puntata. Li abbiamo giudicati, valutati e votati tutti, i personaggi presenti nel season finale, dal primo all’ultimo. Tra domani e dopo domani arriveranno anche le pagelle dell’intera stagione di The Walking Dead, oggi ‘accontentiamoci’ di quelle del finale di stagione. Go!

THE WALKING DEAD 5X16 – LE PAGELLE 

NICHOLAS 3 – Mai visto un personaggio cosi’ stupido. Mai c’è stato un personaggio cosi poco connesso al proprio cervello in tutta la storia di The Walking Dead. Dopo aver fatto ammazzare gente prima dell’arrivo di Rick e soci, dopo aver contribuito a far ammazzare il fratello e condannato di fatto Noah, dopo aver provato a dire bugie alla matrona Deanna per scacciare i nostri, nel season finale riesce a fare di peggio. Prova ad uccidere Glenn attraendolo con l’inganno fuori dai cancelli di Alexandria. E quasi ci riesce. Mr. Gatto con 9 vite però riesce incredibilmente a salvarsi, poi dà qualche cazzotto a Nick, infine decide di salvarlo. Perchè Glenn non uccide la gente. Ma in questo caso, poteva fare un’eccezione.

ROSITA 5,5 – Dopo il mini exploit dell’altra volta, torna nell’anonimato. Ha il merito di far riconciliare Abraham e Eugene, ma rimane personaggio che più marginale non si può.

EUGENE 6,5 – Alla fine è simpatico. O almeno, a me sta simpatico. E’ strano forte, ma anche buono d’animo. La riconciliazione con Abraham è quasi toccante.

AARON 7 – Gran bel personaggio, che cresce puntata dopo puntata. Raggiungendo il picco massimo nel season finale di questa quinta stagione. Intelligente, coraggioso, ed anche umile quando ammette l’errore: se avesse seguito i consigli di Daryl, non si sarebbero trovati circondati da decine di zombie (per fortuna poi arriva Morgan). Lui e l’arciere formano una coppia – di combattenti – formidabile.

TARA 6,5 – Non fa niente, ma si risveglia ed è il risveglio che restituisce la speranza. E riporta solarità in prospettiva nel mondo di The Walking Dead: perchè la giovane Tara è molto solare. Ah, è merito di Pete: forse l’unica buona azione fatta dal folle maritino di Jesse .

JESSE 6 – Meno protagonista rispetto alla penultima puntata, continua la sua liason a distanza con Rick. Dal prossimo giro non ci saranno più ostacoli.

PETE 3,5 – Mezzo punto in più di Nicholas perchè ha l’attenuante di essere ormai completamente impazzito, mentre Nicholas sembra fare le sue idiozie con lucidità, sorretto da un cervello non pensante a prescindere. In ogni caso, altro personaggio ‘pessimo’: confinato in una casa da solo, sembra aver ormai perso completamente il senno. Carol lo terrorizza, lui se ne rimane rintanato fino all’ultimo, fino a quell’uscita da folle: vuole uccidere Rick, nell’impeto delirante del momento trafigge il povero Reg. E poi Rick uccide lui. Forse, perchè la scena diretta non si vede: rimangono ancora dubbi sul fatto che lo sceriffo abbia ‘finito’ Reg e non ucciso Pete. Ci ritroveremo questo fenomeno anche nella sesta stagione?

ABRAHAM 7,5 – Valorizzatelo di più, questo personaggio. Ha un potenziale pazzesco. Con poche – ma buone – cose riesce a prendersi la scena. E’ entrato ormai nel direttivo del partito di Grimes, assieme agli evergreen Carol, Michonne e Glenn – ci sarebbe anche Daryl, ma ormai lui vive più fuori che dentro -. Si mostra disponibile a coprire le spalle al suo nuovo capo, come un top soldato che si rispetti. Ed ha anche l’intelligenza di non provare ad insidiarne la leadership: inizialmente, qualche dubbio c’era. “In poche parole, là fuori c’è un mare di mer*a di cui voi non sapete un ca***. Rick conosce ogni centimetro di quella mer*a”. Non troppo educato, forse, ma sicuramente d’effetto. Abraham inorgoglisce. E quasi intenerisce quando, da uomo tutto d’un pezzo quale è, quasi si vergogna a star vicino a Eugene che precedentemente aveva quasi ucciso. E si scusa. Top character.

