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La classifica delle 5 migliori interpretazioni nella carriera di Steve Carell

Avvocato. Una professione nobile, rispettabile. Una professione molto remunerativa, soprattutto nei grossi studi delle grandi città. La professione che, probabilmente, ci avrebbe impedito di vedere Steve Carell sul piccolo e grande schermo dato che a quella l’attore aspirava.
Ve lo immaginate, Steve Carell in tribunale? Senza ridere, è chiaro. No, vero? Eppure è proprio lo stesso attore, in una intervista, che racconta di essere stato a un passo dall’iscriversi a giurisprudenza, al college. Nobilissime intenzione, sia chiaro. Ma il mondo non ci avrebbe guadagnato niente mentre avrebbe perso un grande attore. Sì, attore. A tutto tondo, nei ruoli più disparati. Sebbene sia stato nominato dalla rivista Life come uomo più divertente d’America ormai è un dato di fatto che Carell non sia soltanto un attore comico, adatto alle commedie. Anzi. Al di là di The Office, l’attore americano classe 1962 la maggior parte delle candidature e dei premi li ha ottenuti proprio interpretando un ruolo drammatico.

La filmografia di Steve Carell è molto lunga. Comprende, come detto, sia commedie che film / serie drammatici ma non solo: Carell è anche la voce di Gru, spassosissimo cattivo protagonista di Cattivissimo Me.
Attualmente l’attore è impegnato nella serie Space Force, la cui secondo stagione è da pochi giorni uscita su Netflix. Forse non proprio il suo più grande successo ma comunque un prodotto piacevole reso divertente da alcune gag dell’attore.
Ricavare una classifica delle sue cinque migliori interpretazioni non è stato semplice. Posto che alcune posizioni erano già scritte le altre sono state riempite da ruoli che probabilmente sono passati un po’ in sordina, proprio perché drammatici. Ma tutti, comunque, davvero degni di nota!

5 – Little Miss Sunshine (2006)

steve carell

Bill Murray. Oppure, come seconda scelta e molto caldeggiata dalla produzione, Robin Williams. Il personaggio di Frank, professore universitario specializzato nello scrittore francese Marcel Proust, omosessuale e appena sopravvissuto a un tentativo di suicidio perché lasciato dal suo fidanzato, era stato concepito per essere interpretato da uno di questi due grandi attori. Alla fine la spuntò, invece, proprio Steve Carell, il quale impressionò favorevolmente i due registi, Jonathan Dayton e Valerie Faris, quando lo incontrarono per un provino. All’attore la parte in Little Miss Sunshine piacque molto e i due registi riuscirono a imporlo alla produzione la quale, invece, aveva forti dubbi. Perché? Perché nel 2005 Carell era ancora un signor nessuno. Ma tra il primo ciak (estate 2005) e l’uscita in sala (2006) Carell era improvvisamente divenuto famosissimo per 40 anni vergine ma soprattutto per la prima stagione di The Office che lo aveva visto candidato a un Emmy e vincitore di un Golden Globe. La produzione passò dunque dalle perplessità al richiedere la sua presenza alla promozione del film.

Ah, tra l’altro, l’interpretazione di Steve, ovviamente, fu eccellente e concorse a far vincere al film, una commedia drammatica, una valanga di premi tra cui due Oscar e un Screen Actors Guild Award per il miglior cast cinematografico.

4 – The Big Short (2015)

steve carell

Dieci anni dopo Little Miss Sunshine, nel 2015, Steve Carell è uno tra attori più popolari di Hollywood e il suo carnet di impegni lo porta a dover rifiutare, per mancanza di tempo, diverse scritture. La sua fama è dovuta principalmente all’enorme successo di The Office, conclusa nel 2013, ma non solo: nel suo curriculum ci sono altre commedie cinematografiche brillanti come Un’impresa da Dio, Agente Smart – Casinò Totale, Crazy Stupid Love e naturalmente le puntate del Saturday Night Live.
La sua presenza in The Big Short (La grande scommessa in italiano) non era stata presa in considerazione né dalla produzione né tanto meno dal regista, Adam McKay, per altro amico di lunga data di Carell. McKay, però, cambiò idea dopo aver visto al cinema Foxcatcher optando per assegnare a Steve la parte di Mark Baum, opportunista, capriccioso e avido gestore di hedge fund, personaggio ispirato allo speculatore finanziario Steve Eisman il quale fu felice del ritratto fatto di sé da Carell.

Inutile dire che anche in questo caso l’interpretazione di Steve Carell fu magistrale tanto da vederlo candidato al Golden Globe come migliore attore e allo Screen Actors Guild Award per il miglior cast cinematografico, insieme a Ryan Gosling, Brad Pitt e Christian Bale.

