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The Undoing e Defending Jacob: non sempre il male paga

Negli ultimi anni, le serie che trattano casi giudiziari ci hanno appassionato sempre di più. Il non sapere chi è il colpevole, la possibilità di fare ipotesi, la confusione che ci porta a mettere in dubbio tutti i personaggi, ci hanno colpito per la loro capacità di coinvolgerci in trame ricche di intrighi e colpi di scena. È proprio in questo genere, il law drama (dramma giudiziario), che nascono alcune delle migliori serie degli ultimi due anni: The Undoing e Defending Jacob.

Defending Jacob

The Undoing

Defending Jacob, uscita nel 2020 sulla piattaforma Apple Tv+, ha conquistato velocemente il suo pubblico, che ha seguito le puntate una ad una e le ha attese di settimana in settimana. Merito anche di un cast eccellente che vede Chris Evans e il giovanissimo Jaeden Martell (reso celebre dal film It), la serie si è aggiudicata un posto tra le law drama da vedere assolutamente.

È la storia di Andy Barber, assistente procuratore distrettuale di una cittadina del Massachusetts, che farà di tutto per difendere il figlio quattordicenne Jacob, dopo che quest’ultimo è stato accusato dell’omicidio di un compagno di classe.

The Undoing

The Undoing

Seconda solo per questioni di tempi d’uscita, The Undoing è stata una delle serie più viste e acclamate di inizio 2021. Di matrice HBO e visibile nel nostro paese su Sky Atlantic, conta come la precedente su un cast stellato, da Nicole Kidman a Hugh Grant.

La trama della serie tv The Undoing ruota attorno a Grace Fraser, una famosa terapista dalla vita apparentemente perfetta: ha un marito amorevole e devoto di nome Jonathan, e uno splendido figlio, Henry, un dodicenne molto maturo per la sua età. La vita perfetta della donna viene sconvolta a causa di un omicidio, per il quale viene accusato suo marito.

Da qui in poi seguiranno spoiler.

Due trame molto simili

The Undoing

Quel che risulta subito evidente è la similarità delle due trame: un omicidio e un membro della famiglia coinvolto.

Sia i Barber che i Fraser conducono una vita apparentemente perfetta, fatta di colazioni in compagnia, momenti di intimità quotidiani e piena e apparente fiducia verso i membri della famiglia. È proprio questa la ragione che ci porta a dubitare di ogni personaggio, ai nostri occhi sono tutti imperfetti, umani, veri.

Inizialmente abbiamo dubitato di Andy Barber, quel suo essere ostinato a fare chiarezza nel caso ancor prima che il figlio fosse coinvolto nelle indagini. E che dire di Grace? L’abbiamo vista attratta da Elena, l’abbiamo vista baciarla e subito dopo abbiamo saputo della sua morte, perché mai avremmo dovuto dubitare di Jonathan?

È proprio in questa costruzione che le due serie risultano molto simili tra loro, ci confondono per poi riconfermarci l’ipotesi più quotata. In entrambi i casi i colpevoli vengono trovati fin da subito, accusati con prove evidenti, ma noi ci rifiutiamo di accettare la cosa perché vorrebbe dire conoscere già il finale. È proprio grazie a questo meccanismo che restiamo sorpresi quando ci viene confermato che in realtà sono stati proprio loro, rispettivamente Jonathan per The Undoing e Jacob per Defending Jacob.

In entrambi i casi la famiglia coinvolta si ritrova abbandonata ed esclusa dai propri amici, sono osservati al ristorante, additati in vacanza e allontananti dalla scuola.

Il movente

Entrambi i protagonisti si portano dietro dall’infanzia gravi problemi psicologici. Jonathan dopo aver perso la sorella minore, investita a causa di una sua svista, non mostra alcun rimorso verso l’accaduto e Jacob fin da piccolo aveva mostrato segni di aggressività ignorati dalla madre.

Chi prima come Henry e chi dopo come Jonathan, i due protagonisti manifestato il loro disturbo psicologico nel momento più buio della loro insanità mentale. In The Undoing con l’omicidio dell’amante e in Defending Jacob con l’omicidio del bullo che lo infastidiva.

Non sempre il male paga

C’è una cosa in cui le due miniserie si differenziano: il finale.

Nonostante le similitudini degli ultimi minuti dell’ultima puntata, che vedono appunto genitore e figlio in fuga in auto, l’esito è ben differente. Jonathan, apparentemente in fuga con il figlio tenta di suicidarsi lanciandosi da un ponte, appena in tempo arriva però la moglie Grace, che illudendolo che tutto si sarebbe sistemato lo convince a scendere, portando via il figlio e facendo finalmente arrestare il colpevole.

Il finale di Defending Jacob è invece più complicato. Giudicato innocente e quindi libero, non convince però la madre che ormai è sempre più certa della sua colpevolezza. Dice al figlio che sarebbero andati a fare degli acquisti ma in realtà vuole portarlo a una confessione. Così accelera sempre di più mentre lo prega di dirle la verità e Jacob, spaventato dalla velocità crescente del veicolo le risponde: “E va bene, l’ho ucciso io, okay? Qualsiasi cosa tu voglia, basta che rallenti, ti prego”.

L’incidente, però, non uccide né la madre né il figlio. Jacob è in coma e Laurie gravemente ferita. Si apre un’indagine, che vede il giudice fermo sulla colpevolezza di Laurie, Jacob di fatto la fa franca.

Simili ma diversi, perché il genere law drama ci piace?

Trame simili ma finali diversi, da una parte un adulto e dall’altra un bambino. Due famiglie sconvolte e legami di sangue rotti da forti dubbi e insinuazioni che portano verso un esito inevitabile: l’assenza di lieto fine.

Ma perché ci piace così tanto questo genere?

Sicuramente alla base può esserci una spiegazione psicologica: il law drama di The Undoing e Defending Jacob può indirizzarci verso un timore specifico, soprattutto nel periodo storico di grande tensione in cui ci troviamo a vivere. Abbiamo bisogno di affrontare le nostre paure più profonde e questo genere le rispecchia perfettamente. Inoltre, da sempre la mente del criminale è un argomento di grande interesse, conoscere le sue ragioni e i suoi pensieri, e grazie alle serie tv odierne possiamo informarci sempre di più.

Nel vasto mondo delle serie tv si collocano dunque due produzioni destinate ad entrare nell’olimpo del genere law drama, coinvolgenti, inquietanti ma delle quali non possiamo proprio fare a meno.

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Scritto da Maria Virginia Destefano

Potrei scrivere la solita bibliografia, nome, età, luogo. Ma temo che queste informazioni siano riduttive e alquanto superflue in confronto al mondo che c'è dentro la mia testa. Amo scrivere, amo leggere, se guardate un film o una serie tv con me aspettatevi ogni tipo di commento e di osservazione, la mia visione non sarà mai passiva. La regia è il mio sogno, le luci, le inquadrature. Il piano sequenza è un'arma a doppio taglio, è un'arte, ma come tale non tutti la sanno sfruttare. C'è chi non ha hobby, io ne ho troppi e la scrittura e il videomaking fanno parte di questi.

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