DARYL 6,5 – Il coraggio non gli è mai mancato, il fiuto e l’intelligenza da segugio nemmeno. Vuole seguire l’uomo col poncho rosso sin dall’inizio, è come se avesse percepito qualche collegamento significativo. Poi incappa nella disavventura zombie. Ad un certo momento sembra arrendersi alla vagonata di vaganti che circondano lui ed Aaaron. Ma finisce la sigaretta e si risveglia, pronto a combattere. Non ce ne sarà bisogno: San Morgan è li’. E sarà proprio Daryl a ri-portarlo da Rick.

MAGGIE 7,5 – E’ ufficialmente lei il collegamento tra il gruppo di Rick ed Alexandria. Lei, nelle retrovie, è quella che ha più voce in capitolo, quella che Deanna ha preso subito in consegna come sua nuova figlia. E Maggie lo sfrutta questo potere, ci prova. Fa da collante. E’ anche grazie a lei se la guerra non è esplosa prima. Per quel fuori di testa di Pete, non poteva farci nulla. Chiude la puntata ‘salvando’ dalla follia sia Sasha che Padre Gabriel. Una luce che dispensa calma e lucidità in un mondo fatto di follia e distruzione. Decisamente la sua miglior ‘prestazione’ della stagione.

REG 6,5 – I saggi non fanno una buona fine in The Walking Dead, si sa. Non c’è spazio per loro. Ma a differenza dei suoi predecessori (Dale, Hershel e Tyreese), il povero Reg dura pochissimo. Peccato.

SASHA 4,5 – In preda alla consueta e monotona follia totale – che la porta anche a stendersi su un tappeto di zombie – , prova a redimersi alla fine, chiedendo a Padre Gabriel di aiutarla. Lui però pare più pazzo di lei e si rifiuta categoricamente, con cattiveria. E Sashona non si fa pregare: fucile puntato e facciamola finita. Per fortuna c’è Santa Maggie. 

PADRE GABRIEL 4 – Un danno continuo. Prima fa la spia – E chi fa la spia non è figlio di Maria, si sa – poi esce per farsi uccidere dagli zombie, ma cambia idea e li uccide lui. Rientra lasciando i cancelli aperti, lasciando via libera ai vaganti. Si rifiuta di aiutare Sasha e rischia di farsi ammazzare da una che è più pazza di lui. Alla fine, una luce nei suoi occhi: Maggie capisce il suo momento di difficoltà, gli tende la mano. Gabriel la prende e la sua espressione cambia: avremo un vero prete nella sesta stagione di The Walking Dead?

GLENN 6,5 – Dà vita a momenti di puro pathos. Ma come ha fatto a liberarsi di quel gruppone di zombie che gli stava addosso, con una spalla distrutta, provato dallo scontro precedente con Nicholas? Misteri che – forse – risolveremo soltanto nella sesta stagione di The Walking Dead. Ha il merito di salvare il suo rivale, colui che voleva ucciderlo. Ma forse non è proprio un merito, visto il personaggio in questione. Comunque, Immortale.

MICHONNE 7 – La più lucida e la meno avvezza all’idea dello scontro totale con gli Alexandrini. Riporta calma negli animi troppo surriscaldati dei vari Rick, Carol, Abraham e Glenn. Li invita alla riflessione. Specialmente Rick, con cui ha ormai costruito un rapporto particolare. Ne sembra innamorata, ma lo sceriffo non pare ricambiare per il momento. La sfida con la bionda – qualora dovesse esserci – non sarà facile, ma intanto, dopo i titoli di coda, la nostra Michonne ha ri-sfoderato la katana: occhio, d’ora in poi non si fanno più sconti a nessuno.

DEANNA 7 – Ha un gran carisma, inutile ripeterlo. Un carisma spaziale. Ed anche una discreta intelligenza, perchè poi alla fine sembra disposta a scendere a più miti consigli riguardo all’esclusione di Rick. Convinta dalle frasi del suo gruppo, e probabilmente consapevole del fatto che l’esclusione del capo avrebbe portato a nient’altro che guerra. Lucida e fredda quando ordina Grimes di sparare a Pete, reo di aver ucciso suo marito: lo sceriffo aveva ragione, peccato che lei se ne sia accorta troppo tardi.

CAROL 8 – Regina incontrastata della quinta di The Walking Dead. Ma su tutto il percorso, avremo modo e piacere di approfondire nelle pagelle di fine stagione. Per ora, limitiamoci a questa puntata. Puntata in cui ancora una volta dimostra di essere il cervello pulsante della serie. Con sempre più freddezza, furbizia e perchè no cattiveria. Perchè Carol ha capito che per sopravvivere, e per farlo da capi, in questo mondo, è necessario essere furbi e cattivi. Tiene sempre sull’attenti Rick, provocandolo, per far si che lui sia pronto all’occorrenza a fare il lavoro sporco mentre lei continua la sua farsa da brava donna indifesa. Lo dice agli altri: ‘Io mi sono nascosta’. Ed è il modo migliore per fregarli. Continua la sua pantomima anche in riunione: “Rick è l’uomo giusto per difendere le povere persone indifese come me”. Diabolica. Fantastica.

RICK 8 – Come sempre, protagonista assoluto. In alcuni punti di The Walking Dead 5 ha dovuto trascinare la baracca da solo, ma stavolta è ben aiutato dalla squadra. Si risveglia in un letto a pezzi dopo esser stato semi-incosciente: vi ricorda – vagamente – qualcosa? Poi torna combattivo, sul pezzo. Non vuole farsi scacciare da Alexandria, preferirebbe evitare le maniere forti per rimanerci. Ma è sotto esame, sotto torchio, sotto la lente d’ingrandimento di Deanna e soci. Ai quali dimostra quanto aveva ragione: mentre tutti sono intenti a fare altro, lui nota i cancelli aperti ed uccide – non senza fatica – uno zombie che s’aggirava per la città e l’aveva colto di sorpresa. Col volto insanguinato, comincia uno dei suoi soliti discorsi epici: sono tutti attenti e rapiti, Rick è il nuovo leader di Alexandria. Il testimone glielo passa direttamente Deanna, quando gli ordina di uccidere quel folle di Pete: Rick esegue, è l’atto che segna il passaggio di consegne. E poi, quell’arrivo. Quello sguardo. Vede Morgan e torna indietro di secoli – perchè nell’apocalisse gli anni sono secoli -: e non riesce a parlare, attonito, sorpreso, quasi come se avesse avuto una visione. L’amico lo osserva con sorpresa e circospezione, perchè l’ha appena visto giustiziare un uomo: starà a Rick fargli capire, recuperare la sua fiducia. Ma che finale epico è stato.

MORGAN 9 (IL MIGLIORE) – Catalizzatore assoluto. Lo vedi in azione nell’ultima di The Walking Dead 5 e ti chiedi come abbiano potuto tenere in panchina per tutto questo tempo un personaggio di questo livello. E’ lui che ci fa scoprire indirettamente il significato delle W sulle fronti degli zombies: sono gli Wolves. Due di loro vogliono ucciderlo e derubarlo, ma Morgan se ne sbarazza con una calma olimpica. Poi salva Daryl ed Aaron. Daryl gli chiede perchè. ‘Perchè tutte le vite sono preziose, Daryl’. L’arciere si accorge del fatto che Morgan stia cercando proprio Rick, e lo porta ad Alexandria. E’ li’ che Morgan fa venire i brividi. Arriva proprio nel momento in cui il suo amico, quello con cui ha combattuto le battaglie iniziali dell’apocalisse, quello che poi ha provato a farlo rinsavire senza successo iniziale, è diventato un freddo killer di esseri umani. O almeno cosi potrebbe sembrare guardando gli occhi sorpresi di Morgan, che dice con tono esterrefatto ‘Rick…’. Quasi come a dire ‘Amico mio, finalmente ti ho ritrovato. Ma nel frattempo tu cosa sei diventato?’. Rick guarda il suo vecchio compare con emozione mista ad imbarazzo, quasi come se avesse paura di avergli dato un’impressione sbagliata. E’ un finale quasi muto, che vale molto più di mille parole. Morgan il catalizzatore, Morgan il personaggione è tornato. Si è riunito col socio Grimes. Da loro è partito tutto, da loro ricomincerà tutto. E noi non vediamo l’ora.

 

Un saluto agli amici di The Walking Dead Italia… ed a risentirci per le pagelle dell’intera stagione 5!

 

 

Written by Vincenzo Galdieri

Sostanzialmente scrivo baggianate, ma gli dò un tono talmente epico che a volte rischiano pure di sembrare cose interessanti

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