3 – Foxcatcher (2014)

steve carell

Probabilmente è nel destino di Steve Carell non venire preso in considerazione dai registi per certi ruoli, soprattutto se drammatici. Anche in questo caso, infatti, Bennett Miller era orientato su altri attori, tra cui Gary Oldman, per il ruolo di John E. du Pont, multimilionario, filantropo, appassionato di wrestling e omicida. Miller e Carell si incontrarono per discutere del film in quanto l’attore era un grande fan del regista. Dopo quel pranzo Miller fu convinto avendo trovato in Carell un lato oscuro perfettamente adatto al personaggio.

Steve prese molto a cuore il suo nuovo ruolo in Foxcatcher tanto da prepararsi in maniera certosina guardando diverse ore di materiale televisivo su John du Pont, un personaggio alquanto oscuro. Così oscuro che il regista aveva vietato a Carell di socializzare con i co-protagonisti, Mark Ruffalo e Chaning Tatum, né fare scherzi o battute sul set tra una ripresa e l’altra. Mark Ruffalo, a conferma di questi fatti, ammise di aver provato un certo disagio nel lavorare con Carell, probabilmente troppo calato nella parte di uno psicopatico.
La mirabile interpretazione valse a Steve una candidatura agli Oscar come miglior attore (quell’anno andato a Eddie Redmayne che interpretò Stephen Hawking ne La teoria del tutto), una allo Screen Actors Guild Award e una ai Golden Globe. E il suo ingresso, a pieno titolo, nel cinema drammatico essendo questo il suo primo, importante, ruolo.

2 – The Morning Show (2019)

Sebbene sia ricca di attori dalle spiccate capacità comiche The Morning Show è, per le argomentazioni trattate, un drama a tutti gli effetti. In questa serie targata Apple TV+ Carell interpreta un giornalista molto famoso che, a causa di un comportamento smaccatamente sessista, cade in disgrazia e viene messo da parte, finendo, giustamente, sotto i riflettori.
L’interpretazione dell’attore risulta fin da subito molto convincente. Le difficoltà di una inconsapevolezza culturale e mentale mettono in rilievo tutta l’ignoranza e la negatività a essa collegata rendendo il personaggio di Mitch Kessler simbolicamente ancora perfettamente figlio di una società che sta cambiando con estrema lentezza in direzione di una agognata parità di genere.

Dopo The Office questo è il secondo ruolo di una certa importanza per Carell in una serie televisiva. Ruolo che gli è valsa la candidatura a uno Screen Actors Guild Awards e un Emmy come migliore attore drammatico.

1 – The Office (2005)

Poteva mancare? No. Avrebbe potuto essere in un’altra posizione? Nemmeno. The Office è la pietra più pregiata, almeno finora, del bagaglio interpretativo di Steve Carell, un successo inaspettato ma del tutto meritatissimo per l’attore comico americano.
Basata sulla omonima serie della BBC creata da Ricky Gervais quella americana è stata adattata da Greg Daniels, autore tra le altre cose di Saturday Night Show ei Simpson.
Sulla serie ovviamente è stato scritto di tutto. Lo stesso dicasi per i suoi interpreti che, come nel caso di Steve, molto spesso erano all’inizio della loro carriera o, quanto meno, poco conosciuti.
Oggi The Office è ormai considerata un cult ma non è sempre stato così. Lo stesso Carell, in una intervista, affermò che per diventare quella che è oggi The Office c’è voluto parecchio tempo. Inizialmente, infatti, era poco considerata tanto a non superare mai, in termine di numeri, la 41a posizione nelle classifiche degli ascolti annuali.

Carell, per prepararsi al ruolo di Michael Scott decise di non guardare la serie inglese per evitare di fotocopiare l’interpretazione di Ricky Gervais. Per il suo personaggio i produttori della serie immaginarono diversi attori di spicco: Stanley Tucci, Stephen Colbert e persino il compianto Philip Seymour Hoffman. Altri come Dan Akroyd, Steve Buscemi e William H. Macy hanno rifiutato la parte.
Difficile immaginare Michael, le sue battute, i suoi scherzi con il volto di qualcun altro. Sembra quasi che il personaggio sia stato scolpito proprio perfettamente per Steve Carell il quale deve, a The Office, probabilmente tutta la sua fama e la sua fortuna. Con questo ruolo, infatti, l’attore americano ha ottenuto svariate nomination e vinto un Golden Globe, un Emmy come migliore attore protagonista.

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