I più giovani hanno scoperto questa serie tv iconica grazie alle moderne piattaforme di streaming. C’è chi – invece – con The Vampire Diaries ci è letteralmente cresciuto. I Millennials come me hanno messo piede per la prima volta a Mystic Falls nel lontano 2009, in un periodo della nostra vita in cui muovevamo quel passo inesorabile tra l’infanzia e l’adolescenza. Quando raccontavamo ai nostri diari segreti della nostra cotta non ricambiata, dei litigi con i nostri amici del cuore, e di quella voglia frettolosa di crescere, proprio mentre eravamo in un limbo arzigogolato tra l’essere bambini e l’essere adulti: un limbo non troppo diverso da quello in cui si trovava Elena Gilbert (Nina Dobrev), sospesa tra la vita normale e l’irruzione improvvisa di Stefan Salvatore (Paul Wesley) nella sua esistenza.
Non sorprende che The Vampire Diaries sia diventata subito un cult. Ogni millennial che si rispetti ha attraversato la fase di odi et amo con quel mondo romanticamente gotico popolato da vampiri, licantropi, streghe come Bonnie Bennett (Kat Graham) e pericolosi triangoli amorosi. Il bello e tenebroso ha riempito le pagine non solo del diario di Elena Gilbert, ma anche i nostri. L’amore aveva quell’accezione sconosciuta che lo rendeva travolgente e passionale allo stesso tempo: fatto di sguardi fugaci, contese epiche e, nel caso di The Vampire Diaries, di una colonna sonora pazzesca.
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