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Michael Scott è un uomo amabilmente insopportabile

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Nel corso di nove stagioni The Office ci ha deliziato con un sacco di personaggi brillanti e dalle personalità scoppiettanti. Ogni dipendente della Dunder Mifflin ha dato il meglio di sé, chiudendo il proprio arco narrativo con dignità e confermandosi così parte integrante della comedy di successo. Fra tutti, uno in particolar modo è riuscito a entrare nel cuore degli spettatori malgrado tutte le sue contraddizioni e gli innumerevoli difetti: Michael Scott.

Dopo circa sette anni dalla fine dell’iconico show, il simpatico protagonista resta uno dei personaggi più divertenti del piccolo schermo. Tra bizzarre feste in ufficio e scartoffie da compilare, stagione dopo stagione Michael Scott cerca il sostegno e l’affetto dei suoi impiegati, con il suo immancabile ottimismo e i suoi innumerevoli capricci. Di strada, ovviamente, ne fa parecchia: il manager che conosciamo nella prima stagione, difatti non ha nulla a che vedere con quello dei capitoli a seguire.

La maturazione del protagonista di The Office avviene gradualmente, senza snaturare un personaggio nato per essere politicamente scorretto.

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Arrogante e pieno di sé, il boss della Dunder Mifflin inizialmente è senz’altro un uomo detestabile, le cui azioni sono spesso terribili. Gli stessi dipendenti lo tollerano a fatica, mostrando frequentemente il loro disappunto davanti a battute esagerate e scherzi inappropriati. Ma se Michael Scott è un personaggio così insopportabile, perché ci piace così tanto?

No, il sadismo non c’entra nulla. Per comprendere a fondo il successo del protagonista della comedy – malgrado i suoi atteggiamenti spesso discutibili – è necessario approfondire la sua storyline, e la sua psicologia.

Il manager della Dunder Mifflin, amante degli scherzi e dei giochi sul posto di lavoro, è una personalità dinamica, allegra, positiva. Malgrado spesso si sfoghi sui suoi dipendenti e reagisca in modo infantile agli screzi e alle difficoltà, egli rimane il cuore dell’ufficio di Scranton.

Ma Michael è un personaggio volutamente scomodo, una caricatura goliardica dei classici boss che in più di un’occasione ha testato la nostra pazienza. Pensiamo infatti agli infelici scherzi fatti ai propri subordinati, agli sfortunati Scott’s Tots, o alla vittima per eccellenza, Toby. Obiettivamente, Michael Scott non si può certo definire uno stinco di santo, perché non lo è affatto.

Vile, vendicativo, egocentrico. Il boss di The Office vive di attenzioni, qualunque esse siano. Per riceverle è disposto a tutto: che sia mentire spudoratamente o fuggire dalle proprie responsabilità, Michael ambisce soltanto a essere accettato dalla propria “seconda famiglia”. E quando ciò non avviene, egli si lascia andare a reazioni eccessive scaturite spesso da problemi futili e che, tuttavia, fanno leva sulle sue insicurezze.

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Michael Scott è un personaggio anticonvenzionale, i cui aspetti negativi compensano quelli positivi con equilibrio.

Gli aspetti peggiori di Michael difficilmente possono essere ignorati, poiché fanno parte della sua personalità. Il suo obiettivo non è quello di piacere a tutti i costi, ma di mostrare al pubblico tutte le sfumature del suo essere, sia le migliori che le peggiori. Il motore delle sue provocazioni non è (sempre) la cattiveria, bensì l’insensibilità scaturita dall’ignoranza.

Le sue imperfezioni, tuttavia, non sono gli unici tratti che hanno contribuito alla sua popolarità. In The Office il ruolo del protagonista non si riduce a quello di goffo manager, ma si declina anche in quello di amico, collega e quasi figura paterna. Il rapporto con i suoi dipendenti, inizialmente burrascoso, si evolve con calma e con i dovuti tempi. Nei loro confronti l’uomo ha sempre nutrito un particolare affetto che ha spesso reso evidente. Pensiamo alla mostra di Pam, in cui Michael conforta la ragazza, o al suo intervento per salvare Ryan dalla dipendenza.

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Michael è un ottimista irrazionale, un nato stanco dalla (pessima) battuta sempre pronta.

Oltre all’ilarità e alle genuine risate, il contraddittorio protagonista di The Office gode di una personalità tutt’altro che banale. I commenti scorretti e rudi, le battute inappropriate e le continue prese in giro lo rendono certamente un personaggio difficile da digerire, soprattutto al giorno d’oggi. Eppure, pur sembrando una persona orribile, Michael Scott non lo è affatto.

Con la sua sciocca ironia e la sua dipendenza da scherzi e giochi, egli non è mai stato “addolcito” per compiacere il pubblico, né stravolto poiché troppo ingiusto. Ciò lo rende un personaggio a tutto tondo, umano, capace di migliorare nel tempo senza snaturarsi.

L’ufficio che considerava casa lo ha plasmato in un un boss competente, comprensivo eppure divertente, invitandolo a dar peso sia alle proprie parole che alle proprie azioni. Non si tratta quindi di un processo di perfezionamento, ma di una moderata crescita del suo lato umano che, ancolra oggi, lo rende un personaggio completo e di successo.

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Written by Simona Mainenti

Innamorata della scrittura, ossessionata da film e serie tv.
Sono fermamente convinta che la cultura sia il superpotere più figo di tutti.